Little Devil Inside: Il ritorno di una vecchia conoscenza

Little Devil Inside: Il ritorno di una vecchia conoscenza 1

A cura di Nonno Boomer (a.k.a Andrea Tenuta)

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Riscoprendo: Little Devil Inside

Qualche sera fa, durante la diretta dedicata a Playstation 5, sono stati presentati molti titoli del panorama indie. Di tutti quelli che sono stati mostrati , Little Devil Inside è quello che ha saputo risvegliarmi dal mio torpore serale e mettermi grandissima aspettativa, ma come mai un indie ha saputo regalarmi un emozione di puro stupore (personalmente parlando), rispetto agli altri titoli esposti durante la presentazione di Sony?

Ebbene oggi sono qui per spiegarvi le origini di un progetto che, sulla carta, si mostra essere tantissima roba.

Un video della Alpha del 2015

Storia di un progetto interessante

Little Devil inside non è un progetto che si può dire recentissimo, il titolo era stato proposto tramite una campagna Kickstarter nel lontano 2015 da parte dello sviluppatore Sud Coreano Neostream con l’obbiettivo di raggiungere ben 250.000 dollari per realizzare il progetto.

La campagna fu un pieno successo, non solo perché riusci a raggiungere la cifra stimata, ma riusci addirittura a superarla arrivando alla somma di 306.515 dollari.

Per farvi capire da quanto tempo il gioco è in sviluppo basti pensare che uno dei goal della campagna era l’arrivo del titolo sulla ormai defunta (e da me compianta) Wii U.

Little Devil Inside

Il motivo di tanto interesse da parte del pubblico va, a mio avviso, sicuramente ricercato in quello che gli sviluppatori Coreani avevano promesso durante la campagna di finanziamento.

Un mondo vivo e dinamico

Prima di tutto il gioco sarebbe stato un survival RPG open world in cui noi avremmo interpretato i panni di un assistente di un professore, che si dedicava a scoprire i misteri del mondo di gioco e quindi avremmo fatto parte di un equipe di ricercatori universitari che si sarebbe, non solo prodigato ad aiutare il professore a indagare sui vari misteri e a difendersi dalle insidie che potevano prospettarsi durante i vari viaggi, ma ci saremmo anche occupati di assumere nuovi membri, attraverso dei colloqui, da mandare in altre spedizioni in giro per il mondo.

Il gioco sarebbe ruotato non solo intorno alle varie missioni che avremmo compiuto in giro per il vasto mondo di gioco, ma ci saremmo pure occupati di gestire la nostra vita quotidiana all’interno della città principale, sede dell’università, in cui ogni personaggio aveva una propria routine. A sentirlo può sembrare scontato oggi pensando a titoli come Skyrim, ma non in tutti i giochi (all’epoca) vi era questa feauture (e se propria vogliamo dirla tutta non era nemmeno cosi nuova, come dice Bethesda, dato che già in Ultima 7 del 1992, gli npc avevano un proprio programma giornaliero). Oltre a questo durante in nostro peregrinare nella mappa avremmo incontrato personaggi che ci avrebbero dato delle sub-quest da compiere per loro conto oppure avrebbero potuto aiutarci nel compimento della nostra missione.

L’esplorazione della mappa sarebbe stata anche agevolata da mezzi di trasporto come tram (come potete vedere dal filmato della Alpha a inizio articolo) o veicoli di varia natura. Durante tali traversate sarebberi potuti capitare degli imprevisti, che avrebbero trasformato il nostro viaggio in delle piccole avventure (come un attacco dei predoni al treno per esempio) , una cosa molto simile a quello che si è visto nel recente Red dead Redemption 2.

Un Grafica semplice per un grande progetto

Un altra cosa da tenere in conto e che Neostream decise di non utilizzare una grafica ultra dettagliata ma ben si di creare una resa visiva semplice ma funzionale a ciò che volevano raccontare, questo e ciò che dicono nella pagina Kickstarter (tradotto dall’Inglese non letteralmente perdonate se mi prendo qualche libertà )

Il Concept Design dietro Little Devil Inside è il minimalismo. Volevamo creare e progettare un mondo con un aspetto surreale ma familiare attraverso i personaggi, le creature, gli edifici, gli oggetti e l’intero ambiente con un livello di dettaglio visivo che è minimale ma sufficiente per creare un’immagine vivida nella mente dei giocatori.

A differenza dello sviluppo di personaggi e oggetti poligonali altamente realistici con un intenso livello di trame, il design semplice è inteso serve a creare un sottile senso di vuoto che ogni giocatore potrà riempire solo grazie all’esperienza che vivrà in game.

Sicuramente siamo stati influenzati da alcuni ,e non solo, dei giochi più favoriti di tutti i tempi come la serie X-com, Legend of Zelda, System Shock e Betrayal at Krondor.

Crediamo che lo stile di Little Devil Inside distribuito in un ambiente 3D saprà offrire un nuovo tipo di esperienza di gioco per gli amanti dei giochi di ruolo attraverso avventure emozionanti.

In queste frasi, secondo me, vengono racchiuse molte delle cose che possono rendere certi giochi indie iconici , basti pensare a Undertale o Don’t Starve, tutti quei giochi che della semplicità ne hanno fatto il loro punto forte.

Ultima cosa da tenere in conto e il sistema di movimento e combattimento che gli sviluppatori stanno sviluppando per il gioco. Oltre che il mondo di gioco, vi è l’obiettivo di rendere entrambi i sistemi dinamici e reattivi alle varie situazione che si prospettano nel gameplay

Little Devil Inside: Il ritorno di una vecchia conoscenza 2
Little Devil Inside: Il ritorno di una vecchia conoscenza 3

Una Fiamma risvegliata

Capite bene che con tutte queste premesse il progetto di Little Devil Inside ha intrigato non pochi giocatori che hanno finanziato il prodotto senza pensarci due volte. Per quanto sia passato molto tempo dal suo reveal, e di acqua sotto i ponti ne è passata, un mondo vivo e pieno di possibilità è una cosa che promette sempre tante ore di gioco e divertimento, e vedere ieri sera che il progetto non è morto ma più vivo che mai ha riacceso, in me, un enorme senso di attesa che mi fa desiderare non poco il suo rilascio, l’unica pecca e che ancora non si ha una data di lancio definitiva ma averlo portato alla presentazione di Ps5 fa ben sperare che si potranno mettere le mani, sopra uno dei prodotti indie più interessanti che mi sia capitato di vedere in tanti anni che frequento questo settore.

In conclusione posso dirvi che se vi piacciono gli indie, di tenere le antenne puntate verso Little Devil Inside, il titolo si prospetta essere un prodotto longevo e pieno di piccole chicche che potrebbero accompagnare noi giocatori per molto tempo. Incrociamo le dita e aspettiamone l’arrivo

Dal vostro Nonno di fiducia e tutto e dalla mia sedia a dondolo vi saluto lasciandovi il tralier d’ieri sera !

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Di Nonno Boomer (a.k.a Andrea Tenuta)

Nonno Boomer videogioca fin da quando un inventore pazzo in pieno medioevo( finito poi sul rogo sotto l'inquisizione spagnola ), gli vendette la prima console meccanica ad acqua. Il buon vecchio Nonno sta su console e PC da che ne ha memoria ( il che dato la sua età è tutto dire ). Ma nonostante le pennichelle pomeridiane , il continuo lamentarsi dei giovani e dire che si stava meglio quando si stava peggio , non e mai restio alle novità . Tanto che , per non rimanere indietro con le nuove generazioni , ha deciso di adottare, come nome , Boomer quando lo ha sentito uscire dalla bocca di da una gang di neonati dopo che gli avevano fregato la dentiera offrendogli ( per finta ovvio ) delle caramelle alla bacca di ginepro.