Cosa giocare prima di Alan Wake 2?
Alan Wake
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Cosa giocare prima di Alan Wake 2?
Il Remedy Connected Universe è letteralmente esploso con Alan Wake II, stringendo legami indissolubili con Control, pubblicato nel 2019, ma leggendo in rete si direbbe che ci sia parecchia confusione su cosa giocare prima di approcciarsi alla nuova fatica firmata da Sam Lake e Rermedy, a causa della presenza di alcuni elementi in comune tra Alan Wake, Quantum Break e Control.
Alan Wake
Il primo videogioco da giocare è certamente quel Alan Wake del 2010, il quale ha ricevuto anche una remastered disponibile su Xbox, PlayStation e PC.
Si tratta di un thriller psicologico dalle tendenze horror, che vede protagonista lo scrittore Alan Wake nel pieno del suo blocco dello scrittore. Così, come il classico Misery non deve morire di Stephen King, si dirige in una piccola cittadina per ritrovare la tranquillità persa in quella caotica e turbolenta New York. Tutto precipita quando, assieme alla moglie Alice, raggiunge la baita. Lì il videogioco entra nel vivo, trascinando il giocatore in un vortice di pura oscurità, tra citazioni riguardanti cinema, serie e romanzi, assumendo le sembianze di una vera e propria lettera d’amore verso Twin Peaks e lo stesso Stephen King.
Il tutto è condito da un gameplay semplice, forse un po’ troppo ripetitivo, nel quale bisogna guidare Alan Wake nel folto bosco che circonda la cittadina di Bright Falls, squarciando l’oscurità armato di torcia e revolver. Gli indizi, sottoforma di pagine del manoscritto, fungono come espediente per prepararsi a ciò che si annida tra le ombre, un modo simpatico per dire che Sam Lake spoilera al giocatore eventi non ancora verificatesi di lì a poco.
Alan Wake ha anche ricevuto uno spin-off, American Nightmare, nel quale si abbandona il mood da thriller psicologico per abbracciare uno stile più frenetico, dinamico, ma approcciando anche la storia in maniera estremamente meno intricata. Seppur siano presenti elementi centrali: l’oscurità che assume la forma di… Graffio. Non è fondamentale, ma è comunque consigliato di giocarlo.
Control
Se con Alan Wake il focus era la storia e la sua narrazione, con Control tutto cambia. Ma proprio tutto.
Control è stato un videogioco estremamente importante sotto più aspetti: è stato il primo videogioco lanciato da una Remedy indipendente, dopo che si è staccata da Microsoft; ha posto le base per il nuovo universo narrativo dello studio; è il ritorno ad una Remedy che si concentra maggiormente sull’esperienza data dal gameplay piuttosto che dalla narrazione, come accaduto con Alan Wake e Quantum Break.
Control è un TPS estremamente dinamico, difatti non esiste il concetto di coperture alla Quantum Break o Gears of War. Sta al giocatore sfruttare tutte le abilità della protagonista Jesse Faden per riuscire a fronteggiare la minaccia dellla Hiss, ma non è tutto.
La storia è ambientata completamente all’interno della base del Federal Bureau of Control, una divisione federale che si occupa di eventi… strani. La Holdest House, questo il nome della base, è incredibilmente intricata e orientarsi non è cosa semplice, sia nel atto pratico che nella narrazione di gioco, qui in fatti prende piede la formula metroidvania.
Lo stile narrativo di Control è completamente differente rispetto alle produzioni precedenti di Remedy. Via la cinematografia, tavolozze che ricordano i comic americani o segmenti che ricordano serie televisive. Control attinge per lo più a una narrazione scritta infarcita di documenti da trovare nelle sezioni della Holdest House, ispirandosi ai documenti federali che molto spesso si vedono censurati – è difatti cosa comune associare la documentazione di Control alla SCP Foundation -, lasciando spazio a sequenze video che si limitano a dei primi piani sui personaggi che ne compongono il cast.
Piccola nota: proprio tra i documenti che possono essere trovati nella Holdest House, è possibile trovarne alcuni dedicati ad Alan Wake. Difatti Control pone un elegante retcon all’avventura dello scrittore.
Non sono mancati due DLC atti a espanderne i contenuti: The Foundation, nel quale si entra nelle profondità del FBC e della Holdest House per affrontare una pericolosa minaccia; AWE, strettamente collegato agli eventi che riguardano il primo Alan Wake e non solo.
Difatti, prima di approcciarsi ad Alan Wake 2 è estremamente consigliato giocare Control assieme al suo DLC dedicato ad Alan Wake.
Max Payne e Quantum Break?
Mentre con Max Payne ci siano ben pochi dubbi sui suoi non collegamenti col Remedy Connected Universe, non si può dire lo stesso per Quantum Break che presenta numerosi riferimenti ad Alan Wake e Control.
A discapito della credenza (quasi) popolare, Quantum Break non fa parte del Remedy Connected Universe. La presenza degli attori Shawn Ashmore (Jack Joyce in Quantum Break, Tim Breaker in Alan Wake II) e Courtney Hope (Cassie Sinclair in Quantumb Break, Jesse Faden in Control) non ha alcun legame “narrativo”; la presenza dei molteplici riferimenti ad Alan Wake, coi cartonati e non solo, e dei graffiti AWE sono da considerare dei semplici easter egg fini a se stessi, proprio come le famose pistole di Max Payne nella stanza di Alan Wake. Così è come da ritenere un easter egg il nome del personaggio Tim Breaker, che ricorda l’assonanza time breaker.
In fine, come se ciò non fosse sufficiente, riporto la dichiarazione di Sam Lake pubblicata su Xbox Wire:
Quantum Break non fa formalmente parte del Connected Universe di Remedy, ma la sua apparizione [Tim Breaker] è un’altra strizzata d’occhio al passato dello studio.
Sam Lake da Xbox Wire