Top 10 2021 di Davide

Top 10 2021 di Davide 1

A cura di Davide Vitanza

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A conclusione di questo 2021, accodandomi a quanto fatto dal collega Lir90 (anzi vi rimando al suo articolo), vi propongo oggi la mia top 10 dei titoli giocati quest’anno. Non si tratterà necessariamente di giochi usciti in questi 12 mesi, ma anche di backlog degli anni passati. Ecco di seguito la mia top!

10. Psychonauts

L’ultima posizione della top 10 è ricoperta da Psychonauts, titolo partorito dalla mente di Tim Schafer, produttore di altissimo prestigio grazie ai suoi lavori in serie cult come Monkey Island, Grim Fandango e Day of the Tentacle. Psychonauts rappresenta un cambio di rotta da parte dell’autore e dello stesso Double Fine Production, sviluppatore del titolo. La trama del gioco è abbastanza semplice: Razputin, un bambino di 10 anni dotato di poteri psichici, riesce a intrufolarsi all’interno di un accampamento di addestramento per diventare uno psiconauta.

Questo mestiere consiste nell’entrare nelle menti delle persone e risolvere problemi legati alla psiche dei vari soggetti in esame. Durante l’avventura, il piccolo Raz dovrà completare il suo addestramento e ottenere nuove abilità psichiche, come la telecinesi e la levitazione, ma nel mentre dovrà fare i conti con un complotto che minaccia sia la sua vita che quella dei suoi compagni di corso.

Psychonauts, sebbene privo di trama profonda, riesce a toccare diversi temi anche molto forti, che a una prima occhiata possono sembrare divertenti e assurdi, ma che in realtà nascondono molto più di quanto sia possibile immaginare, facendoci comprendere che quelle situazioni nella mente dei personaggi tanto assurde non sono conoscendone il passato. Il gioco, inoltre, è talmente divertente sia lato gameplay che lato scrittura dei personaggi che volerà in un attimo, sorpendendo il giocatore che si aspettava una banale avventura platform.

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9. Psychonauts 2

La decima e la nona posizione di questa top sono ricoperte da entrambi i capitoli della serie Psychonauts, con il secondo uscito addirittura quest’anno e candidato al premio Game of the Year ai The Game Awards 2021. La trama prende avvio da dove si era interrotto il primo capitolo, chiudendo un cerchio aperto e mai chiuso sin dal 2005.

Come nel predecessore, in Psychonauts 2 vestiremo i panni di Raz e del suo lavoro presso l’agenzia dei psiconauti, presso la quale si trova in veste di stagista. Anche stavolta il protagonista otterrà diverse abilità psichiche, alcune riprese dal primo capitolo ma altre del tutto nuove, come il potere di creare copie di sé. Cio che mi ha portato a preferire questo seguito rispetto al primo è, oltre al gameplay, senz’altro più fluido grazie ovviamente al cambio generazionale (Psychonauts 2 è stato giocato da me su Xbox Series S), è la trama, che perde la sua banalità superficiale evolvendosi in qualcosa di più complesso.

Le menti dei personaggi nelle quali entreremo sono rappresentazioni sempre più grottesche della loro psiche, ed esse ci faranno sorridere in certe parti e inorridire in altre, soprattutto nelle menti dei personaggi più matti. Proprio la narrativa, infine, è il punto di forza di questo seguito, in cui non solo si fa chiarezza sul background di Raz e della sua famiglia, ma viene approfondito anche il mondo degli psiconauti e delle loro origini.

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8. Ender Lilies: Quietus of the Knights

Per chi mi conosce, sa quanto amore io provi per il genere metroidvania, soprattutto se fatto bene sia lato gameplay che narrazione. Ebbene, l’ottava posizione della top è ricoperta da Ender Lilies, provato quasi per caso senza sapere nulla dello sviluppo, che mi ha colpito tantissimo per entrambi i punti, risultando uno dei migliori metroidvania degli ultimi anni. Sviluppato da Adglobe e Live Wire, il gioco parla di come, in seguito a un evento chiamato necropioggia, il regno di Finis sia caduto in rovina a causa degli impuri. Protagonista della vicenda è Lily, una vestale che ha il compito di epurare il male e l’oscurità che dilaga nel regno e cercare la prima vestale.

Dopo una fase iniziale abbastanza lineare, il gioco si apre in un mondo vasto e pieno di strade, alcune delle quali bloccate e quindi da affrontare in seguito, come vuole il genere in questione. L’ambientazione dark fantasy accompagnerà la giovane Lily per tutto il regno senza mai lasciarla, il che ben si sposa con le grottesche creature che tenteranno di ostacolarci. La vestale, però, può contare sull’aiuto delle anime degli impuri da lei sconfitti, che combatteranno al suo posto per difenderla. Meccanica molto bella, soprattutto considerando che esistono tante anime diverse ognuna con move-set unici, necessari da padroneggiare per poter andare avanti.

Un altro elemento di forza del titolo è la colonna sonora creata da Mili (gruppo giapponese che ha creato anche sigla e alcune musiche dell’anime Goblin Slayer, per intenderci), una delle più belle in ambito indie, tanto che sono rimasto sorpreso della sua mancata presenza ai TGA. La calma che trasmette il tema principale quasi va in contrasto con l’ambientazione, ma non mancano musiche più incalzanti e avvolgenti, soprattutto durante le battaglia contro i boss, le quali, queste ultime, mai banali e sempre ben distinte, con una buona difficoltà ma mai eccessiva.

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7. Resident Evil Village

Per quanto se ne possa dire sulla serie, Resident Evil rimane una delle pietre miliari del panorama videoludico. Dopo i primi quattro capitoli, apprezzati all’unanimità, e i due seguiti, ossia il 5 e il 6, considerati invece tra i punti più bassi della serie, con Resident Evil VII, Capcom ha provato a cambiare registro apportando notevoli modifiche, su tutte il passaggio dalla terza alla prima persona, che ha provocato tante polemiche fino al fatidico “non è un vero Resident Evil“. Il gioco, tuttavia, lo apprezzai particolarmente, facendolo rientrare anzi nella mia top 3 della serie.

In questo 2021 è finalmente uscito il suo seguito diretto, Village, a mio parere addirittura superiore e che ricopre dunque la settima posizione della top. Questo ottavo capitolo riprende la storia di Ethan Winters da dove si era conclusa ed è adesso ambientato in Romania. Il mondo di gioco è più ampio rispetto alla ristretta residenza Baker del settimo capitolo, essendo adesso possibile esplorare un intero villaggio e altre quattro sezioni di mappa più o meno vaste, tra tutte il castello del personaggio più iconico del titolo, ossia Lady Dimitrescu, la vampira molto alta e sensuale che ci inseguirà all’interno delle sue mura insieme alle tre figlie.

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La trama è a parer mio il punto di forza del titolo, che risolve i dubbi riguardanti il prequel, soprattutto la natura di Ethan e le sue “abilità” particolari (sapete tutti a cosa mi sto riferendo). Anche a livello macroscopico, guardando alla trama della serie in complessivo, Village porta alla luce diverse informazioni utili sui predecessori, in particolare sul 4. Anche il gameplay è ben fatto e divertente, con tantissime creature da uccidere e da evitare se si vuole sopravvivere. Per concludere, Village è a parer mio il miglior capitolo della serie, che pur con le sue sbavature in certe occasioni non manca di stupire e lasciare con la bocca aperta, oppure far commuovere ed emozionare.

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6. Halo Reach

Avendo preso di recente la mia prima console Xbox, una delle serie che da sempre mi ha attratto ma che non ho mai avuto il piacere di giocare è stata quella di Halo. Dopo aver giocato i primi due capitoli a inizio anno e aver recuperato i capitoli delle Master Chief Edition ad esclusione del 4 (che devo ancora giocare), è ad Halo Reach che voglio riservare un posto in questa top. Il titolo rappresenta per me una delle esperienze FPS più belle degli ultimi anni, con un gunplay funzionale e preciso che non annoia mai e che anzi ti spinge a giocarlo e rigiocarlo.

Anche la trama costituisce l’apice della serie per il momento, con il gruppo Noble ben affiatato che deve evitare la caduta del pianeta Reach a causa delle forze Covenant. Il protagonista, come in ODST, non è più Master Chief, ma un nuovo membro della squadra Spartan sopracitata, ossia Noble SIX. Graficamente di alto livello per essere uscito nel 2010, Reach mi ha sorpreso sotto troppi punti di vista, tanto che mi sento quasi in colpa a dargli solo la sesta posizione nella top 10.

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5. Deltarune Chapter 2

Undertale è per me uno dei migliori giochi mai creati, in seconda posizione nella mia top 10 generale (magari un giorno ve la mosterò), capace di divertirmi, entusiasmarmi, rabbrividirmi e spaventarmi grazie alla vastità della sua narrativa, frutto del genio di Toby Fox e della sua squadra. Quando uscì il primo capitolo di Deltarune nel 2018, ammetto che rimasi profondamente deluso, vuoi le eccessive aspettative, vuoi il cambio di genere rispetto a ciò cui ero abituato. Nonostante ciò, dopo il finale crebbe in me ancora più hype in quanto capii si trattasse di una “demo” di quello che sarebbe stato un gioco molto più ampio. Ora, nel 2021, con l’uscita del secondo capitolo, posso affermare che avevo ragione.

Questo secondo capitolo di Deltarune non solo mi ha entusiasmato come la mia prima run di Undertale, ma mi ha fatto alzare ulteriormente le aspettative, portandomi a considerarlo quasi al di sopra del capostipite. Scrittura dei personaggi nuovi eccellente, approfondimento su quelli già conosciuti, musiche eccezionali che prendono sempre rimanendo fisse nella testa (sto parlando proprio di te, Attack of the Killer Queen), ambientazione originale stupenda e momenti incredibili che rimarranno impressi nella mente di tanti videogiocatori.

Tutte le mie considerazioni le trovate nella mia recensiopinione, ma qui voglio parlare di ultimo punto, ahimè assente nel succitato articolo, in quanto all’epoca nessuno ne era ancora a conoscenza: la run alternativa. A dispetto del primo capitolo, che non dava scelte al giocatore, adesso siamo capaci di creare un’altra storia grazie alle nostre azioni, le quali sembreranno strane (il titolo infatti è Weird Route, letteralmente percorso strano) ma che porteranno a colpi di scena e momenti sia terribili (in senso buono) che spaventosi, aumentando ancora di più l’hype per i prossimi tre capitoli, che usciranno insieme chissà quando ma che sicuramente si ritroveranno in una top del genere.

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4. Days Gone

Prima di giocarlo, Days Gone appariva ai miei occhi come un titolo senza coraggio che prendeva a piene mani dai film sugli zombie senza aggiungere nulla di nuovo. Un open world così vasto pieno di morti viventi non può funzionare, mi dicevo. Eppure, dopo averlo recuperato, mi sento di dire che si tratta di una delle esclusive Sony più belle degli ultimi anni, frutto di un eccellente lavoro svolto da Bend Studio, tanto da meritarsi il quarto posto di questa top 10, a una sola posizione dall’ambita top 3.

Deacon St. John è il protagonista di questa avventura d’azione open world in cui il mondo, in seguito a un incidente, è stato invaso dai furiosi, persone mutate simili a zombie che hanno velocemente decimato la popolazione. Insieme al suo amico fidato Boozer e alla sua motocicletta, Deek attraverserà tutto l’Oregon per cercare un riparo e cercare notizie sulla moglie scomparsa 2 anni prima allo scoppio del caos. Gli infetti proveranno a ucciderlo per cibarsene durante le sue spedizioni, e questi potranno essere trovati sia a gruppi sia, ben più spaventose e al contempo straordinariamente ben realizzate, in orde, che contano anche centinaia di creature.

La motocicletta sarà lo strumento con cui ci sposteremo all’interno della vasta mappa di gioco, anche se dovremo fermarci ogni tanto per fare rifornimento, meccanica che ho apprezzato tantissimo. Graficamente notevole, uno dei punti di forza è a parer mio l’accuratezza delle espressioni facciali, soprattutto di Deek e degli altri personaggi principali, oltre a un doppiaggio italiano di alto livello. Infine, la storia è raccontata splendidamente e non casca mai nel banale, nemmeno quando Deacon prende le scelte più scontate o altri personaggi per lui.

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Menzioni d’onore

Prima di passare alla top 3, ecco di seguito alcuni dei titoli che non ho messo nella classifica in quanto non sono arrivato a concluderli in tempo:

  • It Takes Two: stile grafico delizioso e gameplay molto divertente. Sarebbe senz’altro entrato nella top, anche in una posizione molto alta, ma l’obbligo di giocarlo in cooperativa con un amico ha rallentato notevolmente i tempi, dovendoci l’uno adattarsi agli impegni dell’altro. Per il poco che ho giocato non mi sento di giudicarlo ancora, ma mi aspetto di ritrovarmelo nella top 10 dell’anno prossimo vista la qualità già della sola parte iniziale.
  • Inscryption: una delle sorprese dell’anno, Inscryption è un titolo che avevo inizialmente snobbato e che in realtà mi ha preso tantissimo. Il gioco non è limitato a un gioco di carte dalle tinte horror, ma apre a diversi scenari impensabili con continui colpi di scena. Attualmente mi trovo (credo) alla fine del gioco, ma non sono riuscito a terminarlo in tempo per la pubblicazione dell’articolo, per cui ho preferito non inserirlo onde evitare finali disastrosi che mi avrebbero fatto pentire di averlo messo in una posizione così alta, o al contrario un finale stupendo che mi avrebbero fatto rimpiangere di non averlo messo ancora più in alto. Sono comunque certo che ricoprirà una posizione nella top del 2022.
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3. Metroid Dread

Eccoci infine alla top 3 dei miei giochi dell’anno. Al terzo posto si trova l’ultimo capitolo di una delle mie serie Nintendo preferite, ossia Metroid Dread. La serie in questione ha avuto una storia assai travagliata, con l’ultimo capitolo originale non spin-off (quindi non remake) uscito addirittura nel 2010, ossia Other M. Inoltre, dopo l’annuncio della ripartenza da zero nello sviluppo di Prime 4 sembrava che la serie fosse destinata a interrompersi, ma ecco una luce durante lo scorso E3, in cui finalmente si è mostrato il nuovo capitolo della serie 2D.

Come ho ribadito più e più volte nella mia recensione, Metroid Dread è uno dei migliori capitoli in 2D mai fatti, è divertente all’inverosimile, non stanca mai, è appagante, ha una storia interessantissima e, mi ripeto, diverte talmente tanto che fare più run non sarà una forzatura ma una soluzione naturale al termine della prima partita. Dread è ciò che per anni tutti i fan della serie hanno sognato e rappresenta appieno lo spirito dei metroidvania che proprio da questa serie sono nati. Infine, la vittoria del premio come miglior action adventure ai TGA è il coronamento di un successo assolutamente meritato e che si spera possa far conoscere la serie a molta altra gente.

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2. The Elder Scrolls V: Skyrim

Quando si parla di Bethesda si rimane sempre affascinati di come, nonostante bug e problemi, i suoi giochi riescano sempre a lasciare un impatto enorme nel panorama videoludico e non. Questo è anche e soprattutto il caso di Skyrim, quinto capitolo della serie The Elder Scrolls uscito nel lontano 2011 e che quest’anno ha spento le dieci candeline. Lo ammetto, non sono mai stato interessato alla serie in questione perché la credevo invecchiata male nonostante l’ambientazione favolosa. Tuttavia, dopo averlo provato, ne sono rimasto incantato e le mie 100 ore di run sono volate come se nulla fosse, tanto da guadagnarsi la seconda posizione della top.

Raccontarvi la trama di questo titolo sarebbe un insulto a tutti i fan della serie, in quanto, effettivamente, chi non conosce Skyrim? Ci proverò ugualmente per chi, come me, non aveva mai giocato al gioco. La trama di Skyrim è al centro della vicenda sin dall’inizio dell’avventura, quando un drago, razza creduta scomparsa, brucia un villaggio salvando difatti la vita al protagonista che può così fuggire dalla forca. A questo punto la voce che i draghi sono tornati si diffonde in tutto il regno, mentre il nostro protagonista scoprirà i propri poteri, ossia quelli del sangue di drago, colui che è in grado di usare la voce dei draghi per sottometterli.

La trama principale di Skyrim è molto interessante, ma ciò che rende il gioco così vasto è la presenza di tantissime missioni secondarie che in realtà sovrastano spesso per bellezza anche la principale. Tantissimi personaggi, ognuno caratterizzato molto bene, accompagnano il sangue di drago nella sua avventura, in cui potrà decidere, in pieno e puro stile GDR, se essere un guerriero o un mago, un ladro o un assassino. Le scelte in Skyrim sono infinite e solo il giocatore può decidere cosa diventare.

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1. Omori

La prima posizione di questa top è occupata da un gioco che, inaspettatamente, mi ha segnato profondamente dal punto di vista videoludico e non. Omori è la storia di un bambino di nome Sunny e della sua controparte nel mondo dei sogni, Omori appunto. Il gioco affronta temi molto profondi e tocca tasti assai dolenti nel cuore di ognuno di noi, come l’abbandono, la depressione e le fobie che molti nella vita hanno avuto, per esempio la paura del buio. La trama è assolutamente il cardine del gioco, ma non si tratta di un gioco story driven, in quanto anche il gameplay è ben strutturato.

Quando ci troviamo nei panni di Omori, il gioco si svolge all’interno del White Space, un mondo onirico molto colorato al cui interno si trovano amici e creature strambe. RPG a turni vecchio stile, insieme al party di amici si dovranno affrontare diverse di queste creature. La meccanica più importante e innovativa è quella del follow-up, per cui a un’azione ne può seguire un’altra di un altro mebro della squadra che avrà effetti aggiuntivi. Ma il gioco non si limita a questo, in quanto il White Space rappresenta solo una parte del gioco.

Anche il mondo reale, infatti, è pieno di ostacoli da superare, soprattutto per il timido Sunny, la cui storia è celata dal mistero. Sarà proprio il giocatore a dover scoprire cosa sia successo, in quanto appare evidente sin dalle prime battute che qualcosa non torni. Ciò che Omori mi ha lasciato è stata la più paura delle paure, il terrore che si cela dietro la verità, perché quella verità è un qualcosa che nessuno si aspetterebbe mai in un titolo del genere, e soprattutto non la si lascia intendere che alla fine, lasciando il giocatore col dubbio. Tuttavia, quel momento prima o poi arriva, e Omori riesce così a salire le vette della top posizionandosi al primo posto.

“Andrà tutto bene, devi solo calmarti, concentrarti e resistere, non c’è niente che tu non possa superare”. Questa una delle frasi più importanti del titolo, che rimane e rimarrà per tanto tempo nel mio cuore e che, con l’annuncio della versione Switch, potrà essere giocato da tutti quelli che, non disponendo di un pc o non avendone avuta l’occasione, non sono riusciti a giocarlo alla sua uscita. Qualora voleste saperne di più sul titolo, vi rimando alla mia recensione no spoiler del titolo.

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Si conclude così la mia top 10 dei titoli giocati in questo 2021. Sono veramente entusiasta di sapere quali saranno i titoli della mia top 10 nel 2022, considerando che usciranno titoli del calibro di Elden Ring, Horizon II: Forbidden West, Starfield e, se tutto va bene, God of War Ragnarök e il seguito di The Legend of Zelda: Breath of the Wild. All’anno prossimo dunque per quanto riguarda la top di fine anno!


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Di Davide Vitanza

Appassionato dai videogiochi sin da piccolo, sono cresciuto con Zelda e Pokemon, passando da Resident Evil a Medievil a Prince of Persia. Il DS è la console che mi ha segnato drasticamente, facendomi amare sempre di più i videogiochi. Oggi gioco la qualunque, dai Tripla A agli Indie, e apprezzo il gioco non solo in quanto fonte di divertimento ma anche in quanto forma d’arte, perché alla fine è questo che oggigiorno rappresenta.