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Recensioni 27 SETTEMBRE 2024 4 MIN LETTURA

Harry Potter: Quidditch Champions – Recensione

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Harry Potter: Quidditch Champions – Recensione

Harry Potter: Quidditch Champions è l’ultimo arrivato nell’universo videoludico dedicato al maghetto più famoso del mondo dopo il successo di // Hogwarts_Legacy. Il titolo è incentrato sullo sport più amato dagli stregoni e realizzato come primo titolo dello studio Unbroken Studios, dopo aver partecipato come team di supporto a // Suicide_Squad:_Kill_the_Justice_League di Rocksteady.

Apriamo una parentesi, non sono un appassionato di giochi competitivi ne del mondo di Harry Potter, ho visto i film e letto i primi due libri e li apprezzo, ma mi ha intrigato fin dall’annuncio del titolo ed iniziamo ad analizzare.

Personalizzazione e lato grafico ed audio

Lo stile grafico del gioco è molto cartoonesco e abbastanza godibile da vedere, nelle mie partite ci sono state rarissime occasione che il gioco avesse rallentamenti, considerando che l’ho giocato su Steam Deck.

Il reparto audio è abbastanza buono e c’è la presenza del doppiaggio italiano che è fatto abbastanza buono.

La personalizzazione dei giocatori è abbastanza buona, puoi creare personaggi di qualsiasi carnagione, etnia ma soprattutto genere sessuale. Ai giocatori viene data la possibilità ai componenti della squadra di utilizzare diversi pronomi, quindi a conti fatti propone una buona inclusione dando a chiunque la possibiltià di sentirsi a proprio agio nel mondo magico.

Il calcio dei maghi

Nonostante il titolo si focalizza sul multiplayer online nel quale è presente il Cross-Play, ha una modalità Singleplayer in cui potrai sfidare le altre squadre della scuola oppure quelle regionali oppure mondiali con l’eventi riconoscibili come la coppa Tre Maghi con difficoltà selezionabili come facile, normale o difficile , con varie coppe per ottenere punti d’esperienza e punti abilità per potenziare i componenti della squadra.

Durante le partite puoi comandare ogni giocatore della squadra prendendo il ruolo che più ti aggrada in tempo reale: il Portiere può colpire i Cacciatori avversari ed ovviamente parare la Pluffa (la palla), può anche indirizzare la sua squadra verso il miglior percorso per giungere nelle porte avversarie; i Cacciatori devono arrivare vicino alle porte per lanciare la Pluffa per segnare il punto oppure rubare dagli avversari la palla; poi ci sono i Battitori, che possono segnare punti centrando gli anelli coi Bolidi (un altro tipo di palla, un po’ più “vivace” rispetto alla Pluffa N.d.R.), inoltre sono gli unici ad avere in dotazione una mazza per poter picchiare gli avversari e far perdere loro il possesso della palla, mentre dalla distanza possono sfruttare gli stessi Bolidi; infine c’è il ruolo del Cercatore, il suo scopo è quello di afferrare l’iconico Boccino d’oro, per questo ruolo è presente una meccanica extra, quella del passare attraverso dei cerchi d’oro per ottenere maggiore la velocità così da afferrare il Boccino.
La partita finisce quando una delle due squadre raggiunge il valore di 100 punti oppure quando finirà il tempo.

I comandi sono abbastanza semplici da imparare e difficili da padroneggiare, ma quando riesci è molto soddisfacente. Il core gameplay è davvero frenetico e dinamico perché le partite di Quidditch sono progettate per essere veloci e piene di azione, con continui cambi di direzione e colpi di scena e ricrea l’atmosfera dei libri o dei film che piace ai fan.

In continua evoluzione senza sborsare

Il team di sviluppo infatti ha piani per espandere i contenuti del gioco gradualmente, la cosa che sorprende è che fin dal lancio non è presente nessuna mossa per far sborsare soldi reali ai giocatori in microtransazioni. Infatti puoi prendere tutti gli oggetti cosmetici con la moneta del gioco ottenuta gradualmente durante le partite.

Concludendo

Ho apprezzato molto il gioco, trovandolo divertente e stimolante, ma bisognerà vedere come verrà aggiornato dal team di sviluppo, è perfettamente giocabile per tutti, fan e non. Soprattutto è giocabile dai possessori di Steam Deck, quindi dagli utenti Linux, ma anche da chi dispone di una configurazione PC un po’ datata.

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