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Recensioni 25 SETTEMBRE 2023 9 MIN LETTURA

Daymare 1994 – Il secondo capitolo è sempre il più difficile

Trama di Daymare 1994 Sandcastle

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Daymare 1994 – Il secondo capitolo è sempre il più difficile

Daymare: 1994 Sandcastle è il secondo capitolo della serie e funge da prequel a Daymare: 1998 pubblicato nel 2020. Se questo nome non vi dice nulla, era il gioco che ha iniziato la sua vita come famoso fan remake di Resident Evil 2 prima che Capcom decidesse di fare il proprio remake e chiudesse il progetto.

Trama di Daymare 1994 Sandcastle

Ancora una volta giochiamo nei panni di un soldato H.A.D.E.S. (Hexacore Advanced Division for Extraction and Search), con il nome di Agente Delila Reyes. L’agente e il suo team si trovano in Nevada per indagare su una struttura vicino alla famigerata Area 51, dopo aver ricevuto una richiesta di soccorso. La loro missione è il recupero di una valigetta contenente informazioni di ricerca importanti e confidenziali su un progetto top secret.

Non aspettatevi molto dalla trama, che con una scrittura e una recitazione veramente terribili, rendono impossibile prendere sul serio ciò che accade. Infatti, come da cliché (trentennale), sebbene l’obiettivo possa sembrare semplice, completarlo sarà tutt’altro, poiché un esperimento fallito (classico) ha creato mostri simili a zombi che indisturbati seminano caos e morte all’interno della struttura. Tra l’altro sembrerebbe che gli scienziati abbiano giocato con campi elettromagnetici e abbiano in qualche modo conferito a queste creature il potere dell’elettricità e di conseguenza, la capacità di riportare in vita i morti come rinforzi.

Insomma, la storia è di una banalità assurda.

Daymare1994_2

Gameplay

Daymare 1994 segue il modello di gioco utilizzato nei remake di Resident Evil, con una visuale da circa metà del busto che ti tiene molto vicino all’azione.

Reyes ha a disposizione un SMG, un fucile a pompa e anche uno strumento chiamato Frost Grip, che le permette di rallentare e congelare i nemici con un flusso gelido e di distruggerli con schegge di ghiaccio. Il Frost Grip ha un serbatoio ricaricabile che si riempie lentamente nel tempo, o se sei disperato puoi usare una cartuccia di ricarica (che a volte ti servirà). L’arma in questione si può potenziare per aumentare le dimensioni del serbatoio, renderlo più veloce nella ricarica e dargli la capacità di sparare proiettili di ghiaccio che rallentano tutto nell’area interessata. Ma sfortunatamente il combattimento manca del feedback e della potenza trasmessi ad ogni colpo presenti in giochi simili, rendendo il tutto goffo e poco entusiasmante.

I nemici non solo ti attaccano con velocità di gran lunga superiore a quella della protagonista, ma anche in gruppo, rendendo molto facile sentirsi sopraffatti, specialmente quando ti trovi a combattere contro vari tipi di zombi e cercare di impedire ai cadaveri di tornare in vita. Ciò fa sembrare gli attacchi subiti ingiusti, considerando che le meccaniche limitano la tua capacità di uscire da situazioni difficili.
Oltretutto, cosa fai se non hai i proiettili? Nulla, semplicemente devi morire visto che non hai ne un coltello ne puoi usare l’arma come corpo contundente, come avveniva nel capitolo precedente.

Il passaggio tra le armi è scomodo, il ricaricare è lento, il Frost Grip impiega troppo tempo per essere efficace sui nemici in avvicinamento, e Reyes quando corre è come se non corresse. Spesso, quando stai scappando dai nemici, non ci sarà abbastanza distanza tra lei e loro, rendendo praticamente inevitabile subire danni quando ti girerai per affrontare i tuoi inseguitori. Inoltre, sarà stata colpa mia, ma non ho trovato il comando di schivata, presente in molti titoli del genere. Per assurdo, essendo abituato a schivare con il tasto B per memoria muscolare, mi sono trovato spesso a curarmi sprecando medikit, una scelta a mio avviso scellerata, avrei preferito il classico uso dei tasti direzionali, visto che sui dorsali sono mappate tutte le armi del titolo.

Non potendo schivare ed essendo il personaggio molto lento nella fuga, quando ti colpiscono finirai sempre per essere catturato, quasi matematicamente. Se hai contro almeno più di 2 nemici, i quali ti toglieranno una buona parte della salute mentre premi freneticamente il pulsante per liberarti.

Mi sono bloccato in un punto per molto più tempo di quanto vorrei ammettere, dove qualsiasi attacco da parte di un nemico mi avrebbe ucciso, e dovevo in qualche modo superare tre nemici standard e un teletrasportatore. Il problema era che ogni volta che attivavo la sequenza, i tre nemici standard mi attaccavano frontalmente e il teletrasportatore finiva dietro di me e mi uccideva. Sono riuscito a superare questa sequenza inizialmente, ma solo per trovarmi di fronte a un corridoio di cadaveri e un pugno di nemici pronti a spawnare, non sono durato a lungo.
Io amo il trial and error, ma qui non c’è niente del genere. Qui c’è solo una mal gestione del level design e meccaniche di gioco.

Il titolo è così confusionario che non hai nemmeno gli strumenti per comprendere quali siano le sezioni in cui scappare e in cui ti conviene ripulire l’area, alcuni salvataggi automatici sono troppo distanti tra una sezione e l’altra, mentre in alcune situazioni le valigette di salvataggio non sono in punti facilmente accessibili, creando frustrazione nel giocatore.

Mi pento di quello che ho fatto, ma ho dovuto giocare il titolo a facile cosa che odio, perché a me la difficoltà non fa paura, ma probabilmente avrei abbandonato il gioco per la frustrazione se non lo avessi fatto. Ne risulta un’esperienza che sembra difficile a causa di un cattivo design, ostacolando il divertimento e l’immersione, perché come nel primo ci sono molte meccaniche davvero innovative che renderebbero unico il videogioco rispetto al paragone con Resident Evil Remake, ma tecnicamente non ci siamo, il lato tecnico del videogioco impedisce il divertimento.

Due parole sui nemici

Pochi, fatti male, generici e poco ispirati.
Qui ne avrò contati solo 4 di modelli con variante di colori, una cosa quasi al livello di chi acquista gli assets dai siti che ne vendono e li modifica giusto un po’ per farli sembrare diversi dall’acquisto, ma non ricordo una grande varietà di nemici, non ho capito se alcuni dei nemici più forti fossero per giunta delle boss fight o no.

Lato Tecnico

A livello grafico su Xbox Series X il gioco presenta tanti glitch grafici, soprattutto se giocato in modalità Qualità, che suppongo abiliti il Ray Tracing, oltre a cali di frame sporadici su console nelle sezioni più concitate. Quindi il mio consiglio è di giocarlo in modalità performance, anche perché il colpo d’occhio rimane Old Gen, sia con gli orpelli tecnici della modalità qualità che in modalità performance, quindi vi consiglio quest’ultima per evitare problemi di stomaco.

Una cosa fastidiosa è che visivamente è troppo scuro e la torcia illumina a malapena l’ambiente. Personalmente ci sono stati diversi casi in cui non riuscivo a vedere nulla nonostante avessi alzato al massimo la luminosità, quando intendo al massimo intendo al massimo davvero, tutto a destra.

Enigmi

Qui esprimo un totale gusto personale. Gli enigmi rispetto al primo capitolo, sono diventati più semplici ed ho visto alcuni ricicli del predecessore, ma in versione semplificata.
Gli enigmi del primo capitolo hanno scoraggiato molti videogiocatori per la loro difficoltà, quindi hanno ripreso alcuni di queli, ma ne hanno abbassato la difficoltà. Quindi lo posso considerare un punto a favore per tutti quei giocatori che vogliono fare enigmi al giorno d’oggi, ma non vogliono impazzire come impazzivamo noi su Return of Monkey Island o Broken Sword 2, anche perché in Daymare 1998 erano più ostici dei Resident Evil di Capcom.

I lati positivi… il sonoro

Nonostante tutto questo, Invader Studios deve essere elogiata per l’atmosfera coinvolgente di Daymare 1994, che è valorizzata grazie a un suono inquietante, veramente così ben fatto che stona con quello che vediamo a video. Il sonoro sembra di un titolo di alto livello e veramente di una qualità unica.
Sembra come se il comparto sonoro di un Resident evil di Capcom sia stato appiccicato a questo prodotto dal livello tecnico scadente.

Pensieri finali su Daymare 1994

Se sei una persona che ama i titoli d’azione Survival Horror in terza persona come Resident Evil e stai cercando qualcosa da giocare durante il weekend, allora la campagna di 10 ore circa di Daymare: 1994 Sandcastle può fare al caso tuo. Ci sono alcune buone idee in questo capitolo, come il Frost Grip per fare un esempio, ma la mancanza di una esecuzione pulita a livello ludico mostra parecchio il fianco. Purtroppo il gioco non merita di essere acquistato a prezzo pieno quindi ve lo consiglio quando in sconto o magari di farvelo regalare.

Il vero dispiacere è che questo team di sviluppo, con il primo capitolo, aveva dimostrato di avere del talento, ovviamente non era tecnicamente eccelso, ma si lasciava giocare e i cui aggiornamenti avevano sistemato qualche problema tecnico. Di questo capitolo, invece, fatico a comprenderne quasi il senso, non ha migliorato ciò che era barcollante nel titolo precedente, anzi, sembra quasi peggiorato.

Se avete amato il primo ed in futuro vorrete dare una chance a quel terzo capitolo che uscirà acquistatelo pure; altrimenti, se già il primo non vi sembrava un granché, questo evitatelo come la peste, anche perché il primo capitolo è nettamente superiore e se proprio volete avere un esperienza ottimale con la saga vi consiglio di seguire i giochi in modo cronologico, non per una coerenza di trama (tanto non sono collegati direttamente), ma un implementazione qualitativa quando passerete dal 1994 al 1998.

Tutto ciò mi ricorda il brano di Caparezza “Il Secondo Secondo me” che parafrasando diventa: il secondo Capitolo è sempre il più difficile, nella carriera di una Software House videoludica.

// Bocciato

Sintesi Recensione

  • Comparto sonoro di prim’ordine, da Tripla A di alto livello
  • Atmosfera interessante e meccaniche innovative che conferiscono un identità propria al progetto
  • Enigmi divertenti e appaganti e mai frustranti
  • Tecnicamente terribile
  • Gameplay approssimativo unito a… telecamere e luminosità degli ambienti che saranno un ostacolo alla fruizione
  • Trama telefonata e alquanto ridicola
  • Grandi passi indietro rispetto a Daymare 1998, il capitolo precedente
  • Se proprio volete giocare il videogioco fatelo a vostro rischio e pericolo. Consiglio di giocare prima Daymare 1994 dopo il 1998, così da avere una percezione positiva di Invader Studio, ma soprattutto il 1994 non compratelo a prezzo pieno, piuttosto l’acquisto a prezzo pieno fatelo con Daymare 1998

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