Xbox Series S: la prima settimana in compagnia della piccolina di Microsoft

Xbox serie s

A cura di Il Videogiocatore Povero

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Bene, tanti di noi sono entrati nella next-gen (in Italia solo con Xbox Series S|X, ovviamente) e io da buon Videogiocatore Povero l’ho fatto, ma con la console più economica.
Piccola precisazione. Viste le line-up di lancio ed essendo possessore di One X, se fosse dipeso da me, avrei tranquillamente aspettato, ma avendo avuto problemi con la stessa e non avendo budget per la Series X mi son dovuto “accontentare” della sorellina minore.
Dopo più o meno una settimana posso affermare tranquillamente che il termine “accontentare” sicuramente per alcune cose si può dire, ma non rende giustizia ad una console studiata ed efficiente come poche altre.

Leviamoci subito il dente: questa non sarà una recensione, non troverete dati tecnici, caratteristiche hardware descritte nel dettaglio, confronti ed analisi con la sorella maggiore. Qui troverete solo l’esperienza diretta di un videogiocatore possessore di una (buona) tv 4K e le sue impressioni.

Xbox Series S: lo spazio di archiviazione

Inutile girarci intorno, la problematica maggiore di Xbox Series S è sicuramente lo spazio di archiviazione: 512gb (che diventano 364 all’atto pratico) sono pochi in senso assoluto, pochissimi nel 2020.
La cosa buona è che potrete attaccare qualsiasi HDD (almeno USB 3.0) ed utilizzarlo per lanciare i giochi retrocompatibili e come magazzino per quelli ottimizzati per next-gen e/o ottimizzati per la stessa, spostandoli di volta in volta senza doverli riscaricare.

Due piacevoli sorprese per chi utilizza anche l’hard disk esterno come me:

  1. Pensavo che TUTTI i giochi ottimizzati per Series S non si potessero lanciare da memoria esterna, ma alcuni evidentemente meno esosi in termini di velocità di caricamento partono tranquillamente, tipo Ori and the will of the wisps, State of Decay 2 o Sea of Thieves (perlomeno al momento in cui scrivo).
    Altri invece come Forza Horizon 4, Gears 5 o Borderlands 3 devono essere sulla memoria interna.
  2. I caricamenti dei giochi retrocompatibili, pur non ottimizzati, sono praticamente istantanei sulla memoria interna, ma anche se lasciati su disco esterno migliorano notevolmente rispetto a One.
    Ora, non ho misurazioni precise, ma a sensazione parliamo almeno di un 60/70% di riduzione dei tempi di caricamento (Red Dead Redemption 2 parte in una trentina di secondi per esempio) anche senza essere su SSD.

So benissimo che esistono delle espansioni di memoria ufficiali da 1Tb, ma capiamoci, al momento costano praticamente come la console stessa. Perciò se siete intenzionati ad acquistare una Xbox Series S con la memoria esterna ufficiale, lasciate stare ed orientatevi verso Series X!

memoria esterna Xbox serie S

Xbox Series S: le prestazioni

Come obiettivo per Xbox Series S, Microsoft ha deciso di puntare ai 1080P/1440P e 60 fps magari col ray-tracing, (ma non voglio credere alle favole) oppure ai 120fps.
A questa prima tornata si può dire che l’obiettivo sia stato parzialmente raggiunto, anche se logicamente le cose miglioreranno col tempo.

Non ho una tv che supporti i 120fps perciò non posso dirvi niente a riguardo, però ho ottenuto buoni risultati per il resto.
Tra i giochi che ho provato, parlando ovviamente di quelli ottimizzati, Forza Horizon 4 sicuramente spicca girando a 1440p e 60 fps (meglio perciò della modalità prestazioni di One x), Gears 5 guadagna i 60fps ma rimane a 1080p seppur con un’effettistica migliore, mentre Ori and the Will of the Wisps raggiunge addirittura il 4k a 60fps andando quindi oltre il target Microsoft.

Come Gears 5, anche Sea of Thieves e State of Decay 2 guadagnano i 60fps, ma sempre a 1080p. Mentre annovero tra le (piacevoli) sorprese Borderlands 3, solidissimo a 60 fps e secondo me (abbiate pazienza ma non ho strumenti per misurare e nessuno ha specificato niente) in 2k e tutto ciò, unito a dei caricamenti velocissimi, dona nuova vita al titolo Gearbox.

Interessante anche Watch Dogs: Legion che ci presenta anche su Series S il ray-tracing, seppur a 1080p dinamici.
La resa è buona, il gioco rimane fluido ed il colpo d’occhio pur non spaccamascella è decisamente gradevole e solido.

Xbox Serie S: la retrocompatibilità

Ok, abbiamo parlato dei giochi ottimizzati, ma quelli non ottimizzati come si comportano?

Beh, qui abbiamo delle situazioni eccellenti e delle altre un po’ meno.
I giochi per One girano nella loro versione One S, pure quelli che avevano l’ottimizzazione per One X e perciò dovrete accontentarvi dei 1080p (da quello che ho capito non dovrebbero esserci miglioramenti di sorta) con però un upscaling software a 4k che la Series S fa di default.
Spiacevole, ma si può sopravvivere, anche perché vengono aggiunti HDR e stabilità di frame-rate.

Dove invece la retrocompatibilità brilla e dona nuova vita ai giochi è sul lato Xbox 360 e Xbox originale.
Qui infatti oltre all’HDR software, Series S upscala in automatico TUTTI i giochi a 1440p stabilizzandone il frame-rate senza cali di sorta per quelli lockati a 30 fps o addirittura trasformandoli in 60 fps per quelli col frame-rate sbloccato.

Ad esempio, Bayonetta viene eseguito in 2K a 60fps, inutile sottolineare come ciò sia una goduria assoluta e praticamente senza aggiornamenti di sorta vi ritroverete con una remastered fatta e finita.

Questi accorgimenti sulla stabilità e definizione rendono molto più “attuali” altre perle come Mass Effect, Vanquish o Castlevania Lords of Shadows (altri titoli che ho provato), quasi come se di colpo aveste tutta una serie di remastered tra le mani senza aggiornamenti e senza costi aggiuntivi!

Xbox Series S: il nuovo pad

Xbox series Controller vs Elite 2 Input lag

Qua sarò abbastanza breve e conciso anche perché il pad più che una rivoluzione pare un’evoluzione del precedente modello.

La “novità” più vistosa è sicuramente il nuovo tasto share al centro del pad per catturare screenshot o sequenze di gioco (cosa già presente sul dualshock 4), ma sono da segnalare anche una riduzione delle dimensioni del pad (lievissima), una zigrinatura più marcata dei grilletti e del retro per aumentare il grip e il cambio della croce direzionale (finalmente ottima per i picchiaduro!).

Per il resto il pad è esattamente lo stesso, io personalmente adoravo il precedente perciò non mi lamento minimamente della questione, ma se foste affamati di novità qua caschereste male (idem per la dashboard).

P.s. quello blu è bellissimo, per inciso!

Ultime considerazioni su Xbox Series S

Come vi dicevo, questa non ha intenzione di essere una recensione, però qualche ultimo dettaglio sulla console ve lo devo.

Io personalmente mi sono totalmente convertito al digitale da una decina abbondante di anni, perciò non patisco minimamente l’assenza del lettore ottico, ma è una mancanza da considerare.
In funzione la console scalda un pochino, ma non diventa ustionante (ci mancherebbe altro visto che comunque l’hardware non è male per niente) e soprattutto rimane SEMPRE silenziosissima, sono rimasto così incredulo da avere il dubbio che delle volte fosse spenta!

Esteticamente la presa d’aria nera può piacere o non piacere, ma la Series S è uno spettacolo da guardare. È piccolissima ma dà un’ottima sensazione di solidità ed efficienza.

In sintesi, se avete budget a sufficienza, ma soprattutto se la trovate, è innegabile che il mio consiglio (anche in ottica futura) vada su Series X, però non posso fare a meno che consigliarvi questa Xbox Series S senza remora alcuna e di buttarvi tranquillamente nell’acquisto (magari su Amazon quando disponibile o nei negozi, dove pare che qualcuna giri ancora) se:

  • non disponete di budget e/o voleste entrare in maniera “economicamente soft” nella next gen
  • desiderate una console che non vi occupi mezzo salotto
  • del 4K vi importi relativamente
  • desiderate affiancare una Xbox ad una vostra futura Playstation 5, magari col Xbox Game Pass
  • cerchiate una consolina affidabile, magari per un’altra stanza o un’altra casa
  • siete irrimediabilmente attratti dalle cose piccole ma estremamente funzionali

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Di Il Videogiocatore Povero

Dietro lo pseudonimo del Videogiocatore Povero si "nasconde" Matteo Parodi, player da oltre 25 anni partito da Sega transitando poi per Sony, Nintendo e Microsoft. Monitora continuamente offerte, abbonamenti e giochi gratis per trovare il suo "prossimo gioco preferito" (grazie MS) senza vincoli di genere o piattaforma con però la validità dell'esperienza come requisito fondamentale. Ha una sua pagina Facebook ed un canale Telegram dove condivide le offerte più interessanti del mondo videoludico raccontando però senza peli sulla lingua le sue esperienze e le sue opinioni.