Il ritorno di Call of Duty: Modern Warfare (2019) – Parte singleplayer

Call of Duty Modern Warfare

A cura di Luca Maiolini

Condividi

Prima di buttarci in quello che è Call of Duty: Modern Warfare, è necessario fare qualche passo indietro per comprendere cosa abbia portato Activision a scommettere su un progetto così delicato.

La serie negli ultimi anni non è andata affatto bene, generando un forte malcontento nell’utenza, nonostante i vari team addetti ai lavori abbiano cercato di apportare forti e costanti cambiamenti ad una formula, ritenuta dai più, vetusta. 

A dare il via a quest’onda di cambiamento, fu Sledgehammer Games con Call of Duty: Advanced Warfare spostandosi in un contesto sci-fi, dove i soldati vengono potenziati da esoscheletri e tra i nemici fanno la loro comparsa dei robot. Così seguirono Treyarch con Call of Duty: Black Ops III e Infinity Ward con  Call of Duty: Infinite Warfare.

I cambiamenti apportati non giovarono alla serie, la community sollevò diverse polemiche e, non a caso, la versione Legacy Edition di Infinite Warfare comprese anche la remastered di Call of Duty 4: Modern Warfare, curata da Raven.  Successivamente la serie subì altri importanti cambiamenti: nel 2017 Sledgehammer Games pubblicò Call of Duty: World War II riportando la serie durante il secondo conflitto mondiale, ma con scarso successo, nel 2018 Treyarch con Call of Duty: Black Ops IIII decise di rimanere in un contesto sci-fi, rimuovendo le varie caratteristiche derivate dall’esoscheletro assecondando la community, nonostante ciò, anche in questo caso non andò proprio bene.

Proprio quando la serie sembrò sempre più irrecuperabile, Infinity Ward sorprese il pubblico con l’annuncio di un soft-reboot del filone narrativo più amato dal pubblico: Modern Warfare.

Il ritorno di Modern Warfare

Fin dal suo primo trailer, Modern Warfare, ha attirato la mia attenzione. Il ritorno al conflitto contemporaneo, il nuovo motore grafico e… Le varie informazioni relative ad una campagna estremamente cruda, quanto vicina ai recenti avvenimenti che hanno sconvolto il mondo (in particolar modo l’Europa), hanno generato un’insana curiosità nei confronti di una serie che mi ha accompagnato nella mia adolescenza.

Trailer della campagna di Call of Duty: Modern Warfare

Tra campagna ed emozioni

Arriva il fatidico giorno: 25 Ottobre 2019. Il gioco viene ufficialmente rilasciato e con la stessa felicità di un bambino che scarta i propri regali sotto l’albero, mi appresto ad avviare il gioco.

I primi istanti

Attendo che vengano installati i vari pacchetti ed avvio la campagna. Nell’immediato, sullo schermo parte una sequenza video con una qualità grafica impressionante, totalmente inedita per la serie.  Rientro in me e seguo quanto avviene. Un gruppo di persone armate, all’interno di un mezzo di trasporto, sta visionando un filmato di un uomo mentre controllano le proprie armi. Il mezzo si ferma, le portiere posteriori si aprono, si può ben vedere una piazza affollata, uno degli uomini con addosso un giubbotto esplosivo, scende mostrando il detonatore, le persone cominciano ad allarmarsi… Lì, lo stacco. Sullo schermo compare una scritta in bianco, su sfondo nero: Modern Warfare.

Campagna: tra molti “alti” ed alcuni “bassi”

Un pericoloso carico di gas è stato rubato da un deposito russo, durante un’operazione che vede coinvolta una unità americana guidata da Alex, un agente della CIA. Il sospettato principale? Una cellula terroristica chiamata Al-Qatala guidata da Omar Sulaman, soprannominato Il Lupo.

Tra scenari urbani europei e zone di guerra in medio-oriente, ha inizio una caccia all’uomo senza pietà, che vede coinvolti: Alex, accompagnato dalla milizia guidata da Farah e suo fratello Hadir e il Capitano Price assieme a Kyle Garrick (agente britannico sopravvissuto all’attacco terroristico verificatosi a Piccadilly).

Call of Duty: Modern Warfare non è esente da quei “classici” momenti che hanno da sempre caratterizzato la vecchia trilogia, quei momenti che hanno causato non pochi allarmismi da parte dei media, come Niente Russo o l’attacco a Londra ripreso durante la piccola sequenza video Vacanza della famiglia Davis.

Avviso: questo segmento ed il video che seguono riguardano la missione Città Natale, dunque occhio allo spoiler!

Durante il corso della campagna, mi son ritrovato a giocare delle missioni ben distanti dal consueto “spara spara”, ma che comunque preservano in pieno quello spirito tipico della serie, una di queste è sicuramente Città Natale che può essere considerata la “Niente Russo” di questo Modern Warfare.
Nella missione citata, tramite gli occhi di Farah, sono stato testimone di un attacco senza precedenti. L’esercito russo ha prima bombardato ciò che rimaneva di un villaggio, con tanto di Caschi Bianchi in aiuto dei sopravvissuti, dopo di ché c’è stato l’assalto via terra della fanteria, dove ha aperto il fuoco direttamente su tutti i presenti.

Fine dello spoiler!

Di certo la campagna non è perfetta. I ragazzi di Infinity Ward non sono riusciti a catalizzare per bene il carisma dei personaggi e nonostante gli eventi narrati abbiano un’enorme potenza emotiva, in alcuni tratti risultano un po’ piatti e privi di mordente. Nelle fasi finali, ho constatato un intento di voler chiudere frettolosamente l’avventura ed un level design degli scenari poco ispirato, con un’orda di nemici (composta da fanteria ed elicotteri) mal utilizzata.

Sogni e speranze

Il nuovo motore grafico, sviluppato in ben 5 anni, garantisce una resa visiva senza precedenti per la serie, con scenari ricchi di dettagli e modelli poligonali semplicemente ottimi. La campagna, grazie anche alla grafica rinnovata, si dimostra ancor più convincente, con delle atmosfere che fanno risplendere come non mai questo nuovo Call of Duty: Modern Warfare, cosa che non accadeva da svariati anni.

Sogno…

Un Modern Warfare 2 che sappia sorprendere come accadde nel 2009. Sogno una Infinity Ward che spinga il pedale dell’acceleratore senza preoccuparsi delle conseguenze. Sogno di rivedere i vari protagonisti, come Soap e Ghost, immersi in una storia convincente e sorprendente.
Tutto ciò, dopo aver visto cosa sono riusciti a fare, è possibile.

Spero…

Che Treyarch assieme a Sledgehammer Games, possano seguire le orme di Infinity Ward. Spero che possano creare dei prodotti di qualità, evitando di “rubarsi” le idee a vicenda, con delle identità ben definite (es. i primi Call of Duty: Black Ops  od il leggendario Call of Duty: World at War). Io voglio sperare in una sorta di resurrezione del brand, che negli ultimi anni stava colando letteralmente a picco.


Prossimamente tratterò il ricco multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare! Quindi, restate sintonizzati!



Se volete supportarci, effettuate acquisti tramite i nostri link oppure donate una cifra irrisoria cliccando su quel tenerissimo maialino che vedete in cima a destra nell’articolo!

PER ALTRI APPROFONDIMENTI
Per rimanere informati seguiteci su Facebook e Twitter, oppure entrate a far parte del nostro gruppo Telegram!

Condividi

Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.