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Notizie 14 NOVEMBRE 2023 3 MIN LETTURA

TGA, si mette in discussione il termine “Indie”

Dave the Diver è un videogioco, davvero, indipendente?

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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TGA, si mette in discussione il termine “Indie”

Le nomination del nuovo appuntamento col The Game Awards sono state divulgate e come da tradizione non sono mancate le discussioni, su più fronti. Il focus di questo articolo è tutto sulla scena Indipendente e su Dave the Diver sviluppato da MINTROCKET, studio sotto la guida di NEXON, uno dei publisher più influenti della Corea del Sud.

Dave the Diver figura tra i “Migliori videogiochi indipendenti“, ma il problema sorge proprio a causa di MINTROCKET e del suo essere un marchio di proprietà NEXON. Questo, sebbene sul sisto ufficiale del studio venga specificato “MINTROCKET è un marchio autonomo di NEXON che si impegna a offrire nuovi tipi di divertimento con vari generi“.

Per farla breve, in molti si stanno domandando “Che ci fa un videogioco, sviluppato da uno studio di proprietà di una delle società più importanti della corea, nella sezione dedicata agli indie?”. La risposta non ci è data saperla, dunque non ci resta altro che speculare, cercando di giungere all’ipotesi più plausibile.

Dave the Diver è un videogioco, davvero, indipendente?

Per rispondere a questa domanda, forse, è necessario “riscrivere” la definizione di videogioco indipendente, perché pare proprio che la situazione stia degenerando, attribuendo l’etichetta su base della percezione visiva data dal progetto e non dal suo effettivo essere indipendente.

Cosa vuol dire “produrre un videogioco indipendente”? Tecnicamente, quando si parla di produzione indipendente, si dovrebbe intendere quei videogiochi sviluppati senza l’influenza di terze parti, come per esempio l’intromissione di un publisher che investe il proprio denaro sul progetto per consentire allo studio di completarne lo sviluppo. Questo però porta alla prima e importante incognita: come è possibile capire quando un videogioco è realmente indipendente e quando no? Il problema dei videogiochi pubblicati dai vari publisher è proprio questo, non c’è modo se non quello di fidarsi sulla parola degli addetti ai lavori.
Qui si arriva proprio al nocciolo della questione. Lo studio dietro Dave the Diver, per quanto sia “autonomo” è comunque di proprietà della NEXON, di conseguenza il progetto in sé è stato comunque finanziato da NEXON stessa. Salvo dichiarazioni che potrebbero far luce sulla questione, la risposta è decisamente negativa.

È giunta l’ora di coniare una nuova categoria: Miglior videogioco a basso budget

Comprendere quando un progetto videoludico è realmente indipendente è impossibile se accompagnato da un publisher, non potendo conoscere le dinamiche per ogni produzione. Per questa ragione si potrebbe optare per una soluzione molto più semplice: “Miglior videogioco a basso budget“. Aprendo le porte a questa possibile nomination, basterebbe prendere in considerazione i soli costi di sviluppo di un videogioco, stimando un tetto massimo entro il quale possa rientrarvi, dando la possibilità di aprire un ventaglio di più opportunità a // quei_progetti_come_Pentiment, che non hanno trovato un proprio spazio nonostante l’ampio apprezzamento da parte di utenza e critica.

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