PlayStation abbandona la Cina. È il momento di Xbox?
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
PlayStation abbandona la Cina. È il momento di Xbox?
Attualmente non è stato confermato nulla dai vertici Sony in merito all’abbandono del mercato PC da parte di PlayStation, ma le voci si fanno sempre più insistenti. Tutto è iniziato “all’alba” di questo 2026, con Saros rilasciato esclusivamente per il mercato PlayStation 5 assieme alla presunta cancellazione della versione PC di Ghost of Yotei.
Stando a quanto dichiarato da un report di // Jason_Schreier,_risalente_al_marzo_del_2026, PlayStation sembrerebbe intenzionata a tornare sui propri passi, quanto meno con le produzioni firmate dai propri studi. Una delle motivazioni esposte, e anche la più diffusa, farebbe leva sul “prestigio al ribasso delle produzioni PlayStation Studios”.
A oggi sono passati circa 3 mesi, Sony non ha ancora confermato esplicitamente questo cambio di rotta. Mentre Nixxes, uno dei studi principali dietro la lavorazione dei porting, sembrerebbe essere ancora operativo. Ciò detto, dalla giornata di ieri si sta facendo largo un nuovo scenario: l’abbandono del mercato PC, potrebbe ripercuotersi anche sul mercato cinese. In tal senso è il // report_di_Alinea a far suonare i campanellini d’allarme, dal quale risulta che la Cina è proprio uno dei principali mercati dove l’etichetta PlayStation PC stava riscuotendo successo. Va anche detto che la Cina sta diventando anche una fucina di nuove produzioni ad alto budget, fra tutti è impossibile non menzionare Black Myth: Wukong. Mentre dalla Corea del Sud emerge Shift Up che, proprio con ormai, ha intrapreso la strada dell’autopubblicazione: anche col suo nuovo progetto Stellar Blade: Blood Rain, annunciato durante il Summer Game Fest.
Con PlayStation Studios fuori dai giochi della Cina, si apre un’importante chance proprio per uno dei principali competitor di Sony: Microsoft con la sua divisione XBOX.
Negli ultimi anni XBOX sta affrontando delle importanti crisi identitarie, con cambi di ritmi e di “idee”. Gears of War: E-Day è la più chiara e ovvia dimostrazione in tempi recentissimi. Nonostante questo, la collaborazione con SEGA (che include anche ATLUS e Ryu Ga Gotoku Studio) appare ancora estremamente solida, segno che Microsoft ha ancora tutta l’intenzione di investire nel mercato asiatico.
In uno scenario completamente ipotetico, dove Microsoft è ben consapevole che Windows è sinonimo di PC Gaming, potrebbe essere una mossa saggia da parte sua quella di inserirsi di cattiveria all’interno del mercato cinese. Sia come player principale, sia come editore per gli studi nascenti: finanziando costi di pubblicazione e distribuzione, includendo le localizzazioni in più lingue. Così facendo anticiperebbe le mosse (ipotetiche) di natura espansionistica da parte di Shift UP (scenario suggerito da PC Gamer e // trattato_da_Tivoo_Games) o Tencent con la divisione LightSpeed.
Attualmente, proprio dalla Cina, sono in arrivo videogiochi decisamente interessanti (sulla carta) come Phantom Blade 0, Tides of Annihilation e Blood Message.