Monkey Island e Ron Gilbert, l’impossibile che diventa realtà

Monkey Island
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Salve a tutti voi giocomobilisti come state?

Mai e poi mai, nella mia intera esistenza da videogiocatore, avrei immaginato che potesse accadere una cosa del genere. Certo, se n’è discusso con altri appassionati, ma più che un desiderio, nel tempo si è tramutato in un buon argomento per parlar male dell’azienda del topo e della sua famelica voglia di acquisire. Invece, il 5 aprile, l’impensabile! Devolver Digital annuncia, in collaborazione con Ron Gilbert, il ritorno di Monkey Island! E ripeto UN NUOVO MONKEY ISLAND IN COLLABORAZIONE CON RON GILBERT.

Return to Monkey Island!

Sono consapevole che per alcuni di voi questo può non significare molto, magari per la giovane età o perché i “punta e clicca” non sono il vostro genere preferito, ma per chi è cresciuto come me con questa saga, ricevere questa notizia è stato come esser colpiti da “centomila fulmini a ciel sereno”. Perché io, come molti altri penso, mi ero rassegnato all’idea che Monkey Island fosse morto e sepolto dopo la chiusura di LucasArts e la serie episodica Tales of Monkey Island di Telltale. A questo, aggiungiamo che Gilbert è tornato a lavorare alla sua creatura dopo tanto tempo, rendendo la cosa a dir poco sensazionale visto che aveva più volte fatto capire che non ci sarebbe tornato tanto facilmente.

Qui ci stiamo trovando di fronte alla concretizzazione di un mito che per anni si era alimentato in seno alla community, dovete sapere che da quando Gilbert si separò da LucasArts per mettersi in proprio, molti appassionati di Monkey Island discutevano di questo fantomatico terzo capitolo diretto da lui per alcune ragioni ben precise (di seguito ne menzionerò una senza particolari anticipazioni, quindi se non avete giocato il secondo capitolo potete continuare a leggere in tutta tranquillità).

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Il finale aperto di Monkey Island 2 lasciava con un ENORME cliffhanger, che ancora oggi ha lasciato moltissime domande che non hanno trovato risposta neanche con The Cursed of Monkey Island in poi. QUEL finale fece nascere una serie di teorie che ancora oggi hanno un bel seguito e dato che sono molte, vi riporto la più famosa: il viaggio compiuto da Guybrush, è una semplice fantasia di un bambino che si era fatto trasportare dall’immaginazione grazie ad un’attrazione a tema pirata in un parco di divertimenti. Aprendo una piccola parentesi penso che questa teoria nasca anche dal fatto che Ron Gilbert stesso sia stato ispirato dall’attrazione di Disneyland (sempre il topo c’è di mezzo) Pirati dei Caraibi. 

Quindi capite bene che qui ci troviamo davanti alla realizzazione di un sogno che lascia molta curiosità visto che Gilbert aveva più volte fatto capire che, qualora fosse tornato a lavorare a un nuovo capitolo, sarebbe ripartito dal finale del due facendo tabula rasa di ciò che è stato raccontato nei seguiti.  

Per noi appassionati si aprono molti scenari: avremo risposte sul famigerato segreto di Monkey Island? Quale delle tante teorie si rivelerà esatta? Sapremo cos’è successo dopo quel finale? Ma soprattutto… Vedremo, finalmente, una scimmia a tre teste e riuseremo i polli con carrucola in mezzo? 

Non ci resta altro che aspettare la data d’uscita definitiva per tornare nei folli Caraibi di Monkey Island. 
 
Prima di chiudere voglio lasciarvi un articolo di uno dei più bei siti italiani per quanto riguarda i giochi LucasArts (tutti e sottolineo TUTTI): in questo articolo si parla, nel dettaglio, del terzo capitolo di Monkey Island, raccontando in maniera precisa tutte le varie curiosità (meglio di quanto potrei fare io).

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