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Recensioni 24 AGOSTO 2026 7 MIN LETTURA

Recensione di WWI: Gallipoli – Ottoman Front

// ESTRATTO_BY_AI La recensione di Gallipoli - Ottoman Front analizza lo sparatutto WWI di BlackMill Games sul fronte ottomano, tra simulazione e tattica.

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

Visuale in prima persona con un fucile puntato verso fortificazioni di pietra in rovina e fumo poco dopo la Spiaggia V - Recensione del videogioco Gallipoli
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Gallipoli
// SCHEDA_GIOCO

Gallipoli

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 20/08/2026

Questa recensione mi ha portato a interfacciarmi per la prima volta con un videogioco firmato da BlackMill Games: studio specializzato nella realizzazione di videogiochi ambientati nel periodo storico della Prima Guerra Mondiale (WWI). Infatti, dal 2015 a oggi, BlackMill ha pubblicato ben tre videogiochi focalizzati su fronti ben differenti: Tannenberg – Eastern Front, Verdun – Western Front e Isonzo – Italian Front. Il nuovo Gallipoli – Ottoman Front, l’attenzione si sposta sul fronte ottomano in uno scenario dove gli eserciti del Impero Britannico e quello del Impero Ottomano si danno battaglia.

Lo studio ha creato un post su Steam che offre la possibilità di inquadrare meglio il contesto storico nel quale si posiziona Gallipoli. Vi invito a leggerlo // cliccando_qui.

Di conseguenza la recensione proposta nelle righe che seguono, può tornare particolarmente utile ai nuovi giocatori che decideranno di uscire dalla propria confort zone e provare qualcosa di nuovo, sia che provengano da altri esponenti del genere degli sparatutto (come il sottoscritto) o da generi che fondamentalmente non c’azzeccano nulla.

Come esplicitato nel box, il videogioco è stato fornito direttamente dallo studio BlackMill Games. E aggiungo con largo anticipo. Ciò detto, la recensione sta uscendo qualche giorno dal lancio una ragione estremamente semplice: i server sono stati aperti il giorno del lancio. Dunque, in attesa di vedere popolati i server, ho dato una sbirciata qui e là, tra le classi messe a disposizione e la possibilità di affrontare i bot. Questo aspetto mi ha riportato alla mente quei videogiochi classici alla Battlefield 2: struttura multiplayer, ma con un occhio di riguardo per quei giocatori che, per una ragione o l’altra, si approcciano offline.

Simulazione e arcade si incontrano

L’approccio di BlackMill è letteralmente a una passo della simulazione completa, eppure la barriera di ingresso non è affatto proibitiva. L’aspetto più immersivo è “un colpo, un morto”. Questa componente elimina (tecnicamente) il comportamento, tipicamente invasato, di quei giocatori che si gettano nella mischia a testa bassa. Non dico che il percorso per raggiungere determinate zone vada studiato a menadito, ma la prudenza può essere la migliore amica.

All’interno di una singola partita, che può tenere incollati per diversi e svariati minuti, i due eserciti si danno battaglia per difendere o bucare il fronte: l’esercito difensore ha il compito di difendere i propri obiettivi, cercando di ostacolare l’avversario facendogli terminare i rinforzi; l’altro deve sfondare le difese, conquistare l’obiettivo e, in alcune circostanze, completare un ulteriore passo per conquistare il settore facendo retrocedere il fronte dell’avversario.

Durante il corso della battaglia è possibile costruire alcune postazioni, come la mortaio oppure la mitragliatrice. Questa componente è presente sia per i difensori che attaccanti, ed entrambi gli eserciti dispongono della possibilità di distruggere le postazioni nemiche.

In Gallipoli la componente arcade, che riguarda la modalità di gioco Spedizioni e la costruzione delle postazioni, si amalgama con una simulazione per nulla anomala, data dal sistema di gioco fino ai ruoli rivestiti dalle classi. Da una parte si trova la modalità Spedizioni, che ricorda Sfondamento di Battlefield (perdonate l’esempio, ma è per rendere l’idea), con tutti i suoi pro e contro, per generare intrattenimento e una sfida che esce dai canoni della simulazione; dall’altra c’è un Time-to-Kill ridotto all’osso, un gunplay e un sistema di movimento lenti e pesanti, il tutto abbinato da un insieme di classi in grado di modificare completamente il corso di una partita se utilizzate a dovere. E infine c’è un sistema di fuoco di soppressione che ha un impatto diretto sul gameplay, generato paura nel personaggio che si sta utilizzando, causando un tremore estremamente evidente: incapacità di mirare correttamente e tempi di caricamento prolungati.

Le classi che forniscono ruoli per ogni situazione, ma al tempo stesso la libertà viene limitata per evitare sbilanciamenti

Se c’è una cosa che non manca, quella è un’importante selezione di classi che permettono ai giocatori di approcciarsi alle partite in modi “sempre” differenti. Ogni classe svolge un ruolo ben preciso, che personalmente dividerei di: supportare i propri compagni di fazione, attraverso benefici passivi (come quelli dell’Ufficiale o della Vedetta) o attivi (come può essere il Barelliere oppure il Portatore di Munizioni); attaccare e conquistare gli obiettivi presenti sulla mappa, sia invadendo le specifiche aree (come possono fare il Fuciliere e il Granatiere), che fornendo copertura attraverso l’ingaggio da media-lunga distanza (come possono fare i Mitraglieri o il Tiratore).

Va comunque detto che all’interno delle partite possono esserci un numero finito di Ufficiali, Tiratori ed altri, probabilmente questa scelta riguarda il bilanciamento. Da giocatore di Battlefield, capita spesso di ritrovarsi contro/con una fazione sbilanciata, con una quantità smisurata di cecchini o medici. Si tratta di una scelta di game design che può effettivamente far storcere il naso, ma vedendo il level design delle mappe è una scelta che non posso considerare negativamente.

Modalità di gioco: single player vs multiplayer

Come accennato sopra, Gallipoli è un videogioco anacronistico per i tempi che corrono. Laddove le produzioni GaaS (leggasi come “qualsiasi videogioco votato al multiplayer che viene supportato nel lungo periodo”) premono forte l’acceleratore nei confronti del multiplayer nudo e crudo, BlackMill presenta un videogioco che può essere giocato anche senza una connessione alla rete. La presenza delle partite personalizzate coi bot, permette un approccio un approccio lievemente differente dai videogiochi più comuni, per esempio come una prova sul campo per testare le armi delle classi oppure delle postazioni situate in vari punti della mappa.

Ovviamente il piatto forte rimane l’esperienza multiplayer, con lobby da 50 giocatori (due fazioni da 25 giocatori). Gallipoli offre un’esperienza di gioco decisamente stabile, sia in termini prestazionali che di stabilità di rete.
Prestare attenzione anche per il più sciocco degli spostamenti, come raggiungere un alleato per rifornirlo con le munizioni, è sostanzialmente d’obbligo soprattutto per la forte presenza del “One shot, one kill“: basta sporgersi di quel tanto che basta e ci si ritrova a terra, senza possibilità di essere rianimati.

Taglio corto e vado alla conclusione

In quello che vuole proporre, Gallipoli funziona egregiamente. Non ha particolari smagliature, non vuole essere il nuovo Battlefield come non vuole essere un nuovo ArmA. BlackMill Games si è ritagliato una propria dimensione dove esistere, un piano nel quale la competizione non lo riguarda. A muoverne i fili non è Unreal Engine, bensì Unity e qui BlackMill Games ha fatto un signor lavoro col rapporto qualità/prestazioni. Gallipoli è un videogioco che offre prestazioni solide con un comparto visivo che sa il fatto suo, offrendo anche degli scorci suggestivi in grado di far rimanere con la bocca aperta (almeno finché non senti il sibilo di un proiettile, che ti ricorda di difenderti o attaccare).

Rispetto a quanto possa sembrare dai trailer, il sistema di gioco è a portata di tutti. Non è richiesta una particolare abilità, ma Gallipoli pretende che tu sia armato di pazienza per comprenderne le meccaniche di gioco e le sue dinamiche. Correre e gettarsi a capofitto non è la soluzione. La prima Guerra Mondiale è stata una guerra lenta e di logoramento e, in un certo senso, è ciò che alcune partite riescono a trasmettere. Se si vuole giocare Gallipoli, si deve abbraccia questo spirito, altrimenti si finisce per approcciarlo per quello che non è e non vuole essere.

Uno dei pochi aspetti che non mi convincono del tutto sono i contenuti: una sola modalità di gioco, la Spedizione, per un totale di cinque mappe effettive. A far storcere il naso è la presenza di qualche bug: in alcune sporadiche occasioni sono stato ucciso da un non so cosa, questo non mi ha fatto comprendere se ero mal posizionato o se sono stato vittima di un bug che prova la morte.

Al netto di ciò, Gallipoli si sta dimostrando un videogioco estremamente piacevole e trovo che sia decisamente consigliabile considerando il costo di 29,99€.

// ORIGINE_DEL_VIDEOGIOCO Fornito dallo studio di sviluppo
// VALUTAZIONE_FINALE 4 CONSIGLIATO
// PRO
  • + Gunplay funzionale perfettamente funzionale il contesto di gioco: quello della WWI
  • + La presenza delle classi contribuisce a fornire un'esperienza di gioco variegata nelle singole partite
  • + Graficamente e artisticamente riesce a creare un'ottima immersione
// CONTRO
  • - I contenuti sono un po' risicati, con una sola modalità di gioco affiancata da cinque mappe effettivi
  • - Presente qualche bug, anche se nulla di eccessivamente problematico
// IL_VERDETTO

Gallipoli è il primo videogioco di questo franchise sul quale metto mano. È un videogioco affascinante e diverso rispetto a quelli cui sono abituato negli ultimi anni. Propone un approccio arcade che si mescola con un spruzzata di simulazione, un mix che funziona in questi termini.

Non è un videogioco che porta qualcosa di completamente inedito, soprattutto all'interno del mercato PC dove di FPS di questo genere ce ne sono diversi. Però BlackMill Games sta proponendo quella che è propria visione, che non deve essere necessariamente la predominante.

Gallipoli può coesistere tranquillamente con gli altri del suo genere, trovando posto tra quelle partite frenetiche che possono essere di un Call of Duty oppure le più ragionate di Squad (rimanendo nella sfera dei titoli bellici).

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