DEEP BEYOND LA RECENSIONE, UN AVVENTURA DA GODERE COME UN FILM
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DEEP BEYOND LA RECENSIONE, UN AVVENTURA DA GODERE COME UN FILM
Deep Beyond si propone come un breve simulatore di camminata che, con la sua storia di ricerca e tesori perduti, ricorda titoli come What Remains of Edith Finch. L’estetica è perlopiù monocromatica, simile a quella di Return of the Obra Dinn di Lucas Pope, con palette limitate e ambienti a bassa risoluzione. Tuttavia, nonostante l’impatto visivo, l’esperienza narrativa rimane piuttosto superficiale e non riesce a coinvolgere come ci si aspetterebbe da una storia di avventura e mistero.
Trama e Narrazione
Il giocatore veste i panni di Lilly, una giovane cresciuta su una piccola isola dopo la scomparsa del padre in mare, accudita dall’amico di famiglia Howard. Howard, un archeologo, è alla ricerca di un prezioso calice, scomparso secoli fa. Accompagnata dal fedele cane Chester, Lilly parte per una missione subacquea alla ricerca dell’artefatto, ma il viaggio prende presto una piega inaspettata quando Howard finisce in pericolo.

Nonostante i suoi presupposti avventurosi, la narrazione di Deep Beyond si svolge senza sorprese, con colpi di scena prevedibili e situazioni risolte velocemente. Manca la profondità emotiva, e ogni evento è facilmente prevedibile, ricordando più i fumetti di Tintin, dove i protagonisti affrontano avventure rocambolesche ma senza rischio reale. Questo lascia il giocatore a desiderare una caratterizzazione più intensa per i personaggi, che appaiono poco sviluppati.
Ambientazione e Grafica

Sul lato visivo, invece, Deep Beyond impressiona con un’estetica astratta e volutamente minimale, che dà profondità agli scenari tramite contrasti di colore e ombreggiature a bassa risoluzione. Con una palette che passa da arancioni e gialli intensi a verdi e blu scuri, il gioco riesce a rendere l’isola di Lilly un luogo affascinante e misterioso. Le aree esplorabili, anche se limitate, sono varie: si spazia dalle profondità marine a un’isola, fino a un’enorme petroliera. La possibilità di ingrandire oggetti specifici e ottenere qualche dettaglio narrativo aggiuntivo arricchisce l’esperienza visiva, ma non riesce a compensare una trama fiacca.
Gameplay e Enigmi
Il gameplay si mantiene semplice, con la maggior parte del tempo dedicata all’esplorazione degli ambienti e all’interazione con oggetti. Gli enigmi sono leggeri, progettati per non interrompere il ritmo della storia: piccoli ostacoli come posizionare un’apparecchiatura per superare un dirupo o usare una gru per aprirsi un varco. C’è qualche sezione che sembra accennare alla furtività, ma il gioco non penalizza gli errori, favorendo un approccio narrativo rispetto a uno di sfida.

Conclusione
In definitiva, Deep Beyond è un’esperienza breve che colpisce più per il suo stile visivo che per la sua narrazione. La trama, sebbene coerente, manca di profondità e carisma, e il gioco finisce per sembrare meno coinvolgente di quanto potrebbe essere. Per chi cerca un’esperienza di gioco rilassante e visivamente intrigante, Deep Beyond potrebbe valere il tempo e il prezzo modesto. Tuttavia, se ci si aspetta una storia avvincente o un legame emotivo con i personaggi, potrebbe lasciare un po’ di amaro in bocca.
CONSIGLIATO CON RISERVA
- Premessa e Gameplay Rilassanti: La semplicità del gameplay, caratterizzata dalla tranquillità della narrazione e dalla bassa difficoltà degli enigmi, rende Deep Beyond perfetto per una sessione rilassante.
- Doppiaggio Completo: I personaggi sono interamente doppiati e la voce di Lily è genuina, con sottotitoli in italiano.
- Selezione dei Capitoli e Finale a Scelta: È possibile rigiocare i capitoli e fare scelte per ottenere finali alternativi, facilitando il raggiungimento di tutti gli obiettivi.
- Puzzles Accessibili: Gli enigmi sono semplici e richiedono azioni basiche come allineare oggetti o completare modelli, che mantengono il gioco scorrevole e senza frustrazioni.
- Storia e Contesto Limitati: La narrazione è semplice e teatrale, ma risulta troppo “da cartone animato” nella rappresentazione dei cattivi, quasi un cliché. La caratterizzazione dei personaggi è piuttosto superficiale, e si fatica a comprendere le vere motivazioni di Lily, ma anche il finale è molto citofonato.
- Stile Visivo Estremo: L’arte astratta e i colori fortemente saturi, come il mare arancione o il cielo giallo neon, non semplici da digerire
- Gameplay Lento e Lineare: Non è possibile correre, e gli intermezzi rallentano ulteriormente il ritmo, adatto per chi cerca un’esperienza calma ma meno per chi predilige dinamismo e storie con colpi di scena memorabili.