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Recensioni 17 GIUGNO 2026 4 MIN LETTURA

CurseMark è il Diablo che finisce in UNA sola run (se sei abbastanza bravo da sopravvivere) – Recensione Early Access

Che cos’è Cursemark

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Cursemark
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Cursemark

// PIATTAFORME PC (Microsoft Windows)
// USCITA 08/06/2026

Cursemark è il “what if” definitivo: e se Diablo fosse un roguelike più cattivo, più profondo, e tecnicamente “finibile” in una singola run perfetta? Un action‑roguelite dark fantasy dove ogni nodo che completi ti avvicina alla vittoria… e a una morte inevitabile.

Che cos’è Cursemark

Cursemark è un action‑exploration roguelite dark fantasy in cui interpreti un mage‑knight maledetto che si fa strada nelle Unknown Lands, un enorme mondo artigianale pieno di segreti, scorciatoie e stanze maledette.
A differenza dei soliti roguelike generici, qui la mappa è persistente: impari davvero il territorio, scopri passaggi nascosti e “rompi” il level design come in un vecchio Zelda, con un’estetica che guarda dritta ai primi Diablo.

Il “Diablo che finisce in una run”

L’idea geniale di Cursemark è che non è pensato per farti grattare un endgame infinito, ma per concentrare tutto il piacere del power creep in una singola run sempre più tesa.
Ogni nodo che completi sulla mappa rende il mondo un po’ più difficile, quindi non puoi andare avanti all’infinito: devi fissarti un obiettivo, pianificare il percorso e accettare che prima o poi morirai, idealmente dopo quella run perfetta in cui tutto ha funzionato come volevi.

Build da dio in 15 minuti

Il cuore del gioco è un sistema di incantesimi, rune e talismani che sembra pensato apposta per chi ama fare theorycrafting tra una pausa pranzo e l’altra.
Parti da poche spell base, ma nel giro di un quarto d’ora puoi trasformare una semplice fireball in un mostro d’arsenale: triple shot, DoT, fulmini a catena, status multipli e hitbox enormi che riempiono lo schermo di effetti e cancellano intere stanze in pochi secondi.

È il motivo per cui noi over 30 preferiamo i roguelike, questo titolo lo sa e ci coccola alla grande, settando il gameloop, per sessioni breve appaganti, ma intense, una progressione matematica così pulita già in early access l’ho vista raramente.

Rune, talismani e meta‑progression

Durante la run trovi centinaia di rune e talismani da incastonare nelle tue abilità, ognuna in grado di stravolgere il funzionamento di incantesimi, armi e ultimate.
Le rune sono effimere e le perdi alla morte, mentre benedizioni e meta‑upgrade restano e aprono pian piano il gioco, rendendo sempre più fattibili le zone esterne della mappa e i boss che all’inizio ti one‑shottano senza pietà.

Un mondo oscuro, segreto e leggibile

L’ambientazione è un dark fantasy sporco e gotico, che richiama tanto i primi Diablo quanto quella vena sanguigna alla Blood Omen, con dungeon che sembrano davvero luoghi vissuti e non solo corridoi pieni di mob.
Il mondo è disseminato di segreti, indizi ambientali e talismani enigmatici che ti spingono a tornare in aree già viste per sperimentare nuove build e strade alternative, premiandoti spesso con scorciatoie permanenti o nuove opzioni per le run successive.

Early Access ma già “giocabile sul serio”

L’accesso anticipato parte con due macro‑aree complete, ognuna con livelli e boss dedicati, una dozzina di incantesimi e quasi cento rune e talismani, numeri più che solidi per un roguelite in EA.
Il prezzo di lancio è contenuto e accompagnato da uno sconto iniziale, con una roadmap che punta a espandere aree, scuole di magia e opzioni di build nei prossimi mesi, senza stravolgere la struttura ma raffinando difficoltà e leggibilità a schermo.

Cosa funziona (già) e cosa va limato

Quando una build “si accende”, Cursemark diventa puro god mode: pulizia schermi continui, DoT che esplodono in catena, ultimate che trasformano l’arena in un inferno di particelloni, con quella sensazione da “maxed‑out Diablo character” ma ottenuta in una singola, sudata run, non all’inizio del gioco come avviene nei Diablo Moderni se non gicohi a Tormento 12.
Dall’altra parte, la mole di effetti sullo schermo e la durezza dei picchi di difficoltà nelle zone avanzate tradiscono ancora lo stato di Early Access, con momenti in cui leggere i colpi dei nemici nel caos visivo non è sempre immediato.

Per chi è Cursemark

Se ti esalta l’idea di un Diablo‑like più concentrato, dove la partita ideale è una corsa mortale verso la run perfetta e non un log‑in quotidiano per fare incetta di loot, Cursemark è probabilmente già uno dei migliori indie da tenere d’occhio.
Serve pazienza, tolleranza alla morte e voglia di sperimentare sinergie anche assurde, ma in cambio ti dà una cosa che molti ARPG hanno dimenticato: la sensazione che ogni singola run possa davvero essere “quella buona” in cui vinci tutto in una volta sola.

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