I videogiochi, se ti piacciono sexy che male c’è?
Il sesso vende, che ci crediate o no
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
I videogiochi, se ti piacciono sexy che male c’è?
In un mondo ideale ci si aspetterebbe che determinati argomenti, come la sessualizzazione di personaggi fittizi nei videogiochi, siano ormai accantonati, soprattutto negli adulti che hanno una maggior comprensione di cosa è reale e cosa no. Ebbene, Stellar Blade e la sua protagonista Eve, hanno ricordato che questo media è ancora popolato da una mentalità immatura, che continuano a porre come base per le proprie osservazioni la realtà.
La situazione che si è andata a creare in questi tempi ha del paradossale, soprattutto per tutta una serie di videogiochi che sono stati consacrati nell’Olimpo dei migliori, da NieR passando per Metal Gear Solid, a Devil May Cry fino al più recente Baldur’s Gate 3.
Manca davvero poco all’uscita di Stellar Blade, le varie polemiche sembrano essersi placate dopo l’uscita della Demo, ma sono certo che presto o tardi torneranno più forti che mai.
Il sesso vende, che ci crediate o no

“Eve è stata realizzata in quel modo per vendere”, questa è una delle critiche mosse più volte nei confronti di Stellar Blade. Sebbene sulle prime potrebbe venire in mente di rispondere con un secco no, la realtà dei fatti è banalmente quella. Si sta parlando della protagonista, del personaggio che per tutto il tempo si avrà dinanzi allo schermo, dunque è ovvio che debba essere particolare in qualche modo. È ovvio che debba toccare tasti che possano spingere il giocatore o la giocatrice a giocare Stellar Blade.
Questo pensiero è un chiodo fisso per qualsiasi creatore. Il videogioco è un prodotto commerciale, che deve garantire degli introiti, queste sono le stesse identiche ragioni che hanno portato Yoko Taro alla creazione di 2B. Amici e amiche, dobbiamo essere realmente onesti con noi stessi, 2B ha un design provocante perché a Yoko Taro piace, ma anche perché NieR: Automata doveva vendere. In una recente intervista a IGN Japan, Taro ha dichiarato:
“Dai suoi capelli bianchi alla benda sull’occhio e ai suoi vestiti neri con punti bianchi, tutto in lei mi attrae. All’epoca, il design del suo personaggio era molto diverso da quello di tendenza, ma è comunque diventata amata da molti giocatori. […] In un gioco d’azione di battaglia con un’ambientazione fantascientifica, un personaggio convenzionale sarebbe un personaggio maschile che spara con una pistola, indossando abiti che ricordano il Corpo dei Marine degli Stati Uniti. […] Ecco perché abbiamo optato per un gioco d’azione di battaglia fantascientifico con una protagonista femminile vestita di nero e bendata. All’epoca non c’era niente di simile, ma ora che Stellar Blade sta per entrare nella stanza sento che presto diventerà un mercato affollato!”
Yoko Taro su IGN

Dunque non c’è una ragione filosofica o particolare come “ipotizzato” da alcuni. 2B era la protagonista di NieR: Automata e aveva il compito di toccare i giusti tasti dell’epoca per fare in modo che il videogioco vendesse.
Ovviamente lo stesso discorso vale per ogni altro videogioco presente sul mercato, senza alcuna esclusione. Anche prendendo Aloy, utilizzata da Sony come un personaggio femminile più realistico, ritroviamo la stessa identica meccanica: con Forbidden West sono stati toccati tasti specifici per un target di utenza specifico, che evidentemente non coincide con quello di Stellar Blade e simili.
Ogni videogioco ha il suo Target, se siete fuori target non compratelo

Il punto dove ho voluto condurvi è il seguente: quello del target di utenza. Ogni videogioco prodotto e commercializzato, è dedicato a un target specifico, dal momento che nessun videogioco viene concepito “per tutti”. Stellar Blade, NieR Automata o anche Devil May Cry V, con la loro estetica orientale, sono indirizzati a un pubblico che ha gradito, e gradisce tuttora, personaggi visivamente sensuali e provocanti; di contro Horizon Forbidden West e Alan Wake II dispongono di uno stile occidentale più “semplice” proponendo personaggi con una bellezza differente – sfido a non trovare figo il nuovo Alan, grazie anche a John Wick – e indirizzati a un target completamente diverso.
In tutto questo bisogna tenere a mente che uno non esclude l’altro: per un videogioco che non rientra nei propri gusti, ce ne sono a dozzine pronti all’acquisto.
