Dredge: The Pale Reach, ghiaccio tanto ghiaccio
Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // andrew.
Dredge: The Pale Reach, ghiaccio tanto ghiaccio
Salve giocopescatori, come state?
Un po di tempo fa, sui lidi di questo sito di pazzi dal pensiero profondo, ho avuto il grande piacere di giocare a quella gemma di DREDGE, a mio parere una delle migliori interpretazioni dell’immaginario lovecraftiano mai realizzate in un videogioco. Questo gioco ha conquistato un posto speciale tra i miei videogiochi preferiti del 2023 (tanto che l’ho votato ai The Game Awards come miglior indie, senza pensarci due volte).
Quando finalmente ho potuto mettere le mie pelose e delicatissime mani su questo DLC, ero molto molto contento di tornare a giocarci. Peccato però che al termine dell’esperienza, quella contentezza abbia lasciato il posto a un senso di tristezza abbinato alla pure amarezza in bocca.
Senza ulteriori indugi, vi racconto la mia esperienza con il DLC di Dredge, The Pale Reach.
Appena avviato il gioco mi viene riferito che nel luogo in cui è attraccata la mia bagnarola, si trova una fotografa (personaggio che ho scoperto essere introdotto con un Update gratuito, utile per sbloccare la modalità foto utilizzata per molte delle immagini che vedete in questo articolo, ad accompagnarla nel aggiornamento un pittore per personalizzare la barca) che si è spostata a sud per fotografare un “bellissimo” narvalo in tutto il suo splendore.
Guidando la mia bella barchetta e cantando canzoni marinaresche in maniera appositamente stonata, mi avvio verso le terre meridionali. Dopo un viaggio senza grandi sorprese (cosa insolita, considerando che il gioco mi aveva abituato all’imprevisto), arrivo finalmente alla nuova isola, che si rivela essere interamente coperta di ghiaccio, con una costante nevicata che natale scansati (approfitto di questo spazietto per dirvi quanto la neve mi ha ricordato di quanto io ODI il Natale soprattutto Babbo Natale e Elfi annessi).


La prima cosa che faccio è fermarmi all’attracco della mercante (presente sempre all’arrivo in una nuova isola). Qui vengo informato di un interessante progetto per la mia barca: applicare un rompighiaccio per superare gli iceberg e accedere a scorciatoie e luoghi con oggetti importanti per la missione. Come da tradizione del gioco, d’altronde, si arriva nel nuovo bioma, dove si incontrano ostacoli e bisogna trovare quello specifico oggetto che faciliterà le cose, e tutto felice via verso nuove avventure.
Andando avanti finalmente trovo la fotografa che mi chiede di pescare un bel po’ di pesce per attirare la dolce creaturona marina, per fare le sue fotine, e rompere un muro di ghiaccio che blocca il passaggio. Pesco rapidamente tutto il pesce che serve, attirando l’attenzione del narvalo, e con sorpresa della sola fotografa (seriamente, come potevano pensare di sorprendermi ormai?) attiro un’enorme e brutta, ma proprio brutta, creatura, ma che più brutta non si può (il che in realtà è un complimento visto il tipo di gioco, un bel design in linea con quello dei mostri già presenti in gioco). Questa creatura divora l’esca e distrugge, con mio enorme piacere, il muro di ghiaccio. Dopo la fuga della (vigliacca!) fotografa, inizia finalmente la missione principale: cercare i pezzi del rompighiaccio, cercare di non farmi acchiappare da Narvalone (l’ho battezzato così, mi sono affezionato) per non finire a cantare in fondo al mare.
Non entrerò nei dettagli della trama della missione principale, ma posso dire che, a differenza delle varie storie del gioco base, non è stata altrettanto dettagliata come speravo. Infatti posso dirvi senza alcun problema, che personalmente non ho veramente capito, in questo caso, cosa stavo precisamente combattendo (ho solo capito che c’era un mostro gigante bloccato nel ghiaccio e che aveva dei problemi di… sonno, non dico altro). Mentre riuscivo a comprendere bene le sottotrame delle varie isole del gioco principale, qui ho notato una mancanza di cura. Ma in generale, mi duole dirlo, lo è stata per l’intera esperienza con il DLC.

Alla fine della quest principale, senza una sorta di sequenza o evento conclusivo che chiudeva il tutto in bellezza (tranne avere come ricompensa dell’attrezzatura potenziata per la pesca e un altro potere per il viaggio rapido), il mio primo pensiero è stato: “Come?! Tutto qui? Davvero?”. Ho esplorato più volte la nuova mappa per assicurarmi di non aver tralasciato nulla, dato che il gioco di base spinge all’esplorazione per scoprire vari eventi. Ho persino consultato dei video su YouTube dopo aver finito il DLC per assicurami al cento per cento di non aver saltato nulla e di aver visto tutto, cosa di cui alla fine, purtroppo ho avuto la conferma.
Altro punto da sottolineare è che il buon Narvalone (poverino), la presunta grande minaccia del gioco, non risulta essere una pericolo così grande per chi ha già una nave potenziata e alcuni rituali (sono “magie”, utili sbloccate durante la storia principale per attraversare le pericolose acque di Dredge). In teoria, lo si dovrebbe nutrire per tenerlo a bada, ma con la giusta preparazione, come avere motori potenziati e utilizzare il rituale dell’esorcismo (utile per allontanare le minacce occulte) me lo sono tolto dalle scatole abbastanza facilmente. Quindi, per i motivi citati sopra, non sono riuscito a provare la stessa inquietudine di pericolo avvertita nel gioco base.
Anche la nuova mappa è stata una delusione, essendo semplicemente un’enorme isola di ghiaccio con poco da vedere e fare. Per i completisti, ci sono nuovi pesci artici e le relative aberrazioni da catturare con nuove canne da pesca adatte a queste terre ghiacciate per completare le pagine dell’enciclopedia. Tuttavia, per chi come me, non è particolarmente interessato a questo aspetto e sperava in nuove attività per motivare il ritorno nelle oscure acque di Dredge, c’è veramente poco da fare. Ci sono solo missioni secondarie molto simili a quelle del gioco base, offrendo poco ai giocatori esperti.
Penso che il contenuto di questo DLC sia più adatto a chi non ha raggiunto la fase post-game o ha iniziato una nuova partita senza una nave potenziata al massimo e i rituali menzionati. Sono sicuro che, se non avessi avuto tutte queste agevolazioni grazie alla mia partita precedente, avrei apprezzato di più il DLC. Tuttavia, ciò non cambia il fatto che, rispetto al gioco principale, questo nuovo contenuto risulta un po’ più scarno. Spero che in futuro gli sviluppatori pensino a un DLC che tenga conto dei giocatori che hanno completato il gioco, magari offrendo nuove attività o persino un’espansione che renda l’esperienza più impegnativa per i veterani.
Detto questo, vi saluto e arrivederci al prossimo articolo!