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Speciali 04 GENNAIO 2023 5 MIN LETTURA

Honey, I Joined a Cult: il gestionale dove creare la propria setta

Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // andrew.

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Honey, I Joined a Cult: il gestionale dove creare la propria setta

Salve giococultusti/e, come state?

Quando penso che il mondo indie abbia raggiunto il suo apice di follia con un titolo stravagante (Ravenous Devils è un esempio lampante), arriva un nuovo gioco che mi fa capire che gli sviluppatori hanno ancora molto da offrire in questo senso.

Il gioco di cui voglio parlarvi oggi è un gestionale che affronta un argomento controverso in modo simpatico e originale. Creato dallo studio Sole Survivor Games e pubblicato da Team 17, vi racconterò la mia esperienza con Honey, I Joined a Cult.

Come potete intuire dal titolo del gioco, lo scopo di questo gestionale sarà quello di fondare una nostra setta. Infatti, la prima cosa da fare quando si avvia una partita sarà personalizzare il nostro culto, sia nel nome che nell’aspetto. Potremo scegliere il nome e l’aspetto del nostro capo setta (che sarà il nostro avatar), il tipo di idolo da adorare, il simbolo della setta, il nome dei nostri cultisti, ecc. (tranne un elemento di cui parlerò più avanti). Una volta fatto questo, verremo messi su una mappa dove dovremo costruire la nostra sede centrale da cui far partire la nostra nuova religione per “convincere” il mondo delle nostre “buone intenzioni”. Naturalmente, per far sì che i nostri piani vadano a buon fine, avremo bisogno di adepti. Inizialmente ci verranno dati a disposizione un numero limitato di persone e ci sarà anche un limite al reclutamento, ma man mano che andremo avanti, il numero potrà aumentare. Ma come si ottengono altri seguaci? È molto semplice: nel corso della partita, oltre a loro, ci saranno anche gli adepti, ovvero persone esterne al culto che, dopo essersi convinti, potranno diventare la nostra fonte sia di reclutamento che di denaro. Per ottenere la tanto vitale “carta verde” da parte loro, dovremo creare stanze con varie attività “spirituali alternative”, come la classica sala di meditazione o (giuro che non sto inventando nulla) la sala con il bagno ai vermi energizzante assieme a molte altre cose che andranno sbloccate nel corso del gioco per spillare soldi ai nostri cari ingenui, ma dovete stare attenti a rendere varia l’esperienza perché altrimenti gli adepti, non più convinti dalle nostre promesse, potrebbero abbandonare il culto perdendo fonte monetaria.

Dopo un po’ di tempo, alcuni di questi adepti potranno essere convinti a diventare seguaci del culto a tutti gli effetti. I seguaci, a differenza degli adepti, sono la nostra manodopera e si occuperanno (come detto sopra) di spillare denaro agli adepti e di mantenere in ordine la nostra sede. Inoltre, potranno essere sfruttati per diffondere il nostro verbo oppure “prendere in prestito” degli oggetti che potranno conferirci dei bonus (un po’ come accade anche in Evil Genius o nel suo diretto seguito, Evil Genius 2). Nel corso delle varie attività, i seguaci raccoglieranno punti esperienza che potranno essere spesi per diventare esperti in un determinato campo, utile sia per superare le missioni che per le varie attività che svolgeranno nella base principale. I seguaci, abitando nella base, avranno bisogni che dovremo soddisfare. Dovremo costruire un luogo dove dormire, uno dove mangiare e un altro per lo svago, oltre alla chiesa dove poter pregare. Tutto questo servirà a mantenere alta la loro felicità. Se questa dovesse scendere sotto lo zero, abbandoneranno la setta, mettendoci a rischio di rimanere senza manodopera.

I seguaci ci serviranno anche per raccogliere altre due risorse fondamentali: la fede e l’influenza. La prima servirà a mantenere alto il morale dei cultisti (oltre che per svolgere le missioni), mentre la seconda ci servirà per sbloccare tutte le varie stanze e potenziamenti utili per la nostra causa. Ma soprattutto ci servirà per sbloccare una importante stanza che ci permetterà di decidere quale tipo di strada vogliamo far percorrere al nostro credo: il Sancta Santorum. Ci saranno ben tre strade percorribili: la prima è quella oscura (classica satanista), la seconda è quella futurista (credere in una futura distopia robotica) e la terza è la pacifista (quella dei figli dei fiori). Ogni percorso che sceglieremo ci darà accesso a varie tipi di oggetti, nuove missioni e nuovi adepti speciali (per dirvi, quella oscura sblocca un diavolo). Questa cosa è molto apprezzata perché rende ogni partita diversa dalla precedente. La cosa interessante è che sembra che gli sviluppatori, in futuro, aggiungeranno altre di queste percorsi oltre ai tre citati.

Tirando le somme, personalmente ho trovato questo prodotto molto godibile. Certo, ammetto che giocandoci non riuscivo a scrollarmi dalla testa l’idea di giocare a una sorta di Evil Genius con elementi del indie Prison Architect, ma devo dire che questa cosa del culto dà al gioco una sua precisa identità che rende tutto assai folle e divertente. Devo dire che mi dà la sensazione che questo titolo, con il tempo, crescerà sempre di più e, a farmelo capire, c’è sempre la questione che gli sviluppatori hanno intenzione di aggiungere nuove strade da far percorrere alla propria setta. Perciò, se vi piacciono i gestionali particolari, vi consiglio di dargli un’occhiata.

Il nonno vi saluta e alla prossima.

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