Quando la vecchia PlayStation era più al passo di oggi
Uno spiraglio? Ni
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Quando la vecchia PlayStation era più al passo di oggi
La cara e vecchia PlayStation, quanto se n’è detto in questi ultimi tempi, sia nel bene che nel male, e quanto ancora se ne dirà! Oggi PlayStation è sinonimo di videogiochi ad alto budget, totalmente incentrati sul offrire un’esperienza estremamente single player, con un’impostazione relativamente standardizzata, con elementi che si possono ritrovare su IP totalmente differenti tra loro. Stiamo parlando di prodotti che sono prevalentemente in terza persona, con una fortissima importanza nei confronti della narrativa, bene o male appartenenti tutti al segmento degli action con delle ibridazioni che vertono sui generi ludici più popolari. Non è un caso che al giorno d’oggi, i PlayStation Studios non hanno nulla da offrire in termini di FPS, come Killzone o Resistance, o platform, ripensando a Little Big Planet e quella perla che fu Puppiter, per non parlare di una delle più grosse perdite: i titoli multiplayer.
Di base io sono sempre stato un PC Gamer, anche quando il mio PC non era minimamente adatto a far girare videogiochi e mi arrangiavo con una PlayStation, accontentandomi di giocare i vari FPS su PlayStation 2 e PlayStation 3. D’altronde, era l’epoca in cui, volenti o nolenti, v’era quel “mood” da “esiste solo PlayStation”. È proprio lì, dove io avevo trovato una sorta di rifugio, tra Commandos Strike Force, la serie Call of Duty e perfino Battlefield, con quel primo Bad Company che paradossalmente era dedicato esclusivamente al mercato console. Non è tutto. PlayStation per me è stata la piattaforma principale anche per i videogiochi multiplayer e difatti sono state numerose le ore che ho dedicato a Battlefield e Call of Duty, e non solo!
Nonostante al giorno d’oggi vi sia questa convinzione che PlayStation non debba sviluppare GAAS (Game as a service), un tempo ne produceva in abbondanza, pur non avendo la miglior infrastruttura sul mercato. Perché diciamocelo chiaramente, il PlayStation Network non poteva competere con quanto offerto da Xbox Live o dalla scena PC. Nonostante ciò, Sony, con la divisione Sony Online Entertainment, ci credeva eccome, tanto da aver bruciato le tappe con videogiochi che, se fossero usciti oggi, avrebbero fatto letteralmente il botto. Qui trovano spazio MAG per PlayStation 3, con le sue lobby da 256 giocatori, che faceva impallidire il cap di giocatori massimi offerti da Battlefield, Call of Duty, Apex Legends e PlayerUnknown’s Battlegrounds; ma anche Planetside 2 che ospita tuttora lobby da migliaia di giocatori, con delle vere e proprie guerre; come non dimenticare anche Dust 514 figlio di una collaborazione con CCP, il quale era collegato a braccetto col famosissimo RTSMMO per PC Eve Online; a questi se ne accodano moltissimi altri, tipo DC Universe o il pessimo esordiente H1Z1 (che si rifaceva a PUBG e DayZ), ma anche al progetto chiuso prematuramente Driveclub del 2013 per PlayStation 4 assieme alla serie multiplayer Everquest.
Molti di questi titoli hanno avuto vita breve, partendo proprio da MAG, pubblicato nel 2010 e chiuso nel 2014; caso analogo per Dust 514, lanciato nel 2013 e cessato nel 2016, con l’aggravante che l’universo dei videogiochi CCP su PlayStation avrebbe dovuto trovare futuro anche con Eve: Valkyre del 2017 per PlayStation 4 e PC sfruttando (principalmente) la tecnologia VR, ma anche questo non ha avuto successo essendo stato chiuso nel 2022 (nonostante l’aggiornamento per renderlo giocabile senza l’ausilio del visore); probabilmente i videogiochi più fortunati, passati sotto l’ala di PlayStation, sono Planetside 2, DC Universe, EverQuest e Z1 Battle Royale (quello che in origine veniva chiamato H1Z1), tutti acquisiti da Daybreak assieme a tutte le licenze appartenute alla divisione Sony Online Entertainment.
Giunti a questo punto lo scenario è estremamente chiaro. Sony, fino all’arrivo di PlayStation 4 e precedentemente alla sua “consacrazione” al single player, era votata alla varietà più assoluta, proponendo una serie di videogiochi anche nel ambito multiplayer e MMO che si differenziavano radicalmente gli uni dagli altri. Di contro, oggi, Sony e PlayStation non hanno praticamente più nulla, se non Gran Turismo, con una serie di politiche dietro alle microtransazioni non proprio entusiasmanti, e Final Fantasy XIV di Square Enix, che sta per giungere su Xbox Series X|S dopo diversi anni di attesa. Ovviamente qualche produzione nel territorio giapponese è presente, come per esempio Dragon’s Dogma Online, così come qualche produzione a medio budget disponibile anche nel resto del mondo, ma è evidente come la Sony di oggi tenda a non dare un peso adeguato a questa sfera di videogiochi.
Sebbene siano multipiattaforma per volere di Bungie – studio acquisito da Sony nel 2022 -, a questi si aggiungono Destiny 2 e la prossima produzione in arrivo Marathon.
Uno spiraglio? Ni
Non molto tempo fa, Jim Ryan aveva annunciato lo sviluppo di ben 12 produzioni GAAS e quindi vi era quella speranza per il futuro. È notizia recente (// quella_diffusa_da_VGC), che in seguito ad alcune “raccomandazioni” partite da Bungie, 6 di quelle produzioni sono state rinviate al 2026. Non è stato riferito quali siano i titoli rinviati, ma non molti giorni fa, // il_game_director_Vinit_Agarwal, dello spin-off multiplayer di The Last of Us, ha confermato che lo sviluppo procede; nel mentre non ci sono novità riguardanti il multiplayer basato su Horizon e dello studio PlayStation London Studio..
A questo si aggiunge il fatto che Gran Turismo è stato sostituito da Assetto Corsa Competizione dalla FIA per la FIA Motorsport Games, un ulteriore colpo assestata al reparto multiplayer di PlayStation.
La situazione in casa PlayStation è estremamente critica. L’assenza di videogiochi dediti al multiplayer non è proprio il massimo per le casse dei PlayStation Studios, che si ritrovano a finanziare progetti ad alto budget che non riescono a genere introiti costanti come avviene di solito con le controparti multiplayer.