Ace Combat 8: Wings of Theve – Recensione Versione PC
La nostra recensione di Ace Combat 8: Wings of Theve è finalmente online. Il nuovo videogioco di Bandai Namco si è rivelato estremamente interessante, con qualche difetto qui e là, ma nulla di particolarmente grave.
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogiochi, ma ho un occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Ace Combat 8: Wings of Theve
- + Sistema di volo estremamente responsivo
- + Considerevole quantità di aerei presenti
- + Graficamente impeccabile
- + Ottima colonna sonora
- - Storia un po' debole nelle sue parti iniziali
- - Alcune missioni risultano noiose
- - Piuttosto esigente lato requisiti hardware effettivi
Ace Combat 8: Wings of Theve si rivela essere un ottimo videogioco, ma anche un ottimo Ace Combat, offrendo un mix di dinamiche inedite o abbandonate.
La storia riesce a ingranare per bene soltanto dopo alcune prime missioni piuttosto pesanti da mandare giù, mentre la presenza di numerosi aerei, con le loro categorie, offre una profondità superiore nell'approccio alle missioni della campagna. Una profondità che però viene meno quando si iniziano ad avere numerose Parti da equipaggiare, che annullano in parte i benefici e i difetti derivati dallo scegliere un aereo rispetto a un altro.
Devo segnalare anche una componente grafica e una direzione artistica decisamente buone assieme ad una colonna sonora ben riconoscibile. Insieme, questi aspetti hanno conferito ad Ace Combat 8 un'immersione totale veramente eccellente.
Ace Combat 7: Skies Unknown ha sancito una vera e propria resurrezione del franchise dopo un deludente Infinity e un relativamente apprezzato Assault Horizon. Dopo circa 7 anni, Bandai Namco e Bandai Namco Aces Inc. propongono il nuovo Ace Combat 8: Wings of Theve mosso da Unreal Engine 5, portandosi dietro una serie di novità per il videogioco in sé, ma anche alcune classiche problematiche relative a Unreal. Premetto che la recensione è stata possibile grazie a un codice Steam fornito direttamente da Bandai Namco.
10 anni dopo…
Sono trascorsi 10 anni dagli eventi narrati in Skies Unknown: la Federazione dell’Usea Centrale (FCU) è stata messa in ginocchio dalla Repubblica di Sotoa, dopo aver abbandonato il continente Verusa in seguito a una forte crisi climatica. L’invasione di Sotoa ha portato il continente verso un punto di rottura delle nazioni sotto la FCU, con alcune che hanno decretato la propria indipendenza mentre altre sono finite sotto il dominio di Sotoa. Eppure, nonostante la situazione estremamente avversa, con un manipolo di uomini e donne tra soldati e civili, la FCU non ha ancora gettato la spugna.
Nei panni del consueto protagonista silenzioso e passivo, Rex, ci si ritrova a capo della Wings of Theve, con la quale, di missione in missione, l’obiettivo sarà quello di liberare le popolazioni e rinsaldarne la fiducia. La storia ha una narrativa decisamente classica, infarcita di Quick Time Event (QTE) come se non ci fosse un domani e di sequenze video che, almeno nella prima parte di gioco, sembrano interminabili.

Ace Combat 8: Wings of Theve non si limita a proporre una storia per fornire al giocatore una modalità di gioco offline, nella quale abbattere nemici manovrati dalla AI uno dopo l’altro. Cerca di raccontare una guerra che sta sconvolgendo una parte del mondo, con una fazione intenta a riprendersi la propria casa fronteggiando un invasore che, numericamente, è ai limiti del soverchiante.
Aerei per tutti i gusti e un sistema di “pilotaggio” profondo e appagante
Nonostante la campagna principale sia tutt’altro che un banale contorno, il cuore dell’esperienza di gioco resta ovviamente il gameplay, che non si allontana dall’ottima base installata con Ace Combat 7: Skies Unknown, dimostrandosi sì un more of the same, ma con un’accezione positiva. In gioco sono presenti numerosi velivoli da sbloccare mediante i punti acquisiti al completamento delle missioni, ma non tutti saranno disponibili per ogni missione. Determinati aerei possono decollare esclusivamente dalle basi situate sulla terraferma. Quindi si deve fare particolare attenzione a quelli che si desidera acquistare, altrimenti si rischia di non poter sfruttare la dotazione missilistica utile alla missione da affrontare.
Ace Combat 8: Wings of Theve mette a disposizione una corposa dotazione missilistica incentrata sull’azione aria-aria e aria-terra, mentre i velivoli sono delineati da quattro categorie. Situazione che spinge a ragionare sul miglior velivolo per ogni missione. Le categorie sono rappresentate da:
- i Caccia particolarmente performanti nei combattimenti aria-aria, dunque contro altri velivoli;
- gli Assalto sono il completo opposto dei Caccia. La loro efficienza li porta a essere maggiormente adatti in scontri aria-terra, dunque contro le postazioni anti-aeree, strutture, ma anche le navi. Inoltre riducono i danni subiti dalle contraeree nemiche;
- i Multiruolo hanno la peculiarità di poter performare bene in ogni ambito, sia negli scontri in aria che contro le unità terrestri;
- i velivoli per la Guerra Elettronica sono considerati di supporto. Migliorano le prestazioni dei velivoli e delle armi alleate e disturbano i missili nemici. Nonostante ciò dispongono comunque della dotazione standard di missili e mitragliatrice.
Detto questo, ogni aereo offre la possibilità di essere personalizzato attraverso una selezione di componenti chiamate Parti, che possono essere sbloccate giocando. Queste permettono di modificare i comportamenti dei velivoli durante il volo, ma anche la quantità e le prestazioni dei missili standard e speciali. Nella sostanza è possibile rendere più maneggevoli gli aerei appartenenti al ruolo Assalto, che solitamente possono rivelarsi piuttosto rigidi, oppure incrementare la potenza di fuoco dei velivoli da Guerra Elettronica.
All’atto pratico devo segnalare una “falla”. Durante le mie sessioni di gioco, il più delle volte, i Multiruolo si sono dimostrati efficienti e adatti nella quasi totalità delle missioni svolte a difficoltà “Pilota”. Probabilmente ciò è dovuto anche ai potenziamenti tramite la personalizzazione delle Parti, che possono modificare radicalmente la responsività dell’aereo, ma anche la potenza e l’efficacia effettiva della dotazione di missili standard e speciali.



Con questo nuovo capitolo tornano anche gli ordini da impartire ai propri compagni di squadra. Nulla di estremamente complesso, ma si può ordinare di attaccare un obiettivo specifico, lasciare loro carta bianca sui bersagli, dare copertura in modo che proteggano il protagonista dai nemici e permettere l’utilizzo dei missili speciali in base alle esigenze.
Immersione totale con la colonna sonora e un comparto visivo maestoso
Un po’ per la direzione artistica e un po’ per la componente visiva in sé, Ace Combat 8: Wings of Theve è un signor videogioco da guardare, partendo dai dettagli degli aerei, ognuno ben realizzato anche negli interni e nella riproduzione dell’usura del tettuccio, fino ad arrivare ai maestosi paesaggi avvolti dalle nuvole. L’effetto viene amplificato da quelle missioni dove è presente il maltempo, con la pioggia che si scontra col tettuccio mentre i lampi illuminano le nubi in lontananza, nelle quali ci si può letteralmente fiondare. A proposito delle nubi, un fenomeno interessante è la formazione di ghiaccio attorno al velivolo che riduce drasticamente la visibilità, a causa delle temperature molto basse. Il risultato ultimo è uno stato d’ansia misto a confusione. Se ci si lascia trasportare dalle emozioni il game over è sostanzialmente assicurato.


Poi c’è l’ottima colonna sonora, che incalza perfettamente quando deve. In particolar modo quando fanno la loro entrata in scena i membri delle unità di élite di Sotoa. Sebbene questi avversari non si rivelino particolarmente ostici, la narrazione, la colonna sonora e la direzione artistica riescono a creare delle situazioni nelle quali le minacce vengono rappresentate in maniera eccellente, anche se dal punto di vista del gameplay si dimostrano lievemente più “complicati” delle unità classiche, con le dovute eccezioni rappresentate da alcuni antagonisti.
Sfortunatamente, Unreal Engine 5 si fa sentire. Ace Combat 8 si dimostra essere un videogioco abbastanza esigente, non garantendo prestazioni ottimali senza l’ausilio del DLSS, con situazioni dove il framerate precipita quando sulla scena sono presenti diversi effetti, come il fumo sollevato da strutture o particolari mezzi militari. Nonostante ciò, le prestazioni riescono comunque a garantire un’esperienza di gioco accettabile con un monitor 3440×1440, ma sospetto che col classico formato 16:9 i problemi si attenuino un poco.
Sempre bello tornare su Ace Combat, però qualcosina m’ha fatto storcere il naso
Dovrebbe essere chiaro: Ace Combat 8 è un buonissimo videogioco, soprattutto da giocare. La storia ha i suoi problemi nelle fasi iniziali, e non solo per i consueti e inutili QTE: sono i momenti in cui tu giocatore vorresti solo sfrecciare nel cielo e abbattere i nemici, godendoti la sana azione. Sostanzialmente sei anche poco propenso a interessarti degli spiegoni iniziali. Però poi ingrana. E quando lo fa ti accorgi che sta raccontando una storia fatta di sacrifici e di speranza. È vero, magari tocca delle corde abbastanza comuni, ma il modo riesce a smuovere qualcosa dentro e quel qualcosa te lo fa riversare contro i nemici durante le sequenze di gioco.
Poi c’è il gameplay. Un’evoluzione diretta di Ace Combat 7, che non stravolge letteralmente nulla. Si limita ad ampliare i ruoli e gli aerei disponibili e inserisce anche alcune restrizioni provenienti dagli Ace Combat più datati, consentendone l’utilizzo in base alle missioni da svolgere sfruttando il pretesto delle basi terrestri e delle portaerei. In questo modo la scelta dell’aereo, sia da sbloccare che da utilizzare, assume un’importanza maggiore, nonostante la personalizzazione mini un poco questa scelta di game design.

Però devo fare una particolare critica. Forse sarò io o forse no, ma i sottotitoli senza uno sfondo sono qualcosa di inguardabile: quando appaiono durante le sequenze con fondale bianco o con altre scritte sono una vera tortura. E ammetto che qualche difficoltà non è mancata durante gli scontri in volo, coi personaggi intenti a chiacchierare in maniera piuttosto abbondante, con alcune situazioni nelle quali il protagonista doveva dare una risposta a delle domande.

- + Sistema di volo estremamente responsivo
- + Considerevole quantità di aerei presenti
- + Graficamente impeccabile
- + Ottima colonna sonora
- - Storia un po' debole nelle sue parti iniziali
- - Alcune missioni risultano noiose
- - Piuttosto esigente lato requisiti hardware effettivi
Ace Combat 8: Wings of Theve si rivela essere un ottimo videogioco, ma anche un ottimo Ace Combat, offrendo un mix di dinamiche inedite o abbandonate.
La storia riesce a ingranare per bene soltanto dopo alcune prime missioni piuttosto pesanti da mandare giù, mentre la presenza di numerosi aerei, con le loro categorie, offre una profondità superiore nell'approccio alle missioni della campagna. Una profondità che però viene meno quando si iniziano ad avere numerose Parti da equipaggiare, che annullano in parte i benefici e i difetti derivati dallo scegliere un aereo rispetto a un altro.
Devo segnalare anche una componente grafica e una direzione artistica decisamente buone assieme ad una colonna sonora ben riconoscibile. Insieme, questi aspetti hanno conferito ad Ace Combat 8 un'immersione totale veramente eccellente.
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