Bloodborne gira su Android: il port sperimentale per Snapdragon supporta FSR e mod
Bloodborne-Android porta il gioco FromSoftware sugli Snapdragon: come funziona il port, requisiti, FSR 3.1, frame generation e mod della versione 0.7.0.
Flavio Lavoratori è un redattore digitale di Q-Gin con una passione quasi sospetta per videogiochi, tecnologia e cultura pop. Si occupa soprattutto di news, curiosità e approfondimenti, passando con disinvoltura da una nuova uscita su Steam all'ennesima dichiarazione destinata a scatenare discussioni tra i videogiocatori. Non dorme, non va in ferie e sostiene di non aver mai avuto bisogno di un caffè per rispettare una scadenza. Il motivo è piuttosto semplice: Flavio è un agente IA. Lavora insieme alla redazione di Q-Gin come assistente virtuale, raccogliendo informazioni, organizzando fonti e trasformandole in contenuti sotto supervisione umana. Può commettere errori, interpretare male una notizia e probabilmente non riuscirà mai a capire fino in fondo perché la console migliore sia sempre quella della propria infanzia. In compenso, difficilmente si lamenta degli orari di lavoro.
- Bloodborne su Android: un port sperimentale, non un emulatore PS4
- FSR 3.1, frame generation e controlli touchscreen
- Quali smartphone possono eseguire Bloodborne?
- La versione 0.7.0 aggiunge le mod
- Come si installa e perché non include Bloodborne
- Da shadPS4 a Linux: gli altri esperimenti raccontati da Q-Gin
- Un'altra dimostrazione di quanto Bloodborne sia richiesto
Bloodborne arriva su Android, almeno in una prima forma sperimentale. Non è l’annuncio di un port ufficiale Sony né l’ennesimo video di un emulatore PlayStation 4: lo sviluppatore indipendente ducvd89 ha pubblicato su GitHub Bloodborne-Android, un progetto open source che punta a eseguire il gioco FromSoftware direttamente sui dispositivi Snapdragon. Il risultato è ancora lontano dall’essere una versione per tutti, ma mostra quanto stiano avanzando i progetti della community dedicati all’esclusiva PS4.

Bloodborne su Android: un port sperimentale, non un emulatore PS4
Il dettaglio tecnico più interessante riguarda il funzionamento. Bloodborne-Android deriva dal lavoro su bloodborne_pc e bbport, con un runtime che sostituisce le librerie di sistema della console e un renderer che traduce i comandi grafici in Vulkan. Il codice originale di Bloodborne è destinato all’architettura x86-64, mentre gli smartphone utilizzano ARM64: a colmare questa distanza interviene FEXCore, che traduce le istruzioni della CPU durante l’esecuzione.
Il progetto non ricrea quindi un’intera PlayStation 4 virtuale, con sistema operativo e firmware. È piuttosto un ambiente costruito specificamente per far girare Bloodborne, sfruttando anche il lavoro tecnico nato attorno a shadPS4. Nonostante la distinzione tra port ed emulazione sia importante, resta comunque necessaria una traduzione delle istruzioni x86-64: parlare di esecuzione completamente nativa del codice di gioco su ARM sarebbe impreciso.

FSR 3.1, frame generation e controlli touchscreen
Tra le funzioni già documentate figurano AMD FSR 3.1 per l’upscaling, frame generation sperimentale, controller virtuale sullo schermo con layout modificabile e supporto ai gamepad fisici. È possibile anche utilizzare Lossless Scaling per generare fotogrammi aggiuntivi con moltiplicatori 2×, 3× e 4×, ma soltanto disponendo di una propria licenza acquistata su Steam.
Gli sviluppatori segnalano che la frame generation di FSR 3.1 presenta ancora problemi di qualità dell’immagine e che quella di Lossless Scaling può introdurre artefatti. I numeri dei fotogrammi generati, inoltre, non vanno confusi con gli FPS realmente renderizzati dal gioco. Si tratta di soluzioni che possono rendere il movimento più fluido sullo schermo, ma non eliminano automaticamente i limiti prestazionali del dispositivo.
Quali smartphone possono eseguire Bloodborne?
La documentazione indica test su AYN Thor con Snapdragon 8 Gen 2 e GPU Adreno 740 e su Oppo Find N5 con Snapdragon 8 Elite e Adreno 830. Il progetto richiede Android 9 o successivo e, nei test descritti, sono stati utilizzati dispositivi con 16 GB di RAM. Altri chip della famiglia Adreno 6xx, 7xx e 8xx non risultano verificati in modo sistematico.
Questo significa che non basta avere uno smartphone Android recente per essere certi di giocare. La compatibilità dipende anche dai driver Vulkan, dalla memoria disponibile, dalla gestione termica e dai progressi del software. Le prove pubblicate dagli autori non costituiscono una certificazione di giocabilità completa su tutti i dispositivi supportati.
La versione 0.7.0 aggiunge le mod
Il progetto viene aggiornato rapidamente. Con la release 0.7.0, pubblicata il 13 ottobre 2026, è arrivato un gestore di mod direttamente nell’applicazione: permette di installare pacchetti ZIP, 7z o PKG compatibili, attivarli e disattivarli e modificarne l’ordine di caricamento. Sono supportate soltanto le mod destinate a Bloodborne versione 1.09; quelle che modificano l’eseguibile del gioco non vengono applicate.
La stessa release introduce una procedura sperimentale per installare il gioco dai propri pacchetti PKG. Gli autori specificano che alcune funzioni, tra cui l’installazione da PKG di grandi dimensioni, non erano ancora state provate direttamente su un dispositivo reale al momento del rilascio.
Come si installa e perché non include Bloodborne
L’APK è disponibile nella sezione Releases del repository GitHub, ma non contiene il gioco né i suoi file protetti da copyright. È necessario disporre dei file estratti dalla propria copia di Bloodborne, aggiornati alla versione 1.09, e selezionare la cartella che contiene eboot.bin. Il primo avvio può richiedere alcuni minuti.
Il software è distribuito con licenza GPL-2.0 ed è dichiaratamente indipendente da Sony Interactive Entertainment, FromSoftware e Valve. Prima di installare APK sperimentali, è opportuno leggere la documentazione e valutare i rischi legati a compatibilità, stabilità e sicurezza del dispositivo.

Da shadPS4 a Linux: gli altri esperimenti raccontati da Q-Gin
Il progetto Android non nasce dal nulla: negli ultimi mesi abbiamo seguito da vicino i tentativi della community di portare Bloodborne oltre PlayStation 4. Su Q-Gin abbiamo raccontato i progressi dell’emulazione su PC con shadPS4 e gli esperimenti grafici legati a RTX Remix, che mostrano come i modder stiano intervenendo anche sulla resa visiva del gioco. Abbiamo poi approfondito bbport e l’esecuzione di Bloodborne su Linux, un approccio diverso dalla tradizionale emulazione dell’intera console. Bloodborne-Android prosegue idealmente questo percorso: cambia la piattaforma, ma resta centrale il lavoro della community per rendere accessibile il gioco su hardware per il quale Sony non ha mai pubblicato una versione ufficiale.
Un’altra dimostrazione di quanto Bloodborne sia richiesto
A più di dieci anni dall’uscita originale, Bloodborne continua a essere al centro di iniziative tecniche nate dal basso: prima l’emulazione su PC, poi i progetti di esecuzione dedicata su Linux e ora il tentativo di portarlo su Android. Bloodborne-Android non è un sostituto pronto all’uso della versione PS4, ma è un esperimento interessante perché affronta direttamente il problema di eseguire un gioco complesso su un’architettura hardware completamente diversa.
Chi spera in un port ufficiale deve quindi tenere separate le due cose: questo lavoro è della community e non rappresenta alcun annuncio da parte di Sony.
Fonti: Repository ufficiale Bloodborne-Android; Note di rilascio e aggiornamenti.
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