Death Stranding e quel “Director’s Cut” che non piace proprio a Hideo Kojima

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A cura di Luca Maiolini

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Ghost of Tsushima e Death Stranding sono i primi videogiochi dei PlayStation Studios a sfruttare la nomenclatura — filmicaDirector’s Cut.

Mentre per la nuova versione di Ghost of Tsushima si parla di una versione che andrà a proporre nuovi contenuti oltre alla compatibilità con PlayStation 5 e le sue features, per Death Stranding si punta direttamente al concetto di “Remastered per PS5”, anch’esso accompagnato da nuovi contenuti.

Death Stranding e quel "Director's Cut" che non piace proprio a Hideo Kojima 1

Badate, attualmente è stato annunciato che la Direcotr’s Cut di Ghost of Tshushima sarà disponibile sia per PlayStation 4 che PlayStation 5, mentre la nuova versione di Death Stranding — attualmente — è prevista esclusivamente per la nuova console Sony.

“Director’s Cut è un nome scelto da Sony” – Hideo Kojima

All’interno della cinematografia, la nomenclatura Director’s Cut è utilizzata quando un film viene “aggiornato” con delle scene extra, che inizialmente sono state tagliate dalla versione cinematografica — ovvero quella destinata ai cinema — od alla home video — destinata al commercio DVD e BR-Disc — per ragioni di durata o semplicemente perché all’apparenza non funzionali. Se applicassimo questo concetto in modalità 1:1 per i videogiochi, ne verrebbe fuori uno scenario abbastanza preoccupante, nel quale le aziende potrebbero cominciare a produrre dei titoli apparentemente completi, per poi presentarsi con delle nuove versioni a pagamento proponendo dei contenuti rimossi volutamente. A grosso modo, come accadde con diverse produzioni durante la 7a generazione di console — Xbox 360 e PlayStation 3 — dove alcuni contenuti venivano celati o rimossi per favorire l’acquisto di contenuti “extra”.

Tra i casi più famosi, potrei citare le sequenze di Assassin’s Creed II ed il finale, venduto separatamente, di Asura’s Wrath.

Proprio per questa ragione “scende in campo” Hideo Kojima, che su Twitter scrive:

Nel gioco [Death Stranding Director’s Cut], non v’è ciò che è stato tagliato, ma include ciò che è stato sviluppato in più. Delector’s Plus?
Quindi, è mia opinione, che non mi piace chiamarla ‘director’s cut’.

Dal Tweet di Hideo Kojima

Dunque perché attribuire un nome simile a queste produzioni? Palesemente per una finalità commerciale. Non è un caso che la versione standard di Ghost of Tsushima sia attualmente scomparsa dallo store digitale, in favore della nuova versione ad un costo di: 69,99€ per PlayStation 4 e 79,99€ per PlayStation 5.

Prima di concludere, vorrei lasciarvi con un ottimo video di Cyrus del canale Gioco con lo Scemo, che oltre a descrivere a modo suo alcuni concetti espressi anche in questo articolo, analizza la questione col suo consueto stile.

Director’s Cut: PlayStation sei Geniale!

Il messaggio che cerca di far passare [Sony] è più complesso, come dicevo: autoriale, artistico, un’opera unica, più completa, riletta dagli occhi del suo “director”.

Pierpaolo “Cyrus” di Gioco con lo Scemo

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Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.