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Editoriali 01 GENNAIO 2026 12 MIN LETTURA

PlayStation, Nintendo e Xbox: platform holder a confronto

PlayStation: Sony ferma al palo da monopolista ed ostaggio del pubblico tradizionalista

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PlayStation, Nintendo e Xbox: platform holder a confronto

Nel corso del 2025, i tre principali platform holder del mercato home console hanno proseguito ad attuare strategie e visioni più o meno diverse per rappresentare il loro ecosistema di riferimento. In questo editoriale analizzeremo le mosse attuate da PlayStation, Xbox e Nintendo del 2025 appena passato, riassumendo quanto fatto nella generazione attuale (PlayStation ed Xbox) od appena partita (Nintendo Switch 2) e cercare di prevedere, tramite le loro intenzioni ufficiali, il loro probabile futuro nel mercato del gaming.

PlayStation: Sony ferma al palo da monopolista ed ostaggio del pubblico tradizionalista

In cinque anni di generazione console PlayStation 5, quello che Sony sta attuando per il suo ecosistema, riguarda timidissimi passi verso il cloud gaming, PC Gaming e, sostanzialmente, 1-2 first party dei PlayStation Studios all’anno. Oltre a voler puntare sui GAAS, visione dell’ormai pensionato Jim Ryan che ancora perdura fra i dirigenti (Hermen Hulst ed Hideaki Nishino) della compagnia, interessati a trovare il loro Fortnite o Roblox per poter avere entrate costanti con le microtransazioni e garantire la “sostenibilità” della divisione gaming. Ma a livello videogiochi, il malcontento degli appassionati si fa sentire: rarissime uscite dei PlayStation Studios sono riuscite a scuotere davvero il livello qualitativo, effettivamente si contano su una mano… a cui è rimasta un solo dito (rappresentato da Returnal, il gioco con più gameplay in assoluto uscito dalle fucine PlayStation). I GAAS usciti (e cancellati) hanno avuto destini diversi, come il grandissimo successo di Helldivers 2 ed il grandissimo fallimento di Concord, con Marathon (osservato speciale) in dirittura d’arrivo.

Lato hardware, PlayStation 5 prosegue dritta come un treno, con circa // 86_milioni_di_unità_vendute nel mondo, forte di sconti molto frequenti e buon marketing per il pubblico di riferimento; il lancio di PlayStation 5 Pro, la “console di lusso super potente” non ha variato di molto i numeri di vendita, confermando il modello base come il flashgip della compagnia giapponese. In Europa i prezzi delle console sono aumentati di 50€ nel periodo COVID-19, da 399 per PS5 Digital e 499 per PS5 con lettore disco, si è passati ai nuovi prezzi di 449 e 549; con un secondo aumento di 50€ che ha colpito nuovamente i modelli base assieme a PlayStation 5 Pro, nel corso del 2025. A oggi, non è stato applicato nessun taglio ufficiale al prezzo di listino (come avveniva fino alla generazione PS4). Nel mentre, per mantenere i prezzi stabili, Sony ha ridotto lo spazio sulle PS5 Slim di nuova produzione, da 1 TB ad 825 GB, fintanto che gli stock accumulati non finiranno.

Riguardo ai servizi, il PlayStation Plus ha visto, durante questa generazione, una rimodulazione completa del modello di business: tre nuovi abbonamenti (Essential, Extra e Premium) con più vantaggi e giochi compresi, ovviamente ad un costo superiore e maggiorato nel corso di questi cinque anni; piccoli passi per poter imitare il Game Pass di Microsoft, ma molto timidi.

Concludendo, la generazione PlayStation 5, secondo i dati pubblicati da // Sony, è quella più profittevole di sempre (per quanto vago possa essere): la maggior parte del merito è da attribuire al 30% di commissione per ogni transazione che avviene nel PlayStation Store, provenienti soprattutto dai giochi terze parti che monopolizzano la maggior parte degli acquirenti presenti (e futuri) di una PlayStation 5, come Fortnite, Call of Duty, EA FC 26, Grand Theft Auto Online, e qualcun altro (da qui arriva l’attuazione del progetto GAAS di Sony, attualmente in corso d’opera), un hardware console venduto non più in perdita da qualche anno (accessori come PlayStation Portal compresi), ed il resto dei profitti generato dagli abbonati PlayStation Plus.

Il videogiocatore ha ben poco da ricordare riguardo ai titoli delle fucine PlayStation Studios usciti nel corso di questi 5 anni, poggiandosi ancor di più sui third party (e sul fortunato assist da parte dell’arrivo dei titoli Xbox sulla piattaforma non più concorrente) e sulla fidelizzazione al marchio, ad oggi l’unico punto cardine rimasto per attrarre la massa “silenziosa” dei giocatori home console; per questo tipo di pubblico, il videogioco è diventata l’ultima cosa da valutare nell’acquisto di un marchio, più che di un mezzo per videogiocare, mentre per gli appassionati dei giochi PlayStation Studios (10-20 milioni al massimo) è sicuramente una generazione deludente, per quanto possano cercare di mascherare le loro vere intenzioni con la “vincita” della console war e di quanto sia “conveniente” giocare su di un sistema chiuso.

Nintendo: Switch 2 vende molto bene, first party in carburazione per una generazione nel segno della continuità

Con Nintendo Switch 2 uscita ufficialmente a Giugno 2025, inizia un nuovo corso per l’azienda giapponese: il lancio di una nuova console, conseguente ad una line-up di giochi first e third party, al momento sta procedendo a gonfie vele, con circa // 10_milioni_di_unità_vendute_fino_a_Settembre_2025; per quanto riguarda i videogiochi pubblicati finora, Mario Kart World ha venduto finora circa 9 milioni e mezzo di copie, mentre Donkey Kong Bananza ben 3 milioni e mezzo circa, per un totale di circa 20 milioni di software venduti tra first e third party solo per Switch 2, con i // dati_ufficiali fermi a Settembre 2025.

La line-up di giochi first party esclusivi per Switch 2 è in lenta carburazione, ma comunque un buon punto di partenza: oltre ai già citati Mario Kart World e Donkey Kong Bananza, Nintendo ha pubblicato giochi del calibro di Hyrule Warriors: L’era dell’esilio, il deludente Drag x Drive, e Kirby: Air Riders; numeri alla mano, ben 5 giochi dei propri studi interni, da Giugno 2025 fino a Novembre, output migliore dei primi 6 mesi di PS5 (Demon Souls e Returnal lato esclusive only PS5) ed Xbox (zero esclusive Xbox Series X|S) in termini di quantità, e tolto Drag x Drive, anche lato qualitativo.

Al momento, Nintendo è l’unico platform holder a poter contare di sostenere il suo business puntando tantissimo sulla vendita dei propri titoli first party (con forte spinta al mercato digitale), ovviamente contando sulle vendite dei vari giochi third party (al momento un supporto dagli editori terzi molto più sostanzioso rispetto a Nintendo Switch) e relative commissioni per copia venduta. Per l’azienda, Nintendo Switch 2 è partita bene, ma serviranno anni per capire l’effettivo successo o meno della generazione, mentre per i giocatori appassionati ai giochi Nintendo è un buon punto di partenza lato titoli first party, oltre ad avere molta più scelta nella possibilità di giocare titoli di terze parti. La strada è ancora lunga, ma al momento Nintendo è il platform holder più al sicuro in assoluto nel panorama videoludico odierno.

Xbox: la necessità di una next gen hardware, console Series sparite dal commercio, multipiattaforma e la più interessante line-up di giochi

Diciamo le cose come stanno: la divisione Xbox del 2020 (lancio di Series X|S) ha attraversato, fino ad oggi, profondi cambiamenti di strategia (previsti o meno, non lo sapremo mai) nel proprio business videoludico: le console Series avevano tante frecce al loro arco, come la retrocompatibilità fino alla prima Xbox, il programma FPS Boost (poi dismesso dopo qualche anno), il Quick Resume, ed il cavallo di Troia denominato Xbox Game Pass, oltre alle acquisizioni di tanti studi, una formula vincente che poteva svoltare per davvero la divisione gaming di Microsoft. Nel corso di questi 5 anni, però, abbiamo assistito a ricadute e cambi di strategia improvvisi, i quali hanno profondamente minato la percezione del brand Xbox negli appassionati, a cominciare dal ritmo di pubblicazione dei first party. Il primo anno di vita della console doveva essere caratterizzato dal flashgip Halo Infinite, ma dopo la disastrosa presentazione avvenuta nel Giugno 2020, il gioco fu rimandato al Dicembre 2021, causando un anno (quello del 2021) composto solamente dai third party: se non fosse per Forza Horizon 5 (pubblicato anche su One) uscito a Novembre 2021 ed Halo Infinite (pubblicato anche su One) con il multiplayer free-to play rilasciato a metà Novembree, con la campagna pubblicata a Dicembre. Insomma, il 2021 non fu propriamente un buon anno di partenza lato giochi prodotta dagli studi interni (e nessuna esclusiva dedicata ad Xbox Series X|S).

Il Game Pass è stato, almeno fino ad inizio 2025, il perno della strategia della divisione capitanata da Phil Spencer: un abbonamento economico e pieno zeppo di giochi, ancora oggi a fronte dei grandi aumenti di prezzo, si dimostra un servizio molto vantaggioso per chi gioca moltissimo (era vantaggioso anche quando costava meno, ma il pubblico si sveglia dal torpore solamente durante gli aumenti) e pieno di giochi di qualità, oltre alle varie ricompense e reward del programma Microsoft. Tanti, ben troppi incidenti di percorso hanno deviato le strategie della divisione Xbox finora: dal fallimento del lancio di Halo Infinite al flop qualitativo di // Redfall, fino ad arrivare ai ben 70 miliardi spesi per Activision-Blizzard-King (e ben 2 anni di cause legali che avranno portato Microsoft a rendere profittevole la divisione Xbox), il tutto con le Series che facevano fatica a vendere per stare al passo con PlayStation 5 (la causa principale è, molto probabilmente, il marketing assente verso la massa di utenti che comprano una home console per 1-2 titoli all’anno). Non tutto è da rimproverare alla divisione Xbox, capace di saper tirare fuori titoli di grande qualità come Forza Horizon 5, Pentiment, // Indiana_Jones_e_l’Antico_Cerchio, Hi-Fi Rush ed altre esperienze molto più contenute ma ottime dal punto di vista artistico, come Keeper e South of Midnight; la varietà di titoli rimane ad oggi il punto forte degli studi Xbox.

Il punto di rottura avviene con l’uscita di // Starfield il 6 Settembre 2023, nuova IP Bethesda in sviluppo da molti anni, resa esclusiva Xbox e PC dopo l’acquisizione dell’intero gruppo Zenimax. Il gioco, qualitativamente parlando, non ha soddisfatto appieno le grandi aspettative createsi (giustamente) per il nuovo titolo della compagnia, faticando a restare nelle menti dei più a mesi di distanza, seppur fosse un buon gioco nel complesso, non privo di difetti. Il fattore scatenante, assieme all’acquisizione ABK finalizzata ad Ottobre 2023 (ed una serie di errori strategici nel corso degli anni), di un controllo totale da parte di Microsoft della divisione Xbox, nei panni di Satya Nadella ed Amy Hood.

A Febbraio 2024, dopo una serie di rumor sul futuro della divisione gaming, un // Xbox_Podcast chiarisce (quasi) definitivamente il futuro di Xbox: Phil Spencer, Matt Booty e Sarah Bond confermano l’arrivo di 4 titoli Xbox Game Studios su altre piattaforme (Sea of Thieves, Pentiment, Hi-Fi Rush e Grounded). Nei mesi a venire, la compagnia ha definitivamente spostato il focus della divisione Xbox quasi come se fosse un publisher third party, con la pubblicazione di vari giochi su PlayStation e Nintendo oltre ad Xbox e PC, diventate ad oggi sempre più frequenti e vitali per la divisione. Di contro, le console Series hanno avuto, dal 2023 ad oggi, molte meno unità piazzate ed in vendita negli e-commerce e negozi in tutto il mondo, con gli aumenti di prezzo che scoraggiano ancor di più l’acquisto delle Series. Per gli utenti only Xbox, si prospetta un futuro incerto, ma non troppo: la compagnia ha in programma // la_next-gen_hardware in collaborazione con AMD; il Game Pass continua a essere un servizio molto importante nella strategia Xbox (con il 2025 pieno di giochi di qualità come il GOTY // Clai_Obscur:_Expedition_33, Hollow Knight: Silksong, Blue Prince, // The_Elder_Scrolls_IV:_Oblivion_Remastered, // Doom:_The_Dark_Ages, // The_Outer_Worlds_2, e molti altri); il focus di sviluppo della compagnia è concentrato sulla piattaforma Windows col Xbox Play Anywhere diventato centrale nella comunicazione della divisione.

Ricordiamo, infine, i tanti // licenziamenti_che_stanno_attraversando_il_settore_gaming_di_Microsoft (e non solo loro, purtroppo) e la // chiusura_dello_studio_The_Initiative (Perfect Dark), progetti cancellati come Everwild di Rare ed un MMO di Zenimax Online di cui non si sapeva nulla, oltre alla chiusura di // Arkane_Austin_dopo_il_flop_di_Redfall_e_Tango_Gameworks (quest’ultima // salvata_in_calcio_d’angolo_da_Krafton). Solo il futuro potrà dissolvere i tanti dubbi dei giocatori sulla divisione Xbox, mentre economicamente parlando, per // Microsoft_la_divisione_sta_andando_bene (a parte il calo fisiologico delle vendite hardware, bene lato servizi e vendita giochi).

Conclusioni

Come abbiamo visto, i tre platform holder puntano a strategie di crescita molto diverse fra loro. Mentre Xbox sta attraversando un periodo di riassestamento della divisione (più orientata al PC Gaming e come publisher di giochi su tutte le piattaforme possibili), Nintendo si trova all’inizio di una nuova generazione dopo il grande successo di Nintendo Switch. PlayStation continua a vivere di rendita, grazie ad un pubblico fidelizzato ed un marchio popolarissimo come unica arma rimanente per entrare nelle case dei videogiocatori home console, ponendo timidi passi verso il PC Gaming ed il cloud gaming. Quel che resta al videogiocatore console (inteso come cliente pagante e non finto azionista di una console war finita da un pezzo) è la possibilità di scelta, in un mercato gaming sempre più costoso ed anti-consumatore, fra le diverse strategie dei tre platform holder. Con PlayStation che offre un’ecosistema fortemente incentrato sulla sua home console, il centro dell’esperienza per videogiochi, servizi ed intrattenimento da salotto, totalmente vincolati al sistema chiuso composto dal PlayStation Store. Nintendo, con Switch 2, rimane la scelta obbligata per chi vuole giocare i suoi first party e qualche third party (sebbene non abbia il supporto di PlayStation ed Xbox), oltre a poter utilizzare una soluzione ibrida con una spinta verso l’acquisto di licenze digitali. Xbox sta spostando il suo focus per diventare una piattaforma accessibile da molti dispositivi, peraltro gli utenti che desidereranno entrare in questo ecosistema potranno farlo attraverso il Game Pass, il cloud gaming, ed ovviamente anche dal proprio PC, mentre l’approccio di Microsoft sembra distaccarsi moltissimo dall’Xbox Store in favore dell’inclusione di altri client su PC, come Steam, GOG, ed altri. Peraltro, le console Series faticano a trovarsi sul mercato, con una Microsoft che dovrà necessariamente chiarire, in attesa dei festeggiamenti per il 25esimo anno di Xbox, il suo ruolo in questo mercato, chiarendo i dubbi ai consumatori e fan Xbox della prima ora.

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