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Recensioni 01 SETTEMBRE 2023 8 MIN LETTURA

Ratchet & Clank: Rift Apart, recensione della versione PC

La frattura dimensionale

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

Ratchet & Clank: Rift Apart
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Ratchet & Clank: Rift Apart, recensione della versione PC

I multiversi sono un tema decisamente trattato nel campo del intrattenimento, si parla di film alla The One, del 2001 di James Wong con Jet Li -menzioni di altissimo livello!-, fino al più recente Everything Everywhere All at Once, del 2022 di Daniel Kwan e Daniel Scheinert con Michelle Yeoh, oppure i più classici comic Marvel coi quali è stato creato un vero e proprio business, mentre lato manga non posso non citare le CLAMP con Tsubasa RESERVoir CHRoNiCLE che va ad intrecciarsi con ogni loro precedente opera. Insomniac Games, in un certo senso, attinge al fenomeno più classico del multiverso e lo applica a Ratchet & Clank: Rift Apart, inserendo -seppur in modo lieve- una componente assai conosciuta nel ambiente: il gender swap.

La frattura dimensionale

Si sta festeggiando l’incredibile indole eroica del duo Ratchet e Clank, a suon di parata con immensi gonfiabili celebrativi, quando l’immancabile Dr. Nefarius invade lo show per rubare il Dimensionatore creato da Clank per aiutare Ratchet ha trovare altri Lombax.
Di lì a poco è inevitabile l’ascesa del puro caos, in un inseguimento ricco di effetti su schermo in grado di lasciar sorpresi per la quantità di elementi presenti. In un costante susseguirsi di combattimenti e sequenze video degne di un film d’animazione ad alto budget.
L’inseguimento culmina con l’ovvio scontro tra i protagonisti ed il loro antagonista d’eccezione, che ha come diretta conseguenza il danneggiamento del Dimensionatore, portando ad una vera e propria rottura dimensionale, dando vita ad una sequenza caotica da lasciar a bocca aperta: sia per quello che viene risucchiato o sputato fuori, sia per la pura e semplice frenesia dell’azione, mentre i protagonisti si ritrovano a passare di dimensione in dimensione senza alcuna interruzione.

La trama di Rift Apart è incredibilmente classica, così come l’idea riposta nel presentare i nuovi personaggi che non sono altro delle “controparti” delle versioni originali. Perfino le due antagoniste, Rivet e Kit, che affiancano Ratchet e Clank, piano piano assumono sempre più il ruolo di “Ratchet/Clank al femminile”. Dal punto di vista prettamente personale è stato un grosso peccato, soprattutto alla luce dell’importanza che assumono nel corso della storia, arrivando -in alcuni casi- a sembrare le vere e protagoniste di questo capitolo della serie, mentre Ratchet e Clank han dato l’impressione di essere due comprimari.
La narrazione invece si attesta sui medesimi livelli del suo predecessore, uscito su PlayStation 4 nel 2016, con ritmi ben gestiti e senza mai proporre dei momenti morti. Non mancano situazioni colme di ironia, con duplici livelli di lettura, per grandi e piccoli giocatori.

Sempre il solito Ratchet e Clank, ma con un qualcosa in più

Il gameplay alla sua base è rimasto pressoché identico a quello di sempre, ma con le dovute migliorie e “adattamenti” dovuti agli eventi riguardanti Rift Apart.
Gli squarci dimensionali, oltre a fungere da espediente narrativo, assumono anche un ruolo di puro gameplay utili in diversi momenti: durante l’esplorazione, alcuni squarci sono posizionati in ruoli chiave per scovare i Bolt d’oro oppure dei “depositi” di Raritanium per potenziare il proprio arsenale; durante gli scontri invece sono estremamente utili per destreggiarsi tra i numerosi nemici o schivare alcuni attacchi dei boss.

L’arsenale è composto da ben 20 armi, tra le classiche Pixelatore e la Pistole Multiraffica, ne figurano alcune inedite come il Guanto dell’Apocalisse che richiama diverse “unità fameliche” pronte a fagocitare qualsiasi nemico nei dintorni -dove il termine “Apocalisse”, dopo averlo usato abbondantemente, non è stato scelto a caso!-, ma l’aspetto veramente interessante è come ogni arma possa sfruttare in modo originale il DualSense, fermando la corsa dei tasti dorsali grazie ai grilletti adattivi; mentre utilizzando il pad Xbox si dovrà mantenere la pressione dei tasti, una soluzione non proprio ottimale per tutte le armi.
Infine, ogni arma avrà come sempre cinque livelli e dei potenziamenti da sbloccare man mano che si raccoglie il Raritanium. Sebbene in alcune situazioni si passa da Ratchet a Rivet (e viceversa), l’arsenale, le statistiche, le armature raccolte e le monete di gioco sono tutte condivise, senza alcuna eccezione di sorta.

La nuova… generazione?

Il comparto tecnico di Ratchet & Clank: Rift Apart è di altissimo livello. Su questo è impossibile discutere. Ci sono svariate situazioni in cui il videogioco mostra i muscoli a suon di elementi su schermo, tra decine di nemici pronti ad abbatterci, le numerose unità del Guanto dell’Apocalisse e i detriti generali. Ma non sono certamente da meno le sequenze video, che possono chiaramente strizzare l’occhio ad un film d’animazione. Un po’ come faceva lo stesso Ratchet & Clank del 2016 col film uscito in concomitanza, con la differenza che Rift Apart spinge l’asticella della qualità visiva un (bel) poco più in alto.

Anche dal punto di vista prettamente visivo Insomniac Games continua a non deludere, regalando scorci impressionanti da vedere e sempre perfettamente coerenti con l’esperienza generale.
Ogni pianeta ed ogni dimensione ha le sue caratteristiche peculiari.

L’utilizzo del SSD, questione tanto ostentata durante la campagna marketing di PlayStation 5 del 2020, si può confermare veritiera. Però va fatto presente un fatto, non è tanto l’SSD di Sony ad esser provvisto di una qualche magia arcana, bensì sono gli SSD in generale a poter consentire cambi di scena come quelli visti su Blizar Prime. Con caricamenti pressoché istantanei o ben celati, in grado di regalare un’esperienza di gioco senza alcun intoppo.

Non mancano alcuni problemi, purtroppo

Sicuramente Nixxes ha fatto un buon lavoro in fase di ottimizzazione, tanto che Ratchet & Clank gira in maniera impeccabile anche su Steam Deck col preset a medio assieme al FSR su qualità, però, sebbene di poca importanza, sono presenti alcuni bug fastidiosi che hanno causato momenti ilari ma anche delle morti, fortunatamente sono presenti fin troppi checkpoint, di conseguenza l’esperienza di gioco non ne ha risentito molto.

Ciò che invece ha causato dei reali problemi nel godersi la narrazione, è l’audio. Non è chiara la ragione, ma in Rift Apart ho riscontrato un problema con le fonti audio poste alle spalle del personaggio giocante, che praticamente non emettevano alcun suono. Questo ha portato a gravi problemi nel seguire i dialoghi in scene movimentate e di combattimento, soprattutto durante dei lunghi monologhi.
La mia più personale opinione è che il gioco sia stato concepito per essere usufruito coi canali 5.1 o 7.1, tramite un headset che lo virtualizza oppure un vero e proprio impianto audio, fattori che a quanto pare non vanno proprio d’accordo con una soundbar collegata direttamente al PC.
Questo problema relativo al audio ha minato completamente la mia intera esperienza, nonostante ciò, va comunque detto che il doppiaggio italiano è di ottima qualità.

Tirando le somme!

Ratchet & Clank: Rift Apart non si discosta quasi per nulla dagli altri titoli della serie, il gameplay ed il comportamento dei due protagonisti rimane relativamente invariato, sebbene non manchino delle novità. Mi sono trovato a non apprezzare in toto il trattamento riservato a Rivet e Kit, le controparti dei due protagonisti, che in diversi momenti della storia assumono le caratteristiche del gender swap, ovvero una sorta di revisione degli originali Ratchet e Clank ma al femminile, dando la percezione di aver svolto un semplice compito nel inserire dei personaggi femminili. Insomniac avrebbe potuto prendere spunto da molte altre opere che fanno uso degli universi paralleli, proprio come Marvel, DC o le CLAMP, dove i personaggi alternativi subiscono -spesso e volentieri- un trattamento decisamente migliore.

Dal punto di vista grafico c’è ben poco da dire. Se c’è una cosa che gli studi PlayStation sanno sicuramente fare, è stupire i giocatori col comparto grafico ed estetico, cosa che Rift Apart riesce in pieno pur utilizzando uno stile estetico da cartoon. In tutto ciò, risulta anche ben ottimizzato e la presenza di svariate impostazioni grafiche consente una personalizzazione veramente elevata, al punto da garantire un’ottima giocabilità anche su Steam Deck.

Sfortunatamente, alcuni bug ed il problema riscontrato da me relativo al comparto audio, hanno fatto sì che l’esperienza di gioco non sia stata delle migliori. Finendo per danneggiare la fruizione del intero comparto narrativo, nonostante la presenza di sequenze cinematografiche di elevatissima qualità ed un ritmo sempre impeccabile, anche nelle aree più adatte all’esplorazione.

Dunque, nonostante io non abbia apprezzato la gestione di Rivet e Kit, nonostante alcuni problemi da me riscontrati, ritengo Ratchet & Clank: Rift Apart…

// Consigliato

Pregi

  • Gameplay sempre divertente e vario grazie alle numerose armi presenti
  • Visivamente impeccabile
  • Ottimizzazione eccellente

Difetti

  • Narrazione compromessa da alcuni problemi audio
  • Rivet e Kit potevano essere gestite molto meglio
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