Vox Populi presenta: i Souls sono produzioni al risparmio

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Dopo tanti anni passati a giocare ed a leggerne di cotte e di crude su pagine Facebook e forum di videogiochi, ho sentito l’impellente, quasi feroce, necessità di scrivere la mia impressione riguardante il fenomeno “Souls”.

Partirò subito dicendo che la mia non è un’opinione decisamente favorevole. Quindi chi ha il feticismo dei Souls può continuare pure a leggere, ma lo farà a suo discapito.
Una piccola premessa che trovo veramente d’obbligo: avendo io superato i 40 e, avendo un mio lavoro autonomo che non mi mette sotto il giogo di chicchessia non sento davvero la necessità di dover solleticare il favore di nessuno per procacciarmi like, donazioni, Patreon o gente che mi dona soldi a ufo mentre faccio la mia ennesima run ad un gioco vecchio di parecchi lustri.

Il primo e vero “Dark Souls”, nonché capostipite della serie, come tantissimi sapranno, è Demon’s Souls, gioco datato 2009, decisamente interessante con tematiche nuove ed ambienti accattivanti, che non ha faticato a crearsi un suo seguito di affezionati che ne decantano le lodi.
Ora, se From Software avesse deciso di cominciare un’epopea epica partendo da quel titolo probabilmente tutto il mondo ne avrebbe guadagnato una fantastica saga. Ma, purtroppo non è stato così.

Dopo quel primo titolo sperimentale, precursore di un nuovo genere, coraggiosa ed anche un po’ folle, la From decide di rischiare molto meno con un prodotto decisamente meno ispirato: Dark Souls.
Partendo da una presentazione di un’ambientazione contorta, lacunosa e fuorviante (se dopo tutti questi anni c’è ancora gente convinta che ci sia una Strega di nome Izalith e non che venga DA Izalith, non posso pensare che sia stato fatto un buon lavoro) viene presentato il primo dei TIZICONUNNOMIGNOLODELLAFAVA ovverosia l’Undead One, che poi diventerà (nel terzo capitolo) l’Ashen One ed adesso, nella nuova “fatica creativa” della From, si chiamerà il Tarnished One (lo Sbiadito. Bello. Davvero bello).

Ora, anche al più fanatico dei zeloti delle tette di Gwendolyn dovrebbe saltare all’occhio che, in quanto a differenziazione nei giochi, se ne vede poca, se non pochina… Se non proprio nessuna al punto che da 15 anni pare di stare giocando sempre lo stesso titolo giusto con grafica differente.

La From dimostra scarsissima creatività nel variare per quanto riguarda: nomi, ambientazioni (ehi guarda l’ennesimo castello diroccato popolato di mostri con 3 boss ed 1-2 png che faranno una brutta fine!), moveset delle armi, armi ed incantesimi, mostri e le loro abilità e così via. Anzi le curiosità del primo capitolo (le code tagliabili che diventavano armi) che lo avevano caratterizzato, nei capitoli successivi vengono dimenticate. C’è troppo da fare capite.

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Una particolare precisazione va fatta. Di solito quando si parla di Dark Souls, si parla nel 99% dei casi del primo o del terzo. Il secondo si fa sempre finta che non esista. Perché? Perché il secondo, che a quanto pare Miyazaki rinnega, ha uno stralcio di storia, un plot. Qualcosa da seguire e capire. Qualcosa su cui NON è possibile inventare fantasiose teorie per giustificare il mondo che circonda il giocatore. Qualcosa che viene fatto con assiduità per rendere più magico e sfolgorante qualcosa che a malapena può essere un gioco abbozzato e lasciato lì.

Ritornando al discorso Trama, il primo ed il terzo hanno una trama scarna e, praticamente, non narrata.
Il protagonista COLNOMIGNOLODELLAFAVA del primo DS esce da una prigione grazie ad un atto di carità, incontra un tizio che gli racconta una storiella prima morire (roba che potevano essere anche i deliri di una mente sopraffatta dalla “hollowitudine” imminente) e decide di imbarcarsi in un viaggio assurdo dove incontrerà sul suo cammino gli scheletri più OP di ogni regno fantasy, svariati boss che usano il fuoco (tanto per non essere banali), due mercanti infami come giuda ed una sequela di png che non aspettano altro di essere salvati/incontrati per potersi suicidare/impazzire/cercare di uccidere il protagonista che dovrà attraverso un mondo che, a parte per i mostri, è completamente privo di vita.

Aree enormi ma fondamentalmente vuote (i mostri che respawnano ad ogni seduta di falò sono quattro gatti fateci caso) che dopo qualche ora di esplorazione si smetterà di osservare per rincorrere la prossima fiammella/oggetto in vista.
Giunto alla fine del suo viaggio, dopo aver sconfitto il boss più telefonato della storia, il personaggio COLNOMIGNOLODELLAFAVA potrà scegliere finalmente tra ON o OFF, 0 e 1. Cioè insomma tra 2 scelte fondamentalmente uguali. Salvare un mondo in cui non succede nulla e senza vita, chiuso in un loop di entropia senza fine oppure staccare la spina e sperare che non venga fatto un altro capitolo su ‘sta roba.

Al seguito di “maperchècazzacciomisonoinfognatoinquestoviaggioinfernale”, come già detto, senza scelte ruolistiche da fare, senza vite da salvare o a volte da uccidere (alcuni si suicidano, neanche questa soddisfazione ti danno) il motivo per cui il protagonista COLNOMIGNOLODELLAFAVA debba imbarcarsi in questo lungo, e nelle sue fasi di farming di anime T E D I O S O, viaggio non è per niente chiaro.

Una vastissima schiera di aficionados foraggiati da anni, da tizi con una discutibile scolarizzazione, giustifica il tutto usando (ad minchiam) un termine inglese come se fosse il Santo Graal: LORE.
– Ma che senso ha questa cosa? Lore.
– Ma perché manca questa cosa? Lore.
– Ma che ci fa questa cosa in questa palude infetta? Lore.
Tutto si giustifica con la LOOOOOOORE. Tutto si incolla con la LOOOOOOOOOOOORRRRRE. La Lore è il magico riempitivo di un gioco scarno di concetti e contenuti.
“Tu non stai giocando una storia, la stai rivivendo in un ciclo di tempi distorti che si sovrappongono, si incontrano e si fanculizzano nel tempo dell’accensione di un falò.”
Ci avete capito qualcosa? No?
Dite Lore e lodate il sole. Praise the Sun Frrrrratelli!

Ora, i Souls molto spesso vengono definiti Action-Gdr. Da giocatore ventennale di D&D vi posso dire senza tema di smentita che mettere un paio di punticini sulle caratteristiche o scegliere il nome del protagonista COLNOMIGNOLODELLAFAVA non è GDR. Un gioco di ruolo si ottiene quando le scelte del protagonista influenzano il mondo. Quando la moralità o l’assenza di essa fa alternare la bilancia tra Luce ed Oscurità.

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In DS le pochissime scelte che avete non influenzano nulla. Potete uccidere tutti png a sangue freddo e chiudere il gioco col finale “buono” salvando il mondo. Le uniche cose che comportano queste scelte è, a volte, l’acquisizione o meno di oggetti. Dark Souls non è un gioco di ruolo, in nessuno dei suoi aspetti. È un action puro ambientato in un mondo fantasy. Stop.

Potrei continuare l’articolo per altre decine di pagine e milioni di parole.
Potrei parlare delle armi e SOPRATTUTTO degli attacchi dei mostri che compenetrano i muri e ti colpiscono.
Potrei parlare PER GIORNI della telecamera più vergognosa della storia dei videogiochi che impazzisce se fai il lock su un mostro volante. O quando in determinati passaggi la telecamera inquadra il muro permettendo ai mostri di ucciderti bellamente.

Potrei parlare dei momenti fantastici quando combattendo in delle arene così piccole che il boss occupa tutto lo schermo (a quanto pare c’è un tizio che sostiene che le arene circolari od a corridoio di DS siano tutte diverse. Ecco queste sono le cose che dici quando hai una palese dipendenza con l’Estus).

Potrei parlare del fatto che questo mitizzato gioco difficile (ma quando? Quando è uscito forse, e solo perché ci si capiva meno di niente) si rompe 30 minuti dopo l’inizio, arrivati al ponte della Viverna (cosa che a molti suonerà strano perché, guarda caso, ci sono tantissime persone che parlano di Ds avendo a malapena acceso il primo falò nella prima area, non ci credete? Guardate le percentuali di completamento degli achievement…).

Potrei parlare che il concetto di “narrativa sottrattiva” è una grande paraculata per non pagare 2 spicci a qualcuno che scriva uno straccio di storia plausibile, passabile o che quantomeno faccia compagnia in tutto il lungo viaggio.
Potrei dire di tutto portando fatti e considerazioni per avvalorare ogni mia frase. Ma penso d’aver già detto abbastanza.

I Dark Souls, sono giochi fatti al risparmio creativo da parte di una Software House che ha capito da anni che più importante di mettere qualcosa da scoprire nel gioco è molto più facile FAR CREDERE ai giocatori che ci siano cose da scoprire nel gioco… Quando in Dark Soul c’è solo una cosa: A Crazy Thing Called Lore.

Autore: D.B.


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