Aphelion Intervista agli sviluppatori: la nostra anteprima Giocata del nuovo sci-fi Stealth Horror Esplorativo di DON’T NOD
Un futuro post-Terra devastato dal cambiamento climatico
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Aphelion
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- // Esplorazione_e_arrampicata_al_centro_dell’esperienza
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- // Ariane_e_Death_Stranding:_il_peso_del_viaggio
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- // Thomas:_survival,_investigazione_e_vulnerabilità
- // Niente_difficoltà,_accessibilità_per_tutti
- // Comparto_tecnico:_DON’T_NOD_resta_DON’T_NOD
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- // Requisiti_di_Sistema_PC
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Aphelion è il nuovo videogioco sci-fi di DON’T NOD, studio francese noto per le sue produzioni narrative. Questa volta, però, il team sembra voler spingere molto di più sul gameplay, proponendo un’esperienza che unisce esplorazione, arrampicata, stealth e pianificazione, senza rinunciare a una forte componente narrativa.
Abbiamo assistito a una presentazione approfondita del titolo e queste sono le nostre prime impressioni dopo aver provato un build in anteprima.
Un futuro post-Terra devastato dal cambiamento climatico
L’ambientazione di Aphelion parte da un presupposto chiaro: la Terra non è più abitabile, distrutta dal global warming. L’umanità è costretta a esplorare lo spazio alla ricerca di nuovi pianeti su cui ricominciare, con un obiettivo preciso: trovare un luogo con acqua dove poter sopravvivere.
La storia, però, non è solo globale ma anche personale. La spinta narrativa che muove il giocatore è il ricongiungimento con il proprio compagno di viaggio, disperso nelle prime fasi dell’avventura.
Due protagonisti, due approcci al gameplay
Aphelion propone due personaggi distinti, entrambi con un gameplay differente:
- uno più orientato a esplorazione, platforming e arrampicata;
- l’altro, gravemente ferito, con un’impostazione più survival e investigativa.
Il gioco è strutturalmente lineare, ma le azioni compiute da un personaggio si riflettono narrativamente sull’altro, creando un legame costante tra i due percorsi.
Esplorazione e arrampicata al centro dell’esperienza


Il sistema di climbing è uno dei pilastri di Aphelion. Le prime sezioni, ambientate all’interno dell’astronave precipitata, fungono da tutorial per insegnare le meccaniche di movimento e arrampicata.
Tra le caratteristiche principali troviamo:
- arrampicata ispirata a Remember Me e a un Jusant più semplificato;
- tool dedicato per individuare punti di interesse e pianificare i percorsi;
- meccaniche inizialmente accessibili che diventano più complesse con l’avanzare del gioco;
- sezioni di platforming avanzato che richiedono timing preciso;
- presenza di un rampino per le scalate verticali;
- meccanica di dondolamento simile a Jusant.
Le similitudini con Jusant non sono completamente casuali, il team di sviluppo ha collaborato attivamente al progetto per rifinire il sistema di arrampicata, che punta a un buon compromesso tra sfida e accessibilità.
Dopo l’introduzione, il gioco abbandona una struttura troppo guidata: non esiste un’unica strada corretta e alcune scelte possono portare a errori, con zone che possono persino crollare.
Due astronauti, due gameplay, un solo scopo: ricongiungersi


Aphelion racconta la storia di Ariane e Thomas, due astronauti legati da un passato complesso, separati dopo lo schianto della nave HOPE-01.
Il gioco è strutturato in 11–12 capitoli, con una durata complessiva stimata di 8–10 ore, e una progressione che punta a far percepire il tempo quasi in tempo reale, fino al momento cruciale del ricongiungimento.
Il cuore dell’esperienza è proprio questo: andare avanti non per “salvare il mondo”, ma per ritrovare qualcuno.
Ariane e Death Stranding: il peso del viaggio
Il gameplay di Ariane è quello che si è potuto provare direttamente nella preview, ed è qui che il paragone con Death Stranding viene naturale — ma solo per i motivi “giusti”. Non per le consegne, non per il multiplayer asincrono, ma per:
- la pianificazione del percorso;
- la lettura dell’ambiente;
- il rischio costante legato al movimento.
Ariane affronta Persephone attraverso:
- esplorazione libera;
- arrampicata avanzata;
- parkour;
- gestione dello spazio e del ritmo.
Ogni passo va pensato. Ogni errore si paga.
Il gioco non ti prende per mano: non esiste un’unica strada corretta. Puoi scegliere il tuo percorso, sbagliare, finire in zone instabili che si rompono sotto il tuo peso, costringendoti a improvvisare.
Arrampicata: tra Jusant, Remember Me e “cattiveria controllata”

Il sistema di climbing è uno dei pilastri di Aphelion: ricorda Remember Me per l’impostazione platform e riprende Jusant per la complessità fisica, ma in versione più accessibile con meccaniche di dondolamento, timing e gestione della stamina. Non è complesso come Jusant, ma nemmeno il solito “tieni premuto avanti e guarda l’animazione”.
In alcune sezioni il timing è fondamentale e servirà usare un rampino per le scalate verticali, bisognerà leggere la geometria dell’ambiente prima ancora di muoversi. Non a caso, il team di Jusant ha collaborato allo sviluppo, aiutando a rifinire il sistema.
L’introduzione è guidata (l’astronave capovolta è un tutorial mascherato), ma più avanti il gioco si apre e smette di essere “su binari”.
Esplorazione oppressiva e ambienti ostili

Persephone non è solo “fredda”. È opprimente, pericolosa e terrificante. Le grotte diventano labirinti studiati per non farti mai sentire al sicuro.
Ogni area ha un approccio diverso, costringendo il giocatore ad adattarsi. Le morti? Cinematiche e spettacolari, ma anche punitive.
Lo stealth e il Nemesis: Le CA di Death Stranding

Ed eccoci alla seconda anima del gioco: lo stealth. Aphelion presenta un unico nemico, una creatura: cieca, estremamente sensibile alle vibrazioni e capace di inseguirti per tutta l’avventura. Se ti ricorda qualcosa… sì, è volutamente Alien: Isolation, a detta degli sviluppatori, ma io ho avuto più l’impressione di trovarmi di fronte ad un CA di Death Stranding.
Il Nemesis registra la tua ultima posizione rumorosa, ti costringe a muoverti lentamente, si affronta solo con trial & error e diventa sempre più presente, sempre più fastidioso. Non lo combatti. Lo eviti, lo inganni, lo subisci. E sì: ti romperà il cazzo esattamente come lo Xenomorfo di Alien o le CA di Death Stranding.
Nel corso del gioco, il giocatore sbloccherà nuove abilità per gestire il Nemesis, ma non per eliminarlo.
Thomas: survival, investigazione e vulnerabilità




Nel gioco completo sarà possibile controllare anche Thomas, il cui gameplay è stato solo accennato nella preview.
Thomas:
- è gravemente ferito;
- affronta Persephone in modo più survival;
- ha un approccio investigativo, meno action.
Le sue sezioni promettono:
- maggiore tensione
- gestione delle risorse
- narrazione ambientale
I due gameplay sono separati, ma le azioni di uno influenzano la storia dell’altro, creando una struttura narrativa intrecciata.
Niente difficoltà, accessibilità per tutti
Scelta forte (e discutibile per qualcuno): niente livelli di difficoltà. L’idea è che tutti vivano la stessa esperienza, senza compromessi. Sono però presenti opzioni di accessibilità, per adattare l’esperienza senza snaturarla.
Comparto tecnico: DON’T NOD resta DON’T NOD
Visivamente? Sì, diciamolo: non è un gioco che punta sulla grafica da vetrina.
La direzione artistica funziona, ma tecnicamente non spacca, non sorprende e resta in linea con la “tradizione” dello studio.
Lingue, doppiaggio e contenuti
- Testi e interfaccia in: inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, cinese semplificato, polacco;
- doppiaggio solo in inglese;
- si ipotizzano altri doppiaggi in base alle vendite.
Dati finali
- Genere: Action-Adventure sci-fi
- Struttura: Lineare con libertà di approccio
- Durata: ~8–10 ore
- Capitoli: 11
- PEGI: 18
- Uscita: Primavera 2026
- Piattaforme: PC, PS5, Xbox (Series S|X)

Requisiti di Sistema PC
| MINIMI | RACCOMANDATI | |
| GENERALI | Processore 64bit obbligatorio | Processore 64bit obbligatorio |
| SISTEMA OPERATIVO | Windows 10 | Windows 11 |
| PROCESSORE | Intel Core i7-8700K / AMD Ryzen 5 1600X | Intel Core i7-12700K / AMD Ryzen 7 5800X |
| MEMORIA RAM | 8 GB RAM | 16 GB RAM |
| SCHEDA GRAFICA | NVIDIA GeForce GTX 1060 6 GB / AMD Radeon RX 5600 XT 6 GB / Intel Arc A380 6 GB | NVIDIA GeForce RTX 3060 Ti 8 GB / AMD Radeon RX 6800 XT 16 GB |
| DIRECTX | Version 12 | Version 12 |
| SPAZIO DISCO | 55 GB Spazio Disco Libero | 55 GB Spazio Disco Libero |
| NOTE AGGIUNTIVE | SSD Obbligatorio Queste specifiche hanno come obbiettivo i 1080p Settaggi Bassi | SSD Obbligatorio |
Prime impressioni su Aphelion
Aphelion sembra segnare un’evoluzione per DON’T NOD: meno racconto passivo e più interazione, con un forte focus su esplorazione, arrampicata, stealth e pianificazione.
Un progetto che punta sull’atmosfera, sul senso di pericolo costante e su un gameplay più strutturato rispetto alle precedenti produzioni dello studio.
Aphelion è esattamente il tipo di gioco che non prova a piacere a tutti. È opprimente, lento, punitivo, riflessivo.
Un Death Stranding più compatto, con lo stress psicologico di Alien: Isolation, filtrato da un’anima narrativa forte.
Non è per chi vuole “correre”. È per chi vuole sentire il peso di ogni passo.
Un titolo da tenere d’occhio, soprattutto per chi cerca un’esperienza sci-fi narrativa ma non esclusivamente guidata dalla storia, con una forte componente di pianificazione sia lato platforming che stealth.
