Cambiamenti ai vertici Blizzard, dall’abbandono di Brack fino al caso delle Risorse Umane

Activision Blizzard

Ci dovremmo preparare ad un'ondata di cambiamenti?

A cura di Luca Maiolini

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Mentre ci sorprendiamo del comportamento di Frances Townsend, arrivata a bloccare svariati dipendenti su Twitter a causa delle sue dichiarazioni, J. Allen Brack ha lasciato la sua carica di presidente in Blizzard dopo ben 15 anni per “seguire nuove opportunità”. A sostituirlo, Jen Oneal e Mike Ybarra ora co-leader.

Cambiamenti anche all’interno del dipartimento Risorse Umane, dove il Vicedirettore delle Risorse Umane Jesse Meschuk, ha abbandonato la propria carica dopo 12 anni. Un abbandono seguito da non poche polemiche.

I nuovi leader di Blizzard

Jen Oneal praticamente lavora per Activision dal lontano 2003, quando fu assunto come Senior Producer, prima di passare in Vicarious Visions nel ruolo di Sr. Executive Producer dal 2008 fino al 2016 per poi essere promosso a Studio Head fino al 2021, anno nel quale è passato alla dirigenza di Blizzard come EVP (Vicepresidente Esecutivo) of Development.

La carriera di Mike Ybarra è “lievemente” differente da quella del suo collega. Ybarra infatti ha passato 19 anni e 6 mesi all’interno di Microsoft, partendo da System Engineer arrivando fino ad esser promosso Corporate Vice President, dove si occupava di curare alcuni aspetti della sezione Gaming di Microsoft (dal Xbox Live fino alla nascita del Xbox Game Pass).
Dal 2019 è stato assunto in Blizzard come EVP e GM, nella divisione Platform and Technology.

Le risorse non proprio umane

Dopo l’abbandono di Jesse Meschuk, è seguito un report pubblicato da Axios dove sono stati intervistati quattro attuali dipendenti Activision Blizzard — in realtà all’interno dell’articolo c’è molto altro, ma in questo caso, a noi interessa questo particolare paragrafo —, le Risorse Umane vengono dipinte come nulla facenti ed intente a proteggere i molestatori.
All’interno del report sopracitato, si possono leggere diverse dichiarazioni, contro una divisione che dovrebbe proteggere i dipendenti, invece di sottometterli e farli sentire deboli.

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In seguito ad un’aggressione fisica di un dipendente, le risorse umane hanno accolto il rapporto con un certo scetticismo:

Una delle cose che [la rappresentante delle risorse umane] ha commentato, che lei fosse sorpresa del fatto che non stessi piangendo o che non fossi più isterica

In ogni caso, vi consiglio di dare un’occhiata all’articolo.


La perplessità dilaga, man mano che saltan fuori dichiarazioni su dichiarazioni.

L’azienda californiana è — giustamente — al centro di un caso mediatico destinato a cambiare il mondo del lavoro dietro ai videogiochi statunitensi, sperando in un certo senso, che da ciò ne scaturisca realmente qualcosa e che il tutto non si risolva in un nulla di fatto.


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Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.