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Recensioni 19 OTTOBRE 2022 5 MIN LETTURA

E bravi organizzatori del Como Fun – Aggiornato

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E bravi organizzatori del Como Fun – Aggiornato

Salve ragazzuoli e ragazzuole, finalmente anche Como ha la sua prima fiera, dopo un “timido” Cip Comics nel 2015/16 a Como, nei giorni 15 e 16 di Ottobre è nata la prima edizione della // Como_Fun, situata a Lariofiere di Erba (Co) e può vantarsi di essere una delle migliori fiere lombarde, ma andiamo con calma.

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Come accennato prima, la location è situata a Lariofiere di Erba (Co) che dispone di 3 padiglioni, più un bar al piano superiore (il tutto al chiuso) e un area palco sul retro all’aperto. Il padiglione A, era pieno di stand fumettistici e videoludici, che si ritrovano facilmente nelle fiere lombarde e per chi come il sottoscritto le bazzica molto spesso, credo sia impossibile non conoscerle, ma quella che mi ha sorpreso di più è la Artist Alley, dove ho ritrovato illustratori davvero capaci, tra cui anche la mia amica e illustratrice Moon Child’s Illustrations.

Il padiglione B dava la possibilità di arrivare al palco sul retro all’aperto, ma al suo interno si ritrovava invece un’area gaming, dove c’erano a disposizione vecchie console e pc per giocare titoli come Fortnite, Genshin Impact, Overwatch 2 e altro. Oltre ad esso c’erano due palchi, uno più piccolo dedicato al K-pop e uno più grande alla gara cosplay.
Infine arriviamo al padiglione C, dove c’erano stand dedicati ai più famosi mattoncini da costruzione, come i Lego, un’area dedicata ai cabinati, gestita dai nostri amici di // Arcade_Story, dove si potevano trovare perle come Alteread Beast e Taiko No Tatsujin, giochi da tavolo da provare e acquistare, l’area Gunpla, Il Wrestlinge e altro.

Il prezzo vale la candela

L’evento era pieno di ospiti. Il sabato erano presenti Cristina D’avena, Chef Hiro, Barbascura X, Danilo Bertazzi, Debora Magnaghi, Renato Novara; la domenica erano presenti Giorgio Vanni, Sabaku No Maiku, Giovanni Muciaccia, Emanuela Pacotto e Gianluca Iacono.
Non vi nascondo che ho “rosicato” molto nel non poter incontrare alcuni di loro, non avendo potuto andare entrambi i giorni, ma soprattutto per la fila chilometrica che già prevedevo dietro ogni ospite.

Non è colpa tua, ma sei stata brava

Partiamo con le note dolenti, perché nonostante sia stata gestita più che bene, ho notato piccole cose che mi hanno fatto storcere il naso, di cui alcune non è colpa dell’organizzazione.

Raggiungere Lariofiere, per chi come il sottoscritto non ha un mezzo proprio, purtroppo non è facilissimo. Non posso dar nessuna colpa agli organizzatori, qui entra in ballo Asf, società che si occupa dei mezzi pubblici a Como, disorganizzata come sempre perché non copre bene Erba: ad esempio coi bus impiego circa 1 ora circa da dove abito, mentre la domenica anche 2 ore, quando sono circa 20/30 minuti di macchina, certamente una navetta gratuita esiste, ma ora ci arriviamo.

Diciamo che il parcheggio era gestito bene, visto che la suddetta area, se ho capito bene, era dedicata agli standisti (cosa più che giusta, visto che non erano pochi), ma noi poveri mortali come avremmo dovuto fare? Grazie a Dio, Como Fun ci è venuta in contro in qualche modo (anche se credo non si aspettasse tutta questa mole di persone), mettendo a disposizione una navetta completamente gratuita che partiva, appunto, da questo parcheggio esterno non troppo distante.

Durante l’evento Lariofiere diventa invivibile, soprattutto con eventi del genere ed in periodo di Covid, essendo un posto al chiuso e non al sole l’aria diventa quasi irrespirabile e “viziata”, rendendo il tutto meno godibile e fastidioso anche per la nostra salute, non vi nascondo che sono dovuto uscire più volte perché mi stavo sentendo male, cosa mai capitata in tanti anni fiere (notizie che mi sono arrivate, la domenica è stata ancora più catastrofica, con gente che si sentiva male e non mi sorprenderebbe un nuovo boom di casi covid a Como).

Infine. ultima lamentela che rivolgo questa volta agli organizzatori di Como Fun, è quella tristissima e spero non ricapiti più, area “autoproduzione”, da sola nel corridoio, quando in realtà c’era tranquillamente posto (ora non ricordo se fosse il secondo o il terzo padiglione ad avere lo spazio necessario), se fossi stato lo standista, mi sarei lamentato non poco: è come se li avessero lasciato lì in disparte, a dire “sìsì, mettiti là, solo soletto con altri due stand”, un peccato che mi ha fatto storcere non poco il naso.

Parere finale

Cosa dire di questo Como fun? Di certo è stato un ottimo punto di partenza per la nuova fiera di Como, di cui se ne sentiva il bisogno, dopo un addio alla famosa “città dei balocchi” nel periodo natalizio. Credo che Como avesse bisogno di un evento del genere, soprattutto per i giovani (poi eravamo ormai l’unica città della Lombardia senza un evento fumettistico fatto bene), quindi ben venga una seconda edizione e si spera in miglioramenti da parte dell’organizzazione, con questo vi saluto e vi consiglio sicuramente Como Fun.

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