Recensione di Castlevania Advance Collection: una rispolverata ai migliori capitoli dimenticati

Castlevania Advance Collection Recensione

A cura di Giuseppe Zetta

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Castlevania Advance Collection è la seconda collection di giochi Konami, uscita il 24 Settembre 2021. Se nella prima (la Castlevania Anniversary Collection) abbiamo potuto avere tra le mani i migliori titoli usciti per NES, con questa facciamo un salto di 3 generazione, eccetto per un titolo sui quattro inseriti.

Consiglio sull’approccio

La Adcance Collection contiene al proprio interno quattro differenti Castlevania, ognuno coi suoi pro e contro, pertanto vi consiglio di approcciarvi ai titoli nel seguente ordine!

Castlevania: Aria of Sorrow (2003)

Castlevania Advance Collection Aria of sorrow

Se siete amanti di Symphony of the night e non sapete da dove iniziare, il mio consiglio è quello di partire dal titolo ritenuto, forse, più “solido” e moderno della collection e forse anche tra i migliori della saga, tra i titoli Advance e non solo: Castlevania: Aria of Sorrow.

Ambientato cronologicamente nel 2035 e permettendoci di prendere il controllo di Soma Cruz, che sembra avere un ruolo da svolgere nella resurrezione di Dracula, rimane oggi uno dei giochi più belli, creativi ed equilibrati della serie mondiale. Il contributo di Tactical Soul, l’assorbimento di un’anima nemica per attingere un nuovo potere in quattro diversi slot, conferisce una profondità fenomenale, non per niente è stato ripreso nel sequel diretto Dawn of Sorrow, in vari modi in Order of Ecclesia e, più recentemente, da Bloodstained Ritual of the Night.

Questo capitolo è quello che ha consacrato Koji Igarashi come director iconico della serie, merito va anche dato al director Junichi Murakami (attualmente a lavoro su Eyiuden Chronicles). Come avrete intuito, la vera star della collection è senza dubbio Castlevania: Aria of Sorrow, sopratutto se ami i metroidvania. Avvialo senza ombra di dubbio, questo capitolo vale il costo della collection!

Castlevania: Circle of the Moon (2001)

Senza la supervisione di Igarashi, Castlevania: Circle of the Moon ha inaugurato l’era GBA con stile. Nonostante faccia sentire il peso dei suoi anni (20!), grazie ai display odierni (che offrono una illuminazione vera e propria) rende ancora bene esteticamente, ma anche il suo gameplay può risultare gradevole e funzionale — nonostante le sua animazioni antiquate — una volta entrato nel “mood” del gioco, tanto da prendere il completamento come una sfida. Per il resto, va detto che per l’epoca segnò un importante traguardo.

Qui interpretiamo Nathan Graves, e non Belmont, che offre solo la frusta da impugnare, a differenza delle peregrinazioni di Alucard, tuttavia, offre molti oggetti da equipaggiare per aumentare le tue statistiche, ma soprattutto, oltre alle solite abilità come doppio salto o scatto, offre una meccanica interessante: il Dual Set-System (o DSS), che ti consente di combinare le carte rilasciate da determinate creature per ottenere poteri molto utili come l’aumentare i danni inflitti, circondarsi di satelliti, congelare i nemici e molto altro,

Il sistema DDS ha un impatto sugli scontri, ma anche sull’esplorazione. Peccato che la frequenza di distribuzione delle carte non era ben bilanciata all’epoca, ma c’è da dire che la possibilità di poter “riavvolgere” il giocato presente in questa collection, ne limerà la frustrazione derivata da questo errore di design dell’epoca.

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Castlevania: Harmony of Dissonance (2002)

Castlevania Advance Collection

Spesso considerato come una rivisitazione senza ispirazione di Symphony of the Night, Castlevania: Harmony of Dissonance non è tra i più amati della serie neanche dal sottoscritto, seppur è un prequel di Symphony of the night e sequel Castlevania II: Simon’s Quest.

Qui impersoniamo Juste Belmont, la grafica ha stile da vendere, tra i più belli visivamente della collection con un’area molto importante da esplorare, che potrà essere anche confusionaria, per quanto grande e mal gestita.
Il sistema introdotto è quello dei libri di incantesimi abbinati ad armi secondarie. Poco profondo, ma funzionale, orientato all’azione. Probabilmente un po’ troppo all’azione: possiamo infatti incolpare questo episodio per un bestiario quantomeno passivo e molto facile — per non parlare della musica seriamente mediocre.

Seppur possiamo parlare di copia in tutto e per tutto di Symphony of the night, senza una vera ispirazione, Harmony of Dissonance va giocato solo per la trama.

Castlevania: Vampire’s Kiss (1995)

Castlevania Advance Collection

Lasciatemelo dire: davvero è stato scelto Castlevania: Vampire’s Kiss?

Lungi dal considerarlo una purga da giocare come ultima chance, quando non ci rimane più nulla in questa collection, ma rimane una versione leggera, amputata, ridisegnata e piuttosto goffa del culto Rondo of Blood. Difatti avrei preferito la presenza di quest’ultimo per PC Engine piuttosto che Vampire’s Kiss.

Sia chiaro, non è sgradevole in sé, ma piuttosto superfluo. Il remake del Castlevania X68000 su PlayStation (Castlevania Chronicles), uscito nello stesso anno di Circle of the Moon avrebbe sicuramente avuto più senso, e dato più valore all’insieme. Ma questo ci hanno dato e questo ci prendiamo. Possiamo affermare che i 3 capitoli sopracitati valgono da soli l’acquisto di questa collection.

Analisi tecnica di Castlevania Advance Collection su PC

Dopo aver disquisito sui vari capitoli che compongono la Advance Collection in maniera individuale, è giunto il momento di analizzare come si presenta tecnicamente, almeno per quanto concerne la versione PC.

Lati negativi

Castlevania Advance Collection Lato Tecnico

La prima cosa di cui dovresti essere a conoscenza riguardo a questa raccolta è che manca un menu di impostazioni/opzioni, di ogni tipo. Non ci sono impostazioni di risoluzione dello schermo, nessun dispositivo di scorrimento del volume, ecc. Tanto da dare la sensazione di star giocando con delle semplici rom emulate e, credo, che giocandolo su Nintendo Switch, PlayStation o Xbox, non avvertirete grossi problemi per queste mancanze, ma su PC queste mancanze hanno un certo peso, indistintamente dal quanto possa essere leggero un videogioco.

Castlevania Advance Collection ha come impostazione predefinita la modalità finestra 1920×1080, puoi andare a schermo intero con alt + invio od utilizzando un programma di terze parti come Lossless Scaling. Se hai uno schermo 4k non ti consiglio di giocarlo, per i pixels spalmati che potrebbero creare problemi, meglio preferire un “Pixel Perfect Full HD”, pazienza per il contorno nero dello schermo (che può esser abbellito con degli sfondi a tema), ma almeno capirai cosa accade a video. Mentre se vuoi regolare il volume del gioco, dovrai farlo attraverso il volume generale di Windows o modificando il volume del gioco in “Volume Mixer”.

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Inoltre, non è possibile rimappare i tasti della tastiera, ma scambiare solo ciò che fanno i tasti prescelti, quindi essenzialmente continuiamo a parlare di una ROM emulata e in quanto tale, la raccolta si gioca al meglio con un controller, su PC l’uso dei tasti con tastiera è totalmente confusionario, perché a video ci sono i tasti del controller, mentre da tastiera devi fingere di star utilizzando un emulatore e memorizzare a cosa corrispondono.

Non ho mai riscontrato alcun ritardo di input, ed anzi, qui funziona molto meglio rispetto dal giocarli emulati con qualche software. Riguardo l’audio non ho riscontrato alcun problema, la riproposizione è stata perfetta.

Lati positivi

Castlevania Advance Collection

La raccolta passa attraverso l’emulazione con un wrapper di emulazione davvero conveniente, che mostra informazioni utili come: se hai raccolto o meno l’anima di un tipo di nemico quando lo attacchi in Aria of Sorrow.

Puoi creare e caricare stati di salvataggio e c’è anche un’opzione di riavvolgimento che può essere attivata e disattivata. L’opzione di riavvolgimento l’ho adorata, perché adatta agli standard odierni questi Castlevania con difficoltà eleveta, rendendoli fruibili da chiunque voglia riscoprire questo brand, ma anche per chi ha amato capolavori recenti dello stesso genere o derivati (tipo Hollow Knight, Ori, Dead Cells, Dust Elysian Tails, Salt and Sanctuary) e che non ha mai giocato i capostipiti del genere, i quali oggi si portano dietro le limitazione di design dell’epoca.

Il Salvataggio di stato e il riavvolgimento, sono forse le migliori aggiunte per la raccolta, anche perché sono ben gestite e meglio di come potrebbe fare un emulatore. Il wrapper include anche un’enciclopedia per ogni gioco, che funge da sorta di manuale di gioco con varie informazioni utili.

Castlevania Advance Collection Menu settings aggiuntivo

La community di modding ha capito come sostituire completamente le rom di questa raccolta con romhack o anche giochi diversi, a dimostrazione della bontà e la qualità svolta da Konami con la sua emulazione Advance, però tieni presente che ciò potrebbe (potenzialmente) causare lo sblocco di obiettivi che non dovrebbero essere sbloccati e l’insorgere di diversi bug, che non dipendono da Konami, ovviamente noi non incentiviamo queste pratiche, ma è giusto far sapere della sua esistenza.

Nel complesso, questa è una raccolta di giochi davvero divertente e non mi pento di averli aggiunti alla mia collezione, al netto dei problemi citati, però se possiedi una console ti sconsiglio la versione PC.

Però che tu abbia o no giocato i Castlevania sopracitati, ad oggi questa è la miglior collection di questa serie presente sul mercato e vale il prezzo pieno del biglietto.

Consigliato

Pregi

  • Ci sono trofei e statistiche di gioco e dei nemici
  • Tre tra i migliori castelvania della serie
  • Il sistema di opzioni aggiuntive ne migliora l’esperienza
  • Porting fedele
  • Gallerie e Jukebox
  • Possibilità di scelta se giocarli in Americano, Giapponese e Europeo

Difetti

  • Meglio se giocato su Console
  • Evitate di giocarlo su pannelli 4k se non i pixel perfect
  • Castlevania Vampire’s Kiss (non è Advance e si poteva scegliere di meglio)

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Di Giuseppe Zetta

Il mio pseudonimo è Giuseppe Zetta aka Zell Ho la passione per l’informatica, nata all’età di 6 anni, quando ho avuto a che fare per la prima volta con un Commodore64, appassionato di Intelligenza Artificiale, Sviluppo di Videogiochi e Tecnologie OpenSource. Porto avanti progetti informatici personali con i miei amici di vecchia data, ed ho svariate passioni che variano dall’arte del DJ al video editing passando fino alla produzione musicale.