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Notizie 05 AGOSTO 2025 5 MIN LETTURA

Migliaia di telefonate a visa e mastercard: la rivolta dei gamer contro la censura dei videogiochi Hot

La Strategia della Resistenza Digitale

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Migliaia di telefonate a visa e mastercard: la rivolta dei gamer contro la censura dei videogiochi Hot

Organizzata una mobilitazione senza precedenti per contrastare le pressioni sui processori di pagamento dopo le rimozioni di giochi NSFW da Steam e Itch.io, nei giorni successivi alla massiccia rimozione di contenuti per adulti da Steam e Itch.io, migliaia di giocatori e sviluppatori hanno avviato una campagna coordinata di telefonate e messaggi diretti ai principali processori di pagamentoL’obiettivo è quello di contrastare l’azione del gruppo australiano Collective Shout, che aveva utilizzato tattiche simili per spingere Visa, Mastercard, PayPal e Stripe a fare pressioni sulle piattaforme di gaming.

La Strategia della Resistenza Digitale

La campagna, soprannominata “// Operation_Fighting_Fire_with_Fire“, si basa su un principio semplice ma efficace: se Collective Shout è riuscita a ottenere risultati con circa 1.067 email ai processori di pagamento, una mobilitazione su larga scala può ribaltare la situazione. I coordinatori hanno preparato guide dettagliate e script precompilati per facilitare le chiamate, distribuiti attraverso Discord, Reddit, BlueSky e Twitter.

Diesel­brain, uno degli organizzatori principali, ha creato una guida completa che include numeri di telefono, approcci conversazionali e persino strategie per gestire le resistenze dei rappresentanti del servizio clienti. “Questo è una maratona, non una corsa”, sottolinea la guida, suggerendo di intasare le linee telefoniche per almeno un mese per garantire che le aziende prestino attenzione al contraccolpo.

Le Reazioni dei Processori di Pagamento

I risultati della campagna sono diventati evidenti già dopo pochi giorni. Diversi utenti hanno segnalato cambiamenti nell’atteggiamento dei rappresentanti del servizio clienti, che inizialmente mantenevano un tono professionale ma sono progressivamente diventati più difensivi o frustrati. Alcuni hanno riferito di essere stati messi in attesa per oltre 16 ore da PayPal, mentre altri hanno ricevuto risposte aggressive o chiusure improvvise delle chiamate.

Visa ha risposto con comunicazioni standardizzate in cui ribadisce di “rispettare le leggi e normative ovunque opera”, mentre Mastercard ha pubblicato una dichiarazione ufficiale negando di aver richiesto restrizioni specifiche sui giochi. Tuttavia, Valve ha contraddetto questa versione, affermando che Mastercard ha comunicato attraverso processori di pagamento intermedi citando specificamente la Regola 5.12.7, che proibisce transazioni che “possano danneggiare la reputazione dell’azienda”.

Il Precedente OnlyFans e le Speranze di Successo

Gli organizzatori della campagna si ispirano al caso // OnlyFansdel 2021, quando la piattaforma per contenuti per adulti fu costretta a invertire una decisione di bannare la pornografia dopo un’ondata di proteste degli utenti. “Grazie a tutti per aver fatto sentire la vostra voce”, aveva dichiarato OnlyFans all’epoca, “abbiamo ottenuto le garanzie necessarie dai partner bancari”.

Mike Stabile, direttore delle politiche della Free Speech Coalition, spiega che il caso OnlyFans dimostra come le decisioni dei processori di pagamento siano spesso basate su pressioni pubbliche piuttosto che su vere questioni legali. “La differenza è che non puoi sparare a nessuno nella vita reale, ma ci sono molti giochi in cui puoi farlo”, osserva, evidenziando l’incoerenza degli standard applicati.

L’Impatto su Sviluppatori e Piattaforme

La situazione ha colpito particolarmente duramente Itch.io, che ha dovuto deindicizzare tutti i contenuti NSFW dopo aver ricevuto pressioni da Stripe e PayPal. A differenza di Steam, che ha operato chirurgicamente su titoli specifici, Itch.io ha adottato un approccio più drastico, coinvolgendo anche contenuti LGBTQ+ e furry che non avevano alcun legame con le tematiche controverse segnalate.

Leaf Corcoran, fondatore di Itch.io, ha confermato che i rappresentanti delle aziende sono “molto consapevoli” della campagna di proteste, pur non avendone ancora ricevuto comunicazione diretta. La piattaforma sta lavorando per stabilire partnership con processori di pagamento più aperti ai contenuti per adulti e ha già iniziato a reindicizzare i giochi gratuiti NSFW.

Il Dibattito sulla Censura Finanziaria

Esperti come Rainey Reitman della Electronic Frontier Foundation definiscono la situazione come “censura finanziaria”, sottolineando che i processori di pagamento non dovrebbero fungere da arbitri morali. “C’è una questione sociale più ampia: pensiamo che i servizi di pagamento dovrebbero mai intervenire nelle questioni di libertà di espressione online, o dovrebbero essere intermediari neutrali?”, si interroga Reitman.

Il duopolio di Visa e Mastercard, che controllano la stragrande maggioranza delle transazioni online globali, rende la situazione particolarmente preoccupante. Quando uno dei due giganti segnala un contenuto come problematico, è praticamente impossibile che l’altro lo consideri accettabile.

Una Battaglia per il Futuro del Gaming

La campagna rappresenta più di una semplice protesta contro la rimozione di giochi per adulti. Solleva questioni fondamentali su chi abbia il diritto di decidere cosa possono acquistare i consumatori e quale contenuto possa esistere online. La preoccupazione è che oggi tocchi ai giochi erotici, ma domani potrebbero essere nel mirino titoli mainstream come Call of Duty o Grand Theft Auto per le loro scene di violenza.

Come sottolinea Christina Maas di Reclaim The Net: “Visa e Mastercard non sono più solo aziende. Sono diventate guardiani dell’accettabilità morale”. La battaglia in corso determinerà se il futuro del gaming sarà plasmato da decisioni creative libere o da standard morali imposti da istituzioni finanziarie non elette.

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