UFC 4 arriva con una trial su EA Access: le prime impressioni 1

UFC 4 arriva con una trial su EA Access: le prime impressioni

UFC 4 è l’ultimo esponente di una delle poche serie sportive Electronic Arts che si salva dalla cadenza annuale, questo porta in linea teorica, alla possibilità di poter avere miglioramenti più evidenti da un’edizione all’altra.

Ufc 4 gameplay

In questi giorni è arrivata la consueta Trial di 10 ore su Ea Access.
Per chi non lo sapesse, è la versione completa e giocabile in tutto e per tutto con però un timer di 10 ore.
Mi sono quindi lanciato in una prova approfondita del tutto e ora mi appresto a parlarvi delle mie impressioni.

La carriera

Appena avviata la prova di UFC 4, verremo subito catapultati (come spesso accade nei titoli sportivi) alla creazione di un nostro alter ego, sia tramite scelte predefinite (bruttine) sia attraverso un editor abbastanza corposo, per poi passare a selezionarne altezza, peso (che determineranno la categoria) e stile di lotta.

Essendo uno dei punti forti della disciplina la varietà di stili, avremo la possibilità di focalizzarci sui pugni, sui calci, sulle prese, sulle arti marziali oppure su uno stile equilibrato.

Una volta scelto il nostro avatar (che potremmo poi personalizzare ed evolvere anche fuori dalla modalità carriera) partiranno delle brevi scene di intermezzo che fungeranno da intro, col coach Davies che ci racconta il suo passato ed il perché ci ha scelti, per poi passare ai nostri primi allenamenti ed incontri, che fungeranno principalmente da tutorial.

Ritornano evolute le possibilità di allenamento del predecessore, con la possibilità di pianificare come allenarsi e soprattutto con un netto passo avanti nelle gestione della pratica con gli sparring, ora apparentemente più approfondita.
Da non dimenticare anche la nostra gestione delle rivalità attraverso proclami sui social per infiammare il pubblico e creare “hype” per i nostri match.
Ovviamente sembra tutto migliorato, bisogna però verificare come nel lungo periodo verrà sfruttato il tutto per accertarsi che non sia solo apparenza.

Nell’ottagono

Bene tutto il contorno, ma come dicevo, dopo poco saremo già nel ring.
Come spesso accade nei titoli sportivi, più che di fronte a rivoluzioni siamo di fronte ad un affinamento ed un perfezionamento dei capitoli precedenti.

La prima cosa che salta all’occhio è sicuramente una fluidità maggiore dell’azione che toglie un po’ l’effetto “bambolotto” ai combattenti.
Decisamente migliorate le animazioni e le transizioni soprattutto per i clinch e i takedown.

Proprio a proposito di questi, da segnalare che è stata introdotta una meccanica semplificata per la gestione delle prese a terra per i neofiti, potendo gestire il tutto con l’analogico sinistro e con possibilità limitate.
Sappiate che comunque è disattivabile e si può tornare al sistema del suo predecessore, giusto per tranquillizzare gli appassionati.

La maggior fluidità si sente anche nella gestione dei colpi e delle schivate rendendo il gioco decisamente più veloce ma anche più gestibile.
Insomma, rimane sempre la consueta “partita a scacchi in movimento fendendo cazzotti”, ma avrete una sensazione di controllo decisamente maggiore.

Qui le principali novità nel gameplay

Peccato che il sistema di input sia un po’ troppo “cervellotico” a volte con combinazioni tutt’altro che intuitive e la sensazione perenne che una o due dita in più facciano comodo…
Niente a cui comunque un po’ di pratica non possa porre rimedio.

Online e offline

Dopo qualche match in modalità carriera sono passato a provare anche le altre modalità che vengono suddivise in online e offline.

Online avremo il classico match singolo, le partite classificate per entrare in una graduatoria a livello mondiale e le battaglie Blitz.
Queste prevedono un torneo da sei incontri con regole diverse a rotazione,
potenzialmente idea carina.

Offline avremo, oltre alla corposissima carriera, la possibilità di creare tornei o competizioni e gli immancabili match singoli.
In questi, particolarmente curiosa la possibilità di avere match classici, match senza prese a terra o la modalità Knockout.

Questa prende il gioco e lo “trasforma” in un picchiaduro classico con tanto di stereotipatissimi effetti sonori e barra dell’energia.
Se prendete questo stile e lo unite alle due nuove “arene” ovvero il Backyard e soprattutto l’orientaleggiante Kumite con serpentoni d’oro e corde a delimitare l’ottagono, l’esperienza cambia radicalmente diventando tamarrissima e molto interessante per partite veloci in compagnia.

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wattahhhhhh

Vale la pena provare UFC 4?

Allora, se siete appassionati probabilmente lo avete già preordinato.
Per voi solo buone notizie dopo questa prova, le modalità son tante e ben variegate, le semplificazioni si possono disattivare e l’azione sembra migliorata.

Se non siete appassionati, questo gioco probabilmente non vi farà cambiare idea, serve conoscenza della disciplina per sapere come agire e capirne le dinamiche, ed anche la modalità Knockout è simpatica ma assolutamente di contorno e non giustificabile per l’esborso. Però ecco, l’azione più fluida, le semplificazioni di alcune meccaniche ed alcune modalità interessanti potrebbero spingervi sicuramente a provarlo.
Magari potreste scoprire una nuova passione o apprezzarne a prescindere la strategicità e varietà.

Il mio consiglio è dargli perlomeno una chance, come dicevo ad inizio articolo, trovate la trial di UFC 4 su EA Access PS4 e Xbox One.
Se non possedeste l’abbonamento, sappiate che costa solo 3.99€ al mese o 24.99€ l’anno.
Lo trovate sui rispettivi store e per Xbox anche su Amazon e Instant Gaming.
Voleste invece preordinarlo, lo trovate sempre su Amazon sia per PlayStation 4 che per Xbox One ed è previsto per il 14 Agosto.


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