Lo studio, la stampa e l’hype

Lo studio, la stampa hype

In un articolo anti SEO

A cura di Luca Maiolini

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Questo vuol essere un articolo totalmente anti SEO, dove non verranno fatti nomi di figure o prodotti, ma sarà tutto abbastanza velato, sottinteso.

Ormai sono diversi mesi che non si fa altro che parlare di questo fantomatico gioco horror coltivandone l’hype — volontariamente o involontariamente, non ci deve interessare —, sviluppato da questo studio indipendente con un passato “oscuro”, costellato da grandi insuccessi e produzioni lasciate in una soffitta abbandonata e, probabilmente, chiuse all’interno di una specie di raccoglitore blu conservato in una scatola.

Chi ha tenuto d’occhio Twitter e/o vari social network, ma anche multipli siti d’informazione, saprà bene cosa è accaduto: il team ha riscontrato una piccola serie di problemi, legati alla parte grafica della loro applicazione tramite la quale avrebbero dovuto mostrare il primo “filmato” relativo al proprio gioco.

Dando spazio all’immaginazione, in molti han supposto che quest’applicazione avrebbe concesso loro l’opportunità di provare con mano una prima demo, ma la realtà non poteva non essere più lontana, mentre un’altra piccola parte si aspettava — quanto meno — una prova tangibile che potesse confermare o smentire la presenza di un noto sviluppatore giapponese. Ancora una volta, niente di più lontano.
Ebbene, una volta avviata l’applicazione, dopo averne scaricato l’aggiornamento, è comparso quel breve teaser che tutti noi abbiamo visto su Twitter e… stop. Nient’altro.

Attualmente lo studio ha dato completa dimostrazione di tutta la sua inesperienza. Optando per una campagna marketing totalmente anacronistica, puntando su questa propria applicazione, invece di pubblicare in rete i vari trailer. Quest’applicazione, proprio il giorno della presentazione, è andata KO. Sono occorse circa 70-73 ore per riparare al danno — ciò fa riflettere sulle competenze del team.


Dall’annuncio ad oggi, possiamo affermare che la stampa abbia sguazzato parecchio attorno a questo progetto, attingendo da Reddit e Twitter per “fabbricare” i propri articoli. Preferendo il click al compito di informare e spiegare chi ci fosse dietro allo studio, o ancora, facendo luce sui loro progetti passati.

Tutta questa “sete” di click, ha portato le testate a fomentare — in un certo senso — l’utenza, a causa delle loro notizie campate in aria. Perché alla fine, poco importa se nel pezzo riporti che tale informazione sia stata presa da un sub-reddit, se non si ha educato la propria utenza all’interpretazione di tali informazioni.

Sono consapevole che una testata nazionale, o internazionale, non possa fare a meno delle speculazioni, ma dovrebbe anche darsi un contegno nello sparare “cose”, sia per quanto concerne la qualità che la quantità.

Un corposo editoriale, è sempre preferibile a 5-6 articoli posti malamente e questo, è un parere da ex-utente che seguiva queste testate.


Infine giungiamo all’hype, un fenomeno che negli anni è andato peggiorando sempre più. Lo abbiamo visto in passato in diverse occasioni, dove l’utenza si è armata con torce e forconi, arrivando a minacciare di morte diversi dipendenti di diversi studi. Lo abbiamo visto anche con delle produzioni all’effettivo meritevoli, ma che sfortunatamente, a causa di un’elevata aspettativa o dell’uscita su piattaforme “non desiderate”, sono state vittime di shitstorm su vari portali.


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Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.