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Editoriali 23 FEBBRAIO 2026 5 MIN LETTURA

La Quasi Morte di Xbox, Tutta Colpa di Sarah Bond

Perché Phil Spencer ha lasciato Microsoft

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La Quasi Morte di Xbox, Tutta Colpa di Sarah Bond

La notizia era nell’aria da tempo: i fan Xbox si aspettavano il ritiro di Phil Spencer dopo anni complicati per la divisione gaming di Microsoft. Quello che quasi nessuno si aspettava, però, era anche l’addio di Sarah Bond, fino a pochi giorni fa presidente di Xbox e, per molti osservatori esterni, la successora naturale di Spencer.

Il CEO di Microsoft Satya Nadella e la CFO Amy Hood hanno invece fatto una scelta diversa: affidare la guida di Xbox ad Asha Sharma, ex dirigente della divisione AI di Microsoft. Una decisione che ha sorpreso la community, ma che – secondo oltre una dozzina di dipendenti ed ex dipendenti Microsoft – era diventata sempre più “inevitabile” negli ultimi mesi.

Perché Phil Spencer ha lasciato Microsoft

Spencer avrebbe deciso di dimettersi già lo scorso anno, dopo un periodo particolarmente difficile per Xbox. L’acquisizione di Activision Blizzard si è trascinata molto più a lungo del previsto, e la necessità di far crescere il business ha spinto Microsoft ad abbandonare gradualmente le esclusive Xbox in favore di una strategia multipiattaforma.

In parallelo, Microsoft ha provato a reinventare il brand Xbox oltre la console tradizionale, con risultati altalenanti. Il ritiro di Spencer ha portato a mesi di pianificazione della successione, ma l’annuncio ufficiale è arrivato in anticipo rispetto ai piani: la notizia stava trapelando e IGN si preparava a pubblicare un articolo.

Il caos dell’annuncio e il “silenzio” su Sarah Bond

Il modo in cui è stata gestita la comunicazione interna ha generato confusione: alcuni team Xbox hanno scoperto la notizia prima dai media che da comunicazioni ufficiali. Addirittura, l’account LinkedIn di Sarah Bond ha pubblicato un post sull’accessibilità di Xbox poche ore prima dell’annuncio del suo addio.

Microsoft ha diffuso quattro memo interni firmati da Spencer, Nadella, Matt Booty (EVP di Microsoft Gaming) e dalla stessa Sharma. In tre di questi non veniva nemmeno citata Bond: solo Spencer l’ha menzionata. Persino il messaggio di commiato di Bond è arrivato ore dopo, fuori dal blog ufficiale Microsoft.

Il ruolo di Sarah Bond e la strategia “Xbox Everywhere”

Promossa a presidente di Xbox nell’ottobre 2023, pochi giorni dopo la chiusura dell’acquisizione di Activision Blizzard, Bond è stata centrale nei rapporti con i regolatori e nel rendere Xbox sempre più visibile mentre Spencer si occupava dell’integrazione della nuova realtà colossale in Microsoft Gaming.

Negli ultimi due anni, però, la sua visione – ribattezzata “Xbox Everywhere” – ha creato forti tensioni interne. L’idea era spingere Xbox oltre l’hardware, portandolo su cloud, TV, smartphone e tablet. Campagne come “This is an Xbox” suggerivano che “non serve più comprare una console per giocare su Xbox”, grazie a Xbox Cloud Gaming.

Il problema? La strategia ha confuso pubblico e dipendenti. Molti all’interno di Microsoft l’hanno vissuta come un tradimento dell’identità Xbox. E i risultati non hanno premiato: le entrate hardware di Xbox sono in calo da tre anni fiscali consecutivi, con prospettive negative anche per il 2026.

Inoltre, il promesso store mobile Xbox annunciato da Bond nel 2024 non è mai arrivato, nonostante fosse un pilastro della sua visione.

Le critiche interne a Bond

Diverse fonti raccontano che Sarah Bond fosse una dirigente difficile da gestire: molto forte sulle partnership con aziende e sviluppatori, ma poco incline al confronto interno. Chi metteva in dubbio la sua strategia veniva spesso messo ai margini. La spinta verso mobile e cloud, a scapito della console, è stata vista come “inseguire i giocatori di domani dimenticando quelli di oggi”.

Asha Sharma: outsider, AI e timori interni

La nomina di Asha Sharma ha generato preoccupazione tra i dipendenti Xbox: viene dal mondo AI, non ha esperienza diretta nell’industria dell’intrattenimento e ha ammesso di non essere una gamer. In molti temono una “forzatura” dell’intelligenza artificiale nei giochi.

Sharma ha però cercato di rassicurare tutti:

“Non riempiremo l’ecosistema Xbox di spazzatura senz’anima generata dall’AI. I giochi sono e resteranno arte, creata da esseri umani con la migliore tecnologia possibile.”

Alcuni temono anche che Sharma sia stata scelta per “smantellare” la console Xbox. Secondo fonti interne, invece, Microsoft vuole davvero tentare un rilancio del brand, preoccupata di perdere una delle sue poche grandi icone consumer.

L’eredità di Phil Spencer

L’uscita di Spencer arriva in un momento delicatissimo: Xbox Series X|S non ha intaccato le vendite PlayStation, l’industria è in crisi tra licenziamenti e chiusure di studi, e l’impatto delle acquisizioni di Microsoft è ancora oggetto di dibattito.

Eppure, Spencer verrà ricordato come l’uomo che ha salvato Xbox dopo il disastro di Xbox One, introducendo politiche pro-consumatore come:

  • il cross-play
  • l’acquisto unico valido su PC e console
  • servizi in abbonamento come Xbox Game Pass, che hanno cambiato il mercato

Il futuro di Xbox: “torniamo ribelli”

Asha Sharma promette un ritorno allo spirito ribelle delle origini:

“Voglio riportare lo spirito che ha costruito Xbox. I prossimi 25 anni appartengono a chi osa creare qualcosa di sorprendente.”

Ora tocca a lei dimostrare se questa promessa si tradurrà in una strategia più chiara e in un vero rilancio del brand. Il prossimo capitolo della storia di Xbox è appena iniziato — e sarà uno dei più delicati di sempre.

fonte: // The_Verge

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