Game Freak non fa solo videogiochi scadenti per Nintendo, al di fuori sono fottutamente Punk
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Game Freak non fa solo videogiochi scadenti per Nintendo, al di fuori sono fottutamente Punk
- // 1._Pulseman_(1994,_Sega_Mega_Drive)
- // 2._Drill_Dozer_(2005,_Game_Boy_Advance)
- // 3._HarmoKnight_(2012,_Nintendo_3DS_e_iOS)
- // 4._Tembo_the_Badass_Elephant_(2015,_PC,_PS4,_Xbox_One)
- // 5._Giga_Wrecker_Alt._(2017,_PC,_PS4,_Xbox_One)
- // 6._Little_Town_Hero_(2019,_Nintendo_Switch,_PC)
- // Conclusione:_Game_Freak,_i_punk_del_gaming
Oggi non parleremo di Pikachu, né di palle rosse e bianche che catturano creature tascabili. Oggi ci tuffiamo nell’universo non-Pokémon di Game Freak, quel team di sviluppatori che, quando non è occupato a farci svenire i mostriciattoli, si diverte a sperimentare con idee che spesso sfidano le convenzioni del gaming. Ecco una carrellata dei loro titoli meno noti, ma che meritano un posto d’onore nella storia del videogioco per coraggio, innovazione e, talvolta, per una manciata di bug che li rendono ancora più punk.
1. Pulseman (1994, Sega Mega Drive)
Innovazione
Se pensate che i platform a scorrimento fossero tutti uguali, Pulseman vi avrebbe sputato in faccia un fulmine di velocità pura. Il protagonista, un robot con il potere di trasformarsi in un’onda elettrica, correva, saltava e si teletrasportava attraverso i livelli con una fluidità che, per l’epoca, era roba da far piangere Sonic. Il gioco mescolava azione frenetica, sezioni a scorrimento automatico e una colonna sonora elettrica (letteralmente) che ti faceva venire voglia di distruggere il gamepad dalla troppa adrenalina.
Il vero genio? Il sistema di movimento basato sull’inerzia: Pulseman non si fermava mai davvero, e dovevi imparare a cavalcare la sua velocità per sopravvivere. Una meccanica che anticipava giochi come Bit.Trip Runner, ma con un’attitudine cyberpunk anni ’90 che solo il Mega Drive poteva reggere.
Carenze
Ahimè, l’ottimizzazione era un optional. Il gioco soffriva di slowdown in alcune sezioni affollate, e la difficoltà era sadica: nemici che spuntavano dal nulla, piattaforme che richiedevano una precisione millimetrica e boss che sembravano progettati per spezzare l’anima dei giocatori. Inoltre, la trama era inesistente (un classico dei giochi arcade dell’epoca), e la mancanza di una modalità facile o di un sistema di checkpoint rendeva l’esperienza accessibile solo ai masochisti più incalliti.
E poi, ovviamente, nessuno lo ha mai comprato. Pulseman è stato un flop commerciale, condannato a diventare un oggetto di culto per i pochi che lo hanno scoperto. Un destino amaro per un gioco che, con un po’ più di pulizia e una difficoltà meno punitiva, avrebbe potuto essere la nuova mascotte alla SEGA.

2. Drill Dozer (2005, Game Boy Advance)
Innovazione
Un platform basato sulla fisica e su un trapano gigante. Jill, la protagonista, usa il suo drill per scavare, saltare e distruggere tutto. Il gioco sfruttava il GBA Rotating Screen, un accessorio che permetteva di ruotare lo schermo per cambiare prospettiva. Un mix di azione e puzzle che, per l’epoca, era freschissimo.
Carenze
Il gioco era troppo corto e la difficoltà poco bilanciata. Alcuni livelli erano frustanti per colpa di una fisica a volte imprevedibile. Inoltre, il rotating screen era un accessorio raro, limitando l’accessibilità.


3. HarmoKnight (2012, Nintendo 3DS e iOS)
Innovazione
Un rhythm game musicale e narrativo, dove ogni livello era una canzone e la storia si sviluppava attraverso i ritmi. La meccanica di gioco era semplice ma estremamente soddisfacente, con un sistema di combo che premiava la precisione. La colonna sonora, composta da Gooichi Suda (Suda51), era un capolavoro di stile e varietà.
Carenze
Il gioco era troppo facile per i veterani del genere e la mancanza di una modalità multiplayer limitava la rigiocabilità. Inoltre, la versione iOS soffriva di lag su dispositivi meno potenti.


4. Tembo the Badass Elephant (2015, PC, PS4, Xbox One)
Innovazione
Un platform distruttivo e caotico, dove interpretavi un elefante da guerra che schiacciava tutto sul suo cammino. Il gioco mescolava azione, platform e fisica esagerata, con un umorismo demenziale e uno stile artistico che ricordava i cartoni animati degli anni ’90.
Carenze
La telecamera era disastrosa, con inquadrature che non seguivano bene l’azione. Alcuni livelli erano troppo lunghi e ripetitivi, e il gioco soffriva di bug grafici su alcune piattaforme.

5. Giga Wrecker Alt. (2017, PC, PS4, Xbox One)
Innovazione
Un Metroidvania con costruzione di armi. La protagonista, Reika, assorbe i detriti dell’ambiente per creare armi e attrezzature in tempo reale. Il sistema di crafting era profondo e creativo, e il design dei livelli incoraggiava l’esplorazione.
Carenze
Il gioco era pieno di bug, soprattutto nella versione PC, con crash frequenti e problemi di ottimizzazione. La storia era confusa e il sistema di controllo a volte poco responsivo.

6. Little Town Hero (2019, Nintendo Switch, PC)
Innovazione
Un RPG senza combattimenti tradizionali. Il protagonista, Axe, risolve i problemi attraverso un sistema di duelli a ritmo, dove dovevi indovinare le mosse dell’avversario. Un mix di narrativa, puzzle e ritmo che lo rendeva unico nel suo genere, per certi versi anticipava ciò che abbiamo visto in Clair Obscur: Expedition 33.
Carenze
Il gioco era lento e la struttura ripetitiva. Alcuni puzzle erano troppo semplici, e la mancanza di un vero sistema di progressione del personaggio deludeva chi cercava un RPG classico.

Conclusione: Game Freak, i punk del gaming
Game Freak possiede una capacità rara di concepire meccaniche ludiche che sfidano categorie. Pocket Card Jockey rimane inimitato; HarmoKnight ha influenzato il genere rhythm-platformer; Drill Dozer è considerato un capolavoro GBA; Little Town Hero osa fare ciò che altre case evitano, che abbiamo rivisto in parte in Clair Obscur: Expedition 33. Eppure, sistematicamente, le ambizioni creative eccedono l’esecuzione tecnica. Tembo soffriva di problemi al lancio; Giga Wrecker è paralizzato da scelte di design discutibili; Little Town Hero è affascinante ma tecnicamente inconsistente.
Pulseman è il capolavoro sfortunato dell’azienda, che ha dimostrato che non è da meno nella creazione di platformer 2D rispetto a Nintendo, ma anche SEGA con il suo Sonic (Pulseman lo reputo superiore a Sonic, se non fosse impossibile nelle fasi avanzate – ndr). Similmente Tembo che, giocato oggi dopo con una ottimizzazione migliore rispetto al lancio, è un platformer tanto divertente quanto innovativo.
Questa non vuole essere critica o un’accusa di incompetenza. Piuttosto, è un riconoscimento del fatto che Game Freak opera sotto costrizioni che altri studi non affrontano: il franchise Pokémon consuma la quasi totalità delle risorse umane e finanziarie. I progetti non-Pokémon emergono da creatività manovrata con risorse limitate, spesso in periodi di transizione hardware.
Sotto tali vincoli, la tenacia creativa di questo studio rimane straordinaria. I giochi discussi sopra non saranno mai blockbuster (il mercato non perdona la sperimentazione quando le alternative sono consolidate), ma rappresentano lo spirito che rende Game Freak più che una fabbrica di Pokemon.
Lo studio dimostra di possedere il talento per eccellenza tecnica (Drill Dozer e HarmoKnight, titoli solidi perché condividevano la piattaforma dove stavano sviluppando i videogiochi Pokémon) e ambizione concettuale inarrivabile. Se Game Freak potesse unire queste forze con il supporto produttivo concesso a Pokémon, il risultato sarebbe probabilmente rivoluzionario.
Fino ad allora, i progetti non-Pokémon rimangono testimonianze di ciò che avrebbe potuto essere: promesse affascinanti, parzialmente realizzate, sempre interessanti.
Ora è il turno di // Beast_of_Reincarnation. Quindi, visto che a questo giro Game Freak avrà il supporto di Fictions (publisher costituito da ex-dipendenti Private Division e Annapurna Interactive), sarà la prova del 9.
