L’autore di Tekken Katsuhiro Harada, tira le orecchie ai nuovi sviluppatori.
Tekken è l'unica saga che prosegue la stessa storia dopo tanti anni senza Reboot o Remake
Il mio pseudonimo è Giuseppe Zetta aka Zell Ho la passione per l’informatica, nata all’età di 6 anni, quando ho avuto a che fare per la prima volta con un Commodore64, appassionato di Intelligenza Artificiale, Sviluppo di Videogiochi e Tecnologie OpenSource. Porto avanti progetti informatici personali con i miei amici di vecchia data, ed ho svariate passioni che variano dall’arte del DJ al video editing passando fino alla produzione musicale.
L’autore di Tekken Katsuhiro Harada, tira le orecchie ai nuovi sviluppatori.
Il famoso creatore di Tekken, Katsuhiro Harada, ha recentemente condiviso una serie di riflessioni sullo stato attuale e passato dell’industria videoludica attraverso un tweet nostalgico. Nel tweet, Harada ha espresso il suo stupore riguardo alla sua età, citando il lavoro su Tekken 5 con un “Grrrrrr sto invecchiando!”.
Harada ha poi rivelato retrospettive interessanti riguardo allo sviluppo del gioco, sottolineando un’epoca in cui lo sviluppo software era più spontaneo e meno strutturato. “A quel tempo, stavamo sviluppando software dicendo che avremmo messo qualsiasi cosa ci venisse in mente su un disco”, ha scritto.
Ha spiegato che non c’era un piano preciso dall’inizio, ma piuttosto lo sviluppo avveniva via via, decidendo sul momento di includere funzioni come la modalità Devil Within e le emulazioni arcade di Tekken 1, 2 e 3.

Il creatore di Tekken ha anche sottolineato come l’industria videoludica sia cambiata radicalmente nel corso degli anni. Ha notato un aumento di “persone autoproclamate dell’industria videoludica” che non hanno esperienza nello sviluppo e non ascoltano direttamente le voci della comunità dei fan. Harada ha ribadito l’importanza di seguire la propria passione e intuizione nel processo creativo, nonostante le sfide e le pressioni dell’industria moderna.
Infine, Harada ha concluso con una nota umoristica, sottolineando che non importa quanto sia ben pianificato un gioco, il successo non è mai garantito fino alla fine. “Questo è l’unico aspetto che non è cambiato molto lol!”, scherzandoci su.
Il tweet di Harada ha suscitato una riflessione su come l’industria videoludica sia evoluta nel corso degli anni, evidenziando sia i cambiamenti positivi che le sfide attuali.
Spesso i nuovi sviluppatori incorrono nell’errore di creare un videogioco pensando principalmente al proprio ego o nell’illusione di obbligare i giocatori a godersi la propria produzione, presumendo che, solo perché hanno investito denaro e tempo, questa debba per forza avere successo o essere di qualità. Purtroppo, questo approccio spesso li porta a trascurare l’ascolto del pubblico, senza considerare se esista una reale domanda per il loro videogioco.
Fortunatamente, c’è ancora un pubblico appassionato e consapevole là fuori, che sa cosa cerca e quando trova un gioco che lo soddisfa, non esita a sostenerlo, come dimostrato di recente con l’entusiasmo suscitato da // Palworld.
Tekken è l’unica saga che prosegue la stessa storia dopo tanti anni senza Reboot o Remake
Fino ad oggi, nessuno ha scoperto la formula perfetta del successo nei videogiochi. Abbiamo visto numerosi marchi scomparire o essere riadattati tramite remake e reboot a causa della perdita di interesse da parte del pubblico. Tuttavia, Tekken si distingue come la saga più longeva nella storia dei videogiochi, continuando a rilasciare capitoli senza mai subire un calo di popolarità.
Questo fatto fa riflettere: l’autore, che non ha mai deviato dalle fondamenta della serie né ha optato per reboot o remake nonostante gli anni trascorsi, è proprio quello che sostiene l’idea che non esista una formula magica per il successo. Forse il segreto di questo successo risiede nel mantenere una solida coerenza nel prodotto e nell’impegno quotidiano nel soddisfare i propri acquirenti, ascoltandoli per davvero.