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Speciali 20 MARZO 2023 9 MIN LETTURA

DREDGE, un’esperienza lovecraftiana a suon di pesca

Una piacevole ed orrorifica scoperta

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DREDGE, un’esperienza lovecraftiana a suon di pesca

Salve giocopescatori e giocopescatrici, come state?

L’universo oscuro e perverso di H.P. Lovecraft ha sempre avuto un grande fascino sul grande pubblico. Un mondo pieno di mali indicibili, di oscure entità aliene (e non) pronte a far sprofondare nella follia l’intero universo in cui noi umani non siamo altro che piccoli pezzi di carne da macello utili per gli aberranti scopi di tali esseri. Capite bene, quindi, che un universo letterario così dannatamente (nel senso letterale del termine) affascinante ha ispirato non pochi sviluppatori a provare a portare sui nostri schermi videoludici il mondo creato da Lovecraft. E in questa stessa impresa si sono lanciati i Black Salt Games con il loro nuovo titolo, DREDGE. Saranno riusciti nell’intento di rappresentare al meglio le atmosfere create dal Solitario di Providence? Beh, dato che ho avuto l’occasione di spolpare il titolo come si deve (ringrazio lo sviluppatore per la chiave), salite sulla mia piccola barca e vi racconto le mie avventure negli oscuri abissi di questo indie.

Devo fare una premessa: fino a quando non mi è stato segnalato (dal mio buon collega // Luca), non ero a conoscenza dell’esistenza di questo titolo. Iniziando ad informarmi e vedendo le immagini in giro per il web, pensavo che fosse un “tranquillissimo” gioco di pesca in cui bisognava dedicarsi a sbarcare il lunario, pescando ogni tipo di pesce presente sulla mappa (essendo il gioco un open world) e, ogni tanto, dedicarsi a risolvere qualche quest secondaria degli abitanti delle varie isole per avere qualche tipo di bonus monetario o di agevolazioni sulla pesca. Quindi, tenete a mente che la prima volta che ho avviato la partita, non sospettavo minimamente che ci sarebbero stati elementi orrorifici, il che da un lato è stato un bene perché si è rivelata una vera sorpresa.

Una piacevole ed orrorifica scoperta

Il gioco inizia con una piccola cutscene animata in cui interpretiamo un personaggio senza nome che, a bordo della sua piccola bagnarola, si scontra contro degli scogli. Fortunatamente riusciamo a salvarci grazie al soccorso degli abitanti dell’isola di Midolla Maggiore. Il sindaco, scoprendo che siamo dei pescatori, ci presta una vecchia barca da pesca con cui aiutare il piccolo paese a procurarsi il pesce per sostentarsi. Inizialmente, la barca sarà un catorcio molto lento e con uno spazio limitato per il pescato. Durante la notte, non sarà di aiuto nell’illuminare il cammino per evitare di andare a sbattere contro altri scogli.

Nelle prime battute di pesca, il mondo di DREDGE si presenterà abbastanza colorato e illuminato con una musichetta rilassante a farci compagnia. Durante la prima notte, ci sarà una nebbiolina fastidiosa e alcuni personaggi dall’atteggiamento e dall’aspetto bizzarro. Sentiremo anche delle sirene di altre barche nel buio, ma nulla che faccia pensare a un contesto horror. Questo fino a quando ci allontaniamo da Midolla Maggiore e andiamo in mare aperto. È in quel momento che iniziamo a sentire e vedere che in quelle acque si nasconde un male pronto a balzarmi addosso e portarmi nel baratro della follia trascinandomi negli abissi più profondi, sussurri nella notte che ci perseguitano, barche fantasma che si rivelano essere altro, ruggiti di creature nella notte che ci tengono costantemente in allerta, in attesa di essere aggrediti in qualunque momento.
Il nostro personaggio resterà al buio e, più tempo passerà, più comincerà a perdere la sanità mentale, che potrà essere recuperata durante il giorno o dormendo nei porti sicuri. Più la nostra sanità mentale scenderà, più attireremo altri orrori che non ci faciliteranno la sopravvivenza. In breve, è un vero e proprio circo dell’orrore in cui dobbiamo sopravvivere nascondendoci.

Non si tratta del classico horror con jumpscare, ma, come da buona tradizione lovecraftiana, l’orrore è presente, ma allo stesso tempo nascosto e in agguato, facendo sempre sentire la sua presenza anche nei momenti di calma. Questo gioco è uno dei titoli più lovecraftiani che abbia mai visto e i suoi sviluppatori sono stati bravi a rappresentare le atmosfere del mondo di Lovecraft in un mondo completamente slegato dagli scritti, prendendone solo le egregie atmosfere.

La pesca è solo una parte dell’intera esperienza di DREDGE

E sebbene abbia divagato un po’ sull’ambiente di gioco finora, torniamo a parlare del gameplay. Come detto, il gioco inizia come un semplice gioco di pesca per guadagnare denaro così da potenziare la barca e acquistare altre attrezzature, ma man mano che si avanza nel gioco si scopre che la pesca è solo una parte dell’esperienza. Infatti, più avanti nel gioco si sblocca la possibilità di dragare le acque per scoprire tesori, risolvere quest e trovare materiali per potenziare la barca. Non basta avere solo denaro per avere una barca più performante, ma bisogna trovare le risorse sparse per le acque di gioco per sbloccarle. Inoltre, bisogna cercare tecnologie per ottenere tutte le attrezzature necessarie per avere una barca più veloce e strumenti di pesca che permettano di pescare tutti i tipi di fauna presenti nel gioco. Per fare ciò, si deve sia dragare le acque che completare missioni per trovare ingranaggi da spendere in un albero di ricerca ogni volta che si attracca in un paesino o in un’isola sicura. Una volta sbloccata l’attrezzatura di interesse, si deve dirigersi verso le officine sparse per il mondo per farla montare. Bisogna tenere a mente che oltre allo spazio limitato per il pescato, c’è anche uno spazio limitato per tutte le attrezzature come canne da pesca e motori, e l’inventario verrà gestito come un minigioco di Tetris, in cui bisogna cercare di incastrare bene tutti gli oggetti perché ognuno occuperà un certo numero di quadrati. Inoltre, ci saranno due piccole prove di abilità per la pesca e il dragaggio delle acque, che possono essere facilitati tramite il menu di accessibilità se risultano fastidiosi.

Un’altra cosa da dire è che all’inizio non potremo pescare tutta la fauna marina, ma solo quella per cui la nostra attrezzatura è adatta. Per chiarire meglio, ogni pesce sarà di un tipo specifico, come costiero, oceanico, abissale, vulcanico, eccetera. Se non avremo la giusta canna da pesca o rete, non potremo catturare e vendere determinati pesci. È chiaro, quindi, che ci saranno alcuni pesci che daranno un profitto maggiore rispetto ad altri e che all’inizio saremo molto limitati nei guadagni se non abbiamo ancora sbloccato la giusta attrezzatura. Un’altra cosa da segnalare è che per chi ama completare tutto, ci sarà una sorta di diario da completare in cui verranno segnati tutti i tipi di pesce che abbiamo pescato nel corso della nostra avventura e anche le loro caratteristiche, come l’ora migliore per pescarli (come se fosse una sorta di Pokédex). Parlando dell’enciclopedia, se la guarderemo con attenzione, noteremo che sotto ogni specie di pesce ci saranno delle varianti, ma queste non saranno particolari per il colore o la forma. Si tratterà di vere e proprie creature corrotte dal male e trasformate in inquietanti aberrazioni che, oltre a completare il diario, varranno molto di più rispetto alle loro controparti normali. Tuttavia, non sempre potremo pescarle a piacimento (da quanto ho capito), poiché spawneranno casualmente in mezzo ai loro “simili”.

Una storia che emerge poco a poco

Dal modo in cui ho scritto finora, sembrerebbe che il gioco sia incentrato solo sulla pesca, sul potenziamento e sulla sopravvivenza. Ma, per quanto queste siano le meccaniche di base, il titolo avrà anche una storia che dovremo seguire. La particolarità è che questa storia non ci sarà presentata subito, ma si svelerà man mano che parleremo con gli abitanti delle isole e dedicheremo buona parte del nostro tempo all’esplorazione del mondo creato dai Black Salt Games. Girare in lungo e in largo sarà fondamentale per svelare tutti i misteri della trama, e sarà la storia stessa a spingerci in questa direzione.

Senza fare anticipazioni, un misterioso individuo ci ingaggerà per trovare degli oggetti sparsi sulla mappa di gioco. Tutto ciò che farà sarà segnalarci sulla nostra mappa dove trovare il suo oggetto d’interesse. Una volta arrivati sul luogo, non ci saranno indizi testuali o indicatori, ma sarà l’ambiente che ci circonda a farci capire dove volgere il nostro sguardo e dove attraccare per parlare con le persone che potrebbero aiutarci nella nostra ricerca, dando ci delle missioni utili a sbloccare quel determinato oggetto che serve per andare avanti.

Questa è una cosa che ho molto apprezzato e che aumenta di molto l’immersione nell’ambiente di gioco. Inoltre, parlare con le persone sarà anche utile per capire il contesto di DREDGE, per cui, come detto, scandagliare tutta la mappa ripagherà non poco il giocatore. L’ultimo punto da aggiungere è che una volta trovato l’oggetto richiesto, il nostro “datore di lavoro” ci ripagherà con una serie di incantesimi che ci faciliteranno non poco nell’affrontare i pericoli del mondo di gioco.

Ma ha anche dei difetti!

Prima di chiudere l’articolo, voglio parlare di alcuni difetti che ho riscontrato. Prima di tutto, quello che potrebbe essere uno scoglio per molti, è che il gioco tende ad essere molto lento. Richiederà tempo per cercare i materiali, la fauna marina e le missioni, poiché dovrete girare parecchio per ottenere tutto ciò di cui avete bisogno per avanzare negli incarichi. Ci sono stati momenti in cui ho trovato questo sistema veramente pesante, e nonostante mi sia piaciuto molto il gioco, ogni tanto mi sono dovuto fermare e dedicarmi ad altro. Un’altra cosa da segnalare è che la barca è dannatamente fragile, basterà una sola piccola collisione per causare danni e farvi perdere degli oggetti. Inoltre, con mia leggera irritazione, ci sono alcune missioni a tempo che, se non le completate, fallirete senza alcun tipo di avviso da parte del gioco.

Ma a parte questi difetti, devo dire che Dredge si è rivelato un ottimo gioco che non solo mi ha stupito per le ottime atmosfere horror, ma anche perché il giocatore non viene sempre tenuto per mano, ma sarà la sua voglia di esplorare da cima a fondo la mappa ad essere ripagata. Personalmente, lo consiglio, ma tenete sempre a mente che il gioco richiede molto tempo per mostrarvi tutto ciò che ha da offrire.

Spero di avervi incuriosito e ci vediamo al prossimo articolo!

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