Vultures – Scavengers of Death: horror tattico retrò tra Resident Evil e X-COM
Un horror tattico dal sapore anni ’90
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Vultures – Scavengers of Death: horror tattico retrò tra Resident Evil e X-COM
Vi è mai capitato di chiedervi come sarebbe un Resident Evil con un gameplay alla X-COM ? A questa curiosa domanda prova a rispondere il piccolo studio colombiano Team Vultures con Vultures – Scavengers of Death, survival Pubblicato da Firesquid e disponibile su PC tramite Steam, Vultures – Scavengers of Death è un horror tattico a turni che punta tutto su un ritmo lento e ragionato, dove ogni proiettile e ogni movimento devono essere calibrati con attenzione. L’errore, qui, non perdona: basta una scelta sbagliata per diventare preda delle creature che infestano la città.
Un horror tattico dal sapore anni ’90
Alla base del progetto c’è un’idea chiara: recuperare il DNA dei survival horror di fine anni ’90 e innestarlo in una struttura tattica a turni. Il risultato è un ibrido interessante che richiama atmosfere e tensione tipiche dei primi Resident Evil, ma con una profondità strategica più vicina a titoli come X-COM.
La vicenda si svolge a Salento Valley, una città devastata da un disastro bio‑terroristico che diventa essa stessa un vero e proprio “personaggio”. Tra edifici in rovina, corridoi bui e ambientazioni iconiche come ospedali, caserme e stazioni di polizia, il gioco costruisce un’atmosfera opprimente e costante.
La direzione artistica abbraccia senza compromessi lo stile low‑poly: modelli spigolosi e texture grezze richiamano esplicitamente l’era PlayStation 1. Non si tratta di semplice nostalgia, ma di una scelta stilistica coerente, capace di rafforzare il senso di disagio e isolamento. Per chi ha vissuto quell’epoca, questa “povertà” visiva diventa un punto di forza identitario.

Esplorazione, turni e gestione delle risorse
In Vultures – Scavengers of Death si controlla una squadra di mercenari, i VULTURES, incaricati di infiltrarsi a Salento Valley per indagare sulla corporazione Eugenesys, ritenuta responsabile della catastrofe.
Le missioni si sviluppano in aree delimitate, dove il giocatore deve esplorare ambienti ostili alla ricerca di materiali, documenti e indizi, gestendo con attenzione risorse sempre limitate come munizioni e medikit.


Il cuore dell’esperienza è rappresentato dal sistema a turni su griglia: ogni azione consuma punti, obbligando a pianificare con precisione movimenti, linee di tiro e rischi. Non esiste l’obiettivo di “ripulire” completamente le mappe: spesso la scelta migliore è evitare il combattimento, aggirare i nemici o accettare compromessi pur di portare a termine l’estrazione con abbastanza risorse per sopravvivere alla missione successiva.
Due protagonisti, due approcci
Il gioco ruota attorno a due agenti principali, Leopoldo e Amber, che incarnano stili di gioco differenti. Leopoldo è più orientato al controllo ravvicinato e alla presenza fisica, mentre Amber punta sulla mobilità e sull’agilità, grazie anche a un rampino che le consente di muoversi in modo creativo sulla griglia.
Questa differenza non è solo estetica, ma incide concretamente sull’approccio tattico: la stessa missione può essere affrontata in modo diretto oppure più stealth, aumentando la rigiocabilità e lasciando spazio alla sperimentazione.
Un ritmo lento, ma consapevole
Rispetto all’azione più immediata di un Resident Evil, Vultures – Scavengers of Death richiede pazienza, attenzione e una certa tolleranza per un ritmo volutamente lento. Tuttavia, proprio questa scelta rappresenta il cuore dell’esperienza.
Per chi è alla ricerca di un survival horror indie capace di reinterpretare con intelligenza la tradizione, fondendo tensione classica e profondità tattica, il titolo di Team Vultures si presenta come una proposta solida e interessante.



