ARC Raiders: Un Extraction Shooter che Convince e Intriga – Recensione
Il contesto di gioco: ARC Raiders ha una propria storia
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
ARC Raiders: Un Extraction Shooter che Convince e Intriga – Recensione
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- // Cooperazione_oppure…_egoismo_puro
- // Fiducia_=_Cooperazione
- // Il_player_killer_in_ARC_Raiders
- // Una_piccola_considerazione_personale
- // Embark_Studios_è_una_di_quelle_poche_realtà_che_sanno_utilizzare_Unreal_Engine_5
- // In_ARC_Raiders_c’è_molto_altro_da_scoprire
Metto subito le mani avanti, non sono un esperto di Extraction Shooter. È un genere che mi ha sempre affascinato, ma di videogiochi che mi incuriosiscono ce ne sono veramente pochi, all’effettivo direi tre: Escape from Tarkov, per il suo approccio estremamente realistico; Gray Zone Warfare, per quella vena bellica; ultimo ma non certo per importanza, ARC Raiders, principalmente per il suo stile. Sfortuna vuole che prima di ARC Raiders, il mio unico e solo approccio con la dinamica da estrazione, deriva dal primo The Division di Ubisoft. Per coloro che non lo conoscessero, disponeva della Zona Nera, una porzione del mondo di gioco adibita a modalità PvEvP nella quale affrontare, in compagnia o in solitaria, i nemici manovrati dalla AI o altri giocatori: lo scopo era quello di “arraffare” equipaggiamento ed estrarlo nelle zone predisposte. Insomma, gira che ti rigira, ARC Raiders è il mio primo Extraction Shooter nudo e crudo, e lo sto trovando… intrigante.
Il contesto di gioco: ARC Raiders ha una propria storia
Embark Studios non ha semplicemente preso il concetto degli Extraction Shooter per costruire il suo primo videogioco “premium”, ma ha fatto le cose a modo, creando un contesto narrativo credibile. Il mondo è stato sconvolto dal fenomeno chiamato Crollo, nel quale il pianeta ha generato eventi catastrofici come terremoti e inondazioni, mandando in crisi l’intera civiltà umana. Successivamente all’epoca denominata Alba, nella quale il pianeta stava presentando i primi segni di un ripristino ecologico, sull’umanità si abbatte La prima ondata, un periodo nel quale le macchine chiamate ARC precipitano sul pianeta, spazzando via tutto il progresso compiuto dagli umani, nonostante il loro aspetto rudimentale. A porre fine a questo evento, è stata la battaglia tenutasi ad Alcantara che ha visto i Raider combattere contro le ARC. Ora i giocatori si trovano nel vivo de La seconda ondata, ad affrontare le nuove macchine ARC: più forti e più temibili.

Tutto questo fornisce un contesto credibile all’interno del mondo di gioco, nel quale ci si ritrova ad affrontare diversi tipi di ARC: alcune di dimensioni ridotte, pronte ad attaccare i Raider intenti a esplorare edifici ormai in rovina, oppure che pattugliano lo spazio aereo, così da precipitarsi addosso al primo mal capitato; non mancano unità ben più massicce, come i Leaper oppure i Bastione, che possono essere affrontate coi propri compagni, ma forse sarebbe meglio fare gruppo con più giocatori per evitare troppi problemi. Sono anche presenti delle missioni che fanno da introduzione per le dinamiche di gioco, ma anche per immergersi maggiormente in ARC Raiders. E qui voglio introdurvi al gameplay, che si presenta magnificamente ma cela alcune ombre.
Cooperazione oppure… egoismo puro
Come molti Extraction Shooter che si trovano in circolazione, lo scopo è quello di: esplorare edifici o zone per recuperare materiale di varia natura e recarsi alla zona di estrazione per portarsi a casa il bottino, il fine è quello di potenziare il proprio equipaggiamento, ma anche i mezzi per craftare nuovi oggetti ed equipaggiamenti. Fin qui nulla di troppo anomalo. In un certo senso la svolta è rappresentata dai nemici manovrati dalla AI di varia natura. Però, in ARC Raiders non ci si scontra soltanto contro unità che possono essere facilmente gestibili in solitaria, bensì anche contro ARC dalle dimensioni sempre più imponenti, che possono dare filo da torcere anche a una squadra composta da tre giocatori. Infatti, uno degli scopi posti alla base del videogioco, è riuscire a fare gruppo con altri giocatori, per portare a casa la vittoria: se si abbatte la macchina ARC, vinciamo tutti. Almeno questa vuole essere la teoria. Nella pratica è tutto estremamente relativo.
Fiducia = Cooperazione
Uno degli aspetti centrali in ARC Raiders è la fiducia, parametro completamente personale e soggettivo. Entrare in partita ed esplorare le mappe disponibili, è sempre un rischio su più fronti. Mentre le ARC sono tutte identificabili come nemiche, dalle quali stare il più possibile alla larga, il discorso è profondamente differente coi giocatori online. Ogni giocatore si approccia ad ARC Raiders come più desidera, si può trovare quello che spara a vista non curante di chi ha intorno oppure il giocatore desideroso di stringere una sorta di alleanza. La propria esperienza di gioco può mutare in base alla fiducia riposta nel prossimo. Questo paragrafo lo sto riscrivendo da 0 dopo alcune sessioni di gioco più recenti, le quali mi hanno completamente stupito, per quanto comunque rimanga molto “situazionale”. Insomma, sto notando una certa maturità crescente nei giocatori: laddove inizialmente alcuni sparavano a vista, ora si stanno creando dinamiche che potrei definire… differenti.
Trovarsi videogiocatori intenti ad affrontare le ARC sta diventando sempre più comune e, loro, sono i primi a rivelarsi interessati nello stringere alleanze. Un aspetto cruciale che può favorire lo sviluppo di un’intesa, sta nella possibilità di poter fornire supporto a qualsiasi giocatore incontrato. È infatti possibile curare gli altri Raider anche se non si fa parte del gruppo, inoltre si possono concedere anche munizioni od oggetti lasciandoli a terra. Il tutto viene rafforzato dalla possibilità di poter comunicare attraverso delle emote piuttosto complete, nelle loro sfaccettature, oppure tramite il proprio microfono.
Il player killer in ARC Raiders
Ovviamente c’è anche il rovescio della medaglia. Non manca la figura del player killer, ovvero quel giocatore dalla tendenza di far fuori gli altri giocatori. Il problema, quanto meno per il momento, è che buona parte dei player killer non stanno sfruttando le dinamiche di gioco in maniera consona. Parlando per esperienza personale, sono più le volte che vengo bersagliato all’arrivo o in situazioni insensate, rispetto a quelle più propizie. Per fare degli esempi espliciti di situazioni senza senso dove sono stato attaccato. Durante uno scontro con un Leaper, bersagliato da me assieme ad un gruppo di altri giocatori, un Raider ha deciso di aprire il fuoco su me mentre la ARC stava compiendo il suo obiettivo ultimo: uccidere male chiunque. Questo, non ha portato alcun beneficio a quel giocatore, che poi s’è ritrovato a fuggire via (con meno munizioni) data la situazione. Un altro esempio è quando in estrazione, io e un altro Raider (che ho salvato precedentemente), siamo stati attaccati malamente da un giocatore, mentre una ARC stava sorvolando la zona: risultato finale, il giocatore è morto male e il mio compagno ha ricambiato il favore vendicandomi (se non fosse chiaro, io vado in avanscoperta, con tutti i rischi che ne conseguono). Va detto che ho potuto vivere sulla mia pelle scontri interessanti, il più recente è stato anche il più intelligente. Un Rider mi ha teso un’agguato fuori da una delle aree dove si possono trovare oggetti di valore, sfortunatamente per lui una ARC lo ha scoperto in tempo, aiutandomi (involontariamente).
Una piccola considerazione personale
Considerando la costante evoluzione guidata dai giocatori, questo mio segmento è stato interamente riscritto. Ma voglio comunque proporre un mio personalissimo parere. All’interno di ARC Raiders mi piacerebbe vedere uno sviluppo effettivo da parte degli utenti definibili “player killer”, ovviamente non parlo di una dinamica che li segna in maniera definitiva, ma bensì durante le fasi esplorative. Questo per un banalissimo fatto, chi decide di approcciarsi con fiducia ha tutto da perdere e poco da guadagnare, di contro chi decide di attaccare per primo può comunque darsela a gambe rimanendo impunito. Creare una dinamica nella quale il player killer viene identificato come tale durante le singole sessioni, magari tramite una comunicazione di Shani, potrebbe dare al gameplay un’impronta ulteriormente interessante. Però ripeto, si tratta di una personalissima opinione.
Embark Studios è una di quelle poche realtà che sanno utilizzare Unreal Engine 5
Apro una parentesi dedicata all’elefante nella stanza: Unreal Engine 5. Ebbene, dopo averlo visto impiegato (malamente) in videogiochi come // Borderlands_4, diciamo che è difficile essere ottimisti eppure ARC Raiders sfrutta Unreal Engine 5, proprio come The Finals (il primo videogioco di Embark): in maniera eccelsa. Le prestazioni, con RTX 4070Ti Super e Ryzen 7 9700X, sono estremamente solide. Al punto che ho disposto il DLSS su DLAA in modalità Transformer, RTX Global Illumination su Alto con le restanti impostazioni su Epico. Tutto ciò mi garantisce un framerate medio che si aggira attorno ai 70FPS con risoluzione 3440×1440. ARC Raiders è possibile giocarlo anche su Linux, ma performa un po’ peggio: con le stesse identiche impostazioni, il framerate medio si aggira attorno ai 60FPS, col medesimo consumo energetico.


Non mancano i compromessi per concedere queste prestazioni, infatti sono presenti diversi fenomeni di pop-in, che possono essere più o meno evidenti in base alla propria posizione sulla mappa: nel migliore dei casi, non si nota il caricamento degli elementi di scenario o delle ARC; nei peggiori si può vedere la scomparsa di edifici o massi e rocce di dimensioni decisamente importanti.
Al netto di ciò, esteticamente ARC Raiders è un prodotto con una fortissima identità, prodotto da un team con una forte conoscenza in questo ambito, anche se alle prese con un prodotto completamente nuovo rispetto ai canoni del loro passato. // Embark_Studios_ha_già_presentato_una_propria_roadmap, nella quale sono inclusi anche miglioramenti al gioco base che dovrebbero arrivare molto presto.
In ARC Raiders c’è molto altro da scoprire
In origine, questo articolo non sarebbe dovuto essere una recensione vera e propria, per il semplice fatto che ARC Raiders richiede molto tempo per essere scoperto nella sua interezza. Aggiungo al (non) problema anche la costante evoluzione da parte dei giocatori, che praticamente mi ha spinto a riscrivere un’intera sezione. Pertanto ho deciso che, nonostante io debba scoprire altre funzioni avanzate, questo articolo può considerarsi una recensione. Non tanto perché sia strettamente necessario scoprire tutto, quanto più perché è così intrigante che continuerò a giocarlo anche dopo aver cliccato su pubblica. Non posso far altro che invitarvi a seguire i nostri canali social, così da non perdervi gli articoli che arriveranno in futuro. Nel frattempo, vi invito anche a dare un’occhiata all’articolo riguardante il // sistema_di_microtransazioni_adottato_da_Embark_Studios.
In conclusione, ARC Raiders è un videogioco dalle enormi potenzialità, con un gameplay interessante affiancato da un gunplay estremamente solido (seppur sia presente qualche problemino di geodata). Il comparto tecnico è oltre gli standard attuali, quanto meno in termini prestazionali e rispetto agli altri studi che utilizzano il medesimo engine, riuscendo a garantire una giocabilità semplicemente eccellente. Seppur con qualche compromesso qua e là. Purtroppo, l’enorme affluenza di giocatori, sta creando qualche problema con la stabilità dei server, che // possono_andare_offline (principalmente verso le 20.00/21.00) e dar vita a una // coda_che_può_richiedere_qualche_minuto_per_accedere_alle_partite.