Ritorna PSM, via di fuoco e fiamme
A chi è dedicata?
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Ritorna PSM, via di fuoco e fiamme
PSM è tornata in edicola, forse non nei modi migliori, se considero il modo col quale uno dei membri della redazione ha “coltivato” l’attenzione, eppure eccoci qua. La rivista dedicata a PlayStation ha già fatto fuoco e fiamme, sia per il motto stampato sulla copertina, “Le recensioni più oneste”, sia per quel piccolo editoriale presente nelle primissime pagine, che in un certo senso ha gettato benzina su un vero e proprio incendio scoppiato nei giorni precedenti sulla bacheca di John Kaminari, quel membro citato poc’anzi.
Su Twitch, assieme al Boss e ad Andrea, abbiamo esternato le nostre impressioni, ma ora sono qui a gettare le mi considerazioni, chiudendo quella parentesi aperta quel lunedì. Anche perché il mio post da Facebook s’è un poco evoluto, quindi sì, vedete ‘sto testo come un qualcosa da “opinionista” senza troppe pretese.
A chi è dedicata?
Con Andrea ci si è chiesti, anche nel privato, quale potesse essere il target di riferimento. E ci si è posti questa fatidica domanda anche nella live Twitch di Gioco con lo Scemo dove è stato presente anche Gabriel “Gabe” Galliani. La risposta è presto detta, il target è quell’utenza che non segue il meccanismo del internet, coi suoi influencer oppure con dei portali online che al giorno d’oggi infarciscono i propri canali di news ben poco utili. Giungendo anche a un’idea sull’età approssimativa: dai 30 e 40 anni in su.
Durante la live di Gioco con lo Scemo è stato affrontata anche la questione inerente gli editoriali, alcuni ripresi da altre riviste. Per togliere qualsiasi dubbio, Gabe ha confermato che sono sotto licenza dell’editore, il quale ha la libertà di scegliere quando e dove riproporli.
Eppure la rivista si rivolge anche ad un pubblico più… fresco, magari stufo di ritrovarsi sulla propria bacheca informazioni inutile, dal momento che gli algoritmi dei social network tendono a unire i puntini. Così, evitando di cliccare sulla recensione di un Everyeye, in modo da non ritrovarsi le inutili “notizie” sulla propria bacheca a causa dei cookie, si tende a evitare di dare click, in modo da non figurare tra gli interessati. Agendo in questo modo, applicando ciò anche agli altri portali, è ovvio che si può perdere un punto di contatto verso chi si reputa interessante ed è qui che trovano spazio YouTube e le… riviste.
Con YouTube bisogna trovare il canale giusto, che porta quei contenuti ad hoc in base al proprio target di riferimento. Insomma, se si cerca un canale che tratta di videogiochi di corse, non ci si butta su Dadobax. Di conseguenza le riviste possono offrire uno spiraglio ancora appetibile. Purché si trovi quella giusta.
Nel caso di PSM, dunque, il target sembra essere orientato verso un filone di utenza nostalgica. Che tende a porre un forte accento al passato per giudicare il presente, forse mancando il bersaglio in alcuni punti, ma potrebbe comunque offrire un buon punto di vista nel complesso.
Difatti, non nascondo che anche a una persona come me, che tutto sommato mi reputo “navigato”, qualche pagina è risultata interessante – come quella inerente le periferiche della prima PlayStation oppure “The Ring”, non tanto dissimile da una rubrica che io e il Boss vor… Ops.
L’opinione
Insomma. Per come è stata presentata, mi aspettavo di peggio ed ero pronto a scagliarmi contro tutti. Chi mi conosce e legge, sa bene con quali premesse ho acquistato il primo numero e cosa mi ha portato a sguainare la spada, tra post di dubbia finalità che prendevano di mira il lavoro altrui e un editoriale che ha lasciato passare i messaggi peggiori. Eppure posso dire che in linea di massima, PSM non è male. Sì, continuo a reputare la recensione di Final Fantasy XVI poco soddisfacente, perché a tratti risulta pressapochista nel parlare del sistema di combattimento, ma soprattutto risulta anche un po’ incoerente con la valutazione finale. Inizialmente ammetto di aver pensato che Kaminari non fosse molto abile nel recensire, ma con la duplice “recensione” è stato il più completo opposto – tanto da generare in me della curiosità -. Ammetto anche di essere abbastanza fuori target, visto che di base mi ritengo un videogiocatore PC, ma gli editoriali presenti possono essere interessanti in base a chi legge, personalmente ho trovato interessante quello sulle periferiche PlayStation, ma ce ne sono anche di bizzarri come quello sugli Hotel; come avviene spesso c’è anche la ciliegina sulla torta, in questo caso uno speciale bello massiccio su Resident Evil.
Aggiungo questa piccola nota. Credo, opinione del tutto personale, che la recensione di Kaminari su Final Fantasy XVI sia effettivamente onesta, ma figlia di un approccio errato nei confronti di un videogioco che sì presenta alcuni meccanismi da RPG, ma che in soldoni è più un Hack ‘n’ Slash, lato sistema di combattimento. E un po’ come lui, che si è preso abbondante tempo per parlarne per portare anche un confronto, io non attendo altro che la versione PC per approfondire meglio quanto ho già provato su PlayStation 5.
Quindi, se stai leggendo John, ti invito a leggermi tra una vita e mezza [ironia].
Ah sì. Dimenticavo “Le recensioni più oneste”. In realtà si tratta di normalissime recensioni, oneste assolutamente, ma anche in linea con quelle che si possono trovare nei vari siti, ma il punto rimane quello espresso poco sopra. Se non volete dare dei click a vuoto, se non volete alimentare la macchina italiana che vanta alti e bassi, se reputate affidabili Kaminari, Gabe, Serino e Chibi, allora PSM fa assolutamente per voi, così come potrebbe fare per voi The Game Machine.