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Editoriali 21 SETTEMBRE 2024 13 MIN LETTURA

Polemica dietro Enotria: controversie e ruoli dietro le recensioni

“I recensori sono tutti venduti” e “ci sono conflitti di interesse” 

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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Enotria: The Last Song
// SCHEDA_GIOCO

Enotria: The Last Song

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 19/09/2024

Attorno ad Enotria: The Last Song si è generato un dibattito decisamente ampio in seguito alla pubblicazione di alcune recensioni e corrispettive videorecesioni, con voti bassi assegnati al videogioco di Jyamma Games. Nello specifico si parla di // Lorenzo_Mango_per_Game-Experience, che ha assegnato un 5.5, ed // Andrea_Maiellano_per_Game_Division_di_Tom’s_Hardware, col suo 6.5. I due sono stati accusati di non aver completato il videogioco e/o non aver sconfitto nemmeno un boss, e mentre l’utenza più affiatata ha passato il proprio tempo a minimizzare il problema oppure ricorrendo al vittimismo Made in Italy. L’accusa mossa da un singolo sviluppatore di Jyamma è quella di non aver svolto il loro lavoro, di recensori, in modo adeguato. 
Non è tutto. La questione si è ingigantita ulteriormente nell’istante in cui, l’autore della recensione di Game-Experience e i creatori di contenuti legati a Simone Milone, PR di Game-Experience e del network ImaCrew, si sono visti revocare i codici di Enotria: The Last Song. 

In seguito a questi due eventi, si sono susseguiti commenti, video e discussioni in merito alla comunicazione dello studio Jyamma e della capacità, onestà e l’integrità dei recensori; ultimo anche il coinvolgimento di Michele Poggi (Sabaku no Maiku) che alla fin fine non è così “profondo” come professato dai media all’epoca dell’annuncio col nome Project Galileo. 
Insomma, è letteralmente scoppiato un “caso tutto italiano”. 

“I recensori sono tutti venduti” e “ci sono conflitti di interesse” 

Sono tante le critiche e le osservazioni riservate ai recensori in questi giorni dalla community di Enotria, che ha fatto anche da cassa di risonanza per gli scontenti. Il tutto fomentato inizialmente dai commenti di uno degli sviluppatori di Jyamma, accusando i recensori di non esser giunti all’epilogo di Enotria. Gli utenti hanno sfruttato l’occasione per scaricare il proprio malcontento e le teorie strampalate sul loro operato, facendo terra bruciata. Si parla delle consuete teorie, prive di fondamento, che vogliono i recensori dispensare voti in base a qualche accordo stretto sottobanco con uno studio/azienda; mentre altri sostengono, ancora, che dietro all’operato di qualsiasi recensore ci possa essere del conflitto di interessi ricevendo il prodotto “gratuitamente”, sminuendo la figura del critico di qualsiasi ambiente. 
Infine, sì, c’è quella porzione di detrattori che vedono il recensore giocare quelle due orette per poi buttarsi a scrivere un testo da X caratteri col solo intento di “distruggere” un videogioco a caso. 

Sono del parere personale che tutto questo è semplicemente frutto di un credo popolare, del malcontento generale che piano piano s’è andato ad ampliare nel tempo. Sempre più persone hanno iniziato ad acquistare i videogiochi, facendo sì che questo divenisse un media per la massa, e sempre più persone hanno iniziato a dare un’occhiata alle recensioni. Anzi, ai soli voti, ignorando il testo che spiega letteralmente la visione dell’autore di quel testo e quel voto. 

Recensire videogiochi è un lavoro vero e proprio 

Quello stesso sviluppatore che ha rivolto critiche nei confronti dei recensori, ha anche affermato che Jyamma è ricorso a mesi di crunch per poter pubblicare il videogioco in tempo, in modo da rispettare la nuova data di lancio. In realtà anche i recensori, in alcune circostanze, ricorrono al crunch per rientrare nei tempi. In Game Division di Tom’s Hardware sappiamo che Andrea Riviera – il capo supremo della divisione videogiochi – è ben disposto a concedere tutto il tempo necessario al suo staff, anche se questo vuol dire mancare la data di fine embargo, che vi ricordo essere ritenuta di fondamentale importanza per alcuni portali web.  
Detto ciò, sappiamo che i codici di Enotria sono stati inviati l’8 settembre e che l’embargo per le recensioni sarebbe scaduto soltanto il 13 settembre. Quindi i recensori avevano circa 9 giorni di tempo per approcciarsi ad Enotria: The Last Song e pubblicare la loro recensione. 

Botta e risposta con Andrea Maiellano di Tom’s Hardware 

Per molti utenti potrebbe essere impossibile, ma si deve tenere a mente che i recensori dedicano a un singolo videogioco ore e ore all’interno di una singola giornata, alle quali si aggiungono anche le ore di scrittura per la recensione, che di certo non si scrive da sola e in cinque minuti. 

Quindi, quale miglior modo di chiarire il concetto se non porre qualche domanda ad uno dei diretti interessati? Ho quindi contattato Andrea Maiellano ponendogli qualche domanda sulla questione e lui, di buon grado, ha deciso di “svelare l’arcano”. 

Q-Gin: Andrea quante ore al giorno arrivi ad impiegare in un videogioco da recensire e, in genere, quante ore impieghi per terminare una recensione? 

Andrea Maiellano: Dipende dal gioco ovviamente. Lo scopo è finirli sempre e comunque, ma non perché dopo i titoli di coda si scopra il Santo Graal. Un recensore capace e con una conoscenza di un genere (e attenzione, nessuno può conoscere bene tutti i generi), ti mette a nudo un prodotto dopo averlo testato per 1/4 della sua durata, che poi è anche banalmente il periodo in cui la maggior parte degli sviluppatori butta il 101% per sorprendere il giocatore. Comunque, la media si aggira attorno alle 20/30 ore a titolo, salvo esperienze più brevi o che richiedano molto più tempo. 
Finirli per me è insindacabile, perché mostra rispetto verso chi ci ha lavorato e, nei casi di giochi meno belli, lo faccio perché spero sempre di trovare quella intuizione capace di farmi cambiare, almeno parzialmente, parere… Spoiler: non succede mai. 

QG: Quante ore arrivi a dedicare ad un singolo videogioco? 

A.M.: Beh quello è meno quantificabile. Esempio: se un gioco dura 20 ore e hai 4 giorni per farlo, molli tutto e giochi 10/12 ore al giorno, ma se invece hai un mese gli dedichi due ore al giorno per venti giorni. Con un Dead Rising Deluxe Remaster ho totalizzato 25 ore in 3 giorni. Enotria? L’ho chiuso in tre giorni. Elden Ring? Finito impiegando 120 ore in 10 giorni per rientrare nei tempi, con Andrea [Riviera] che mi diceva di poter andare un pelino lungo.  
Di base non si ha mai solo una recensione in cantiere, quindi sommando il tutto, la media si aggira alle otto/nove ore al giorno. Che aumentano vertiginosamente nei periodi più brevi. Considera che la giornata tipo sono 8 ore di lavoro redazionale e 8 di gaming, poi la proporzione si modifica in base alle scadenze. 

QG: Come vivi la “speculazione” relativa al conflitto di interesse? 

A.M.: Speculazione? Nah. Non c’è nessun conflitto d’interessi. Il baratto è finito centinaia di anni fa. Ogni recensione viene fatta per due ragioni:
– dare un giudizio su un prodotto; 
– aiutare i futuri acquirenti a farsi un’idea. 

Le recensioni non sono pagate e non sono fatte per “acchiappare letture”. Essere i primi non fa leggere di più le tue pagine, ma semplicemente ti fa essere una voce fuori dal coro, e questo in molti casi è controproducente. La norma e il buonsenso, vorrebbero che il recensore si chiuda su un titolo per arrivare all’embargo prestabilito per due ragioni:
– rispetto verso la software house, che magari ha bisogno di mostrare eventuali recensioni prima di una certa data;
– rispetto verso l’utenza, che magari vorrebbe farsi un’idea prima di comprare. 

Si può fare sempre? No, ma mi sono fatto così tante notti bianche pensando prima ai lettori e poi alla mia salute, che non ne hai idea. E prima che si fraintenda, ho fortuna di lavorare in una realtà [quella di Tom’s Hardware] che non impone l’embargo, ma che ti lascia libero di lavorare e finire la tua opinione con calma.

I codici revocati: una questione che ha dato spazio a diverse speculazioni, ma con una verità “tristemente banale” 

Dalle recensioni “brutte e cattive” si arriva alla diretta connessione con uno dei fatti che ha destato più clamore nel web: le chiavi revocate. Parliamo di una vicenda che ha portato in auge le peggiori teorie, sia complottiste che meno, sia ai danni dei recensori e creatori di contenuti sia allo stesso Jyamma. Però è meglio procedere con ordine. 

Come accennato inizialmente, la recensione di Lorenzo Mango per Game-Experience culmina con un 5.5, un voto che dunque si attesta sotto la sufficienza. Dopo che la recensione è andata online, Simone Milone (che ricordo essere il PR di Game-Experience e anche di ImaCrew, due realtà completamente indipendenti l’una dall’altra) riceve dei messaggi dai Content Creator di ImaCrew che segnalano un fatto bizzarro: i codici di Enotria sono stati revocati. Da lì Simone riceve la medesima segnalazione anche da Lorenzo Mango, e chiedendo anche ad altri colleghi di altre testate e portali, viene a sapere che il problema sembra essere circoscritto solamente alle chiavi che lui stesso ha girato. Di conseguenza ha provato a contattare il giorno stesso Giacomo Greco (CEO di Jyamma) senza ricevere risposta. Non ci vuole molto tempo per lasciarsi trasportare da alcune considerazioni che vedono Jyamma come diretta responsabile, in seguito anche ai messaggi circolati nel server Discord ufficiale di Enotria, dove lo sviluppatore stava schernendo le recensioni, tra cui quella di Lorenzo. 
Insomma, nel giro di pochissimo tempo, Jyamma è accusata di aver revocato le chiavi ad ImaCrew e Game-Experience in seguito alla recensione negativa. In un attimo l’utenza, affezionata al videogioco e allo studio, non esita dal difendere Jyamma fungendo anche in questo caso da cassa di risonanza per gli scontenti, i quali esordiscono con teorie strampalate come la seguente, che potete trovare sotto ad un video nel canale YouTube di Q-Gin TV: “[le persone che lavorano in Jyamma] non fanno parte ‘del giro’ e hanno avuto le palle di ribellarsi allo status quo”. 

Parte di ImaCrew, Kristal Kross è entrato nella questione cercando chiarimenti nel server Discord, ricevendo alcune risposte che – dal punto di vista semplicemente comunicativo – potevano essere elaborate meglio, ma anche lì va tenuto in considerazione il contesto della comunicazione avvenuta in una chat pubblica, in modo colloquiale, al fatto che era sabato e agli impegni dello stesso Greco, impegnato nella sua sfera privata. Va anche sottolineato un ulteriore fatto, nonostante Kristal Kross si è visto revocata la chiave di Enotria, stava comunque ricevendo il Media Kit, di conseguenza il gioco lo avrebbe ricevuto in ogni caso. 

Dopo la pubblicazione del video di Simone Milone le due parti hanno preso contatto, giungendo alla “tristemente banale” verità: si è trattato di un errore.

Enotria: The Last Song e “Il videogioco di Sabaku no Maiku” 

Ultima grande parentesi, la questione relativa quel famoso video dove Michele Poggi (Sabaku no Maiku) aveva annunciato l’inizio di una collaborazione con Jyamma per Project Galileo, rivestendo il ruolo di consulente all’interno della produzione.  
A suo tempo, è stata costruita un’immagine della situazione grossolana, spinta per lo più dai newser (parliamo delle figure che si occupano di curare le novità) del settore, finendo per dipingere il tutto a suon di “Il videogioco con Sabaku no Maiku” e molto altro, come se la sua collaborazione fosse estremamente profonda e decisiva. Anche qui la verità dei fatti è estremamente banale rispetto a quanto si è costruito attorno alla collaborazione. Proprio per questa ragione ho provveduto a contattare Michele Poggi, che subito mi ha chiarito “Il mio non è mai proseguito in un vero lavoro di consulenza, nonostante mi avessero chiesto questo. E se anche lo fosse diventato mantenendosi tale, non sarebbe stato ‘lavorare nello studio’, tanto meno sviluppare Enotria” a questo si aggiunge anche un ulteriore tassello “quanto la collaborazione non si sia mai concretizzata realmente come nei suoi piani iniziali, interrotta prematuramente e dopo già pochissime interazioni”. Va anche detto che tutto questo non è mai stato nascosto alla sua community, difatti non ha esitato più volte e in diverse occasioni nel chiarire quanto la collaborazione non si sia mai concretizzata realmente, fatto anche quando ha presentato la sua anteprima di Enotria nel periodo del Tokyo Game Show del 2022 ed anche quando ha giocato la recente demo pubblica.

L’idea originale, vedeva Jyamma assumere Michele Poggi come consulente del videogioco, prendendo contatto attraverso il management del network di cui fa parte, Grow Up Network. 
Invitato in studio, avrebbe avuto un lasso di tempo indefinito a disposizione per fornire riscontri sul lavoro svolto dallo studio. Ciò si è realizzato soltanto in minima parte, Michele ha potuto dare una prima occhiata ad una build molto grezza (per chiarire il quanto, l’ha definita “preprepre Alpha”) verso l’Autunno del 2021, fornendo un riscontro di circa un’ora e mezza; il fatto si è ripetuto nella Primavera del 2022, dove anche qui ha svolto il suo lavoro in seguito ad una chiacchierata dalla medesima durata. Tuttavia, l’idea originale non si è mai concretizzata non avendo poi seguito davvero lo sviluppo del titolo, al punto che i contatti si sono ripresi solo al TGS del 2022 quando ha realizzato l’anteprima del videogioco Enotria, per poi perdersi del tutto. 
Dopo aver provato la demo, quella che lo studio ha reso pubblica quest’anno, Jyamma ha richiesto una chiamata per avere nuovi feedback, che Michele ha fornito a titolo completamente gratuito con piacere. 

Mettiamo un punto 

Quanto è successo con Enotria è complicato da “giudicare” nella sua forma complessiva. Sono stati toccati così tanti argomenti che, tecnicamente, non bastano altre pagine per poter esternare un’opinione chiara e incisa su quanto accaduto. Sia per quanto riguarda gli attori in scena, sia per la reazione del pubblico che ha fatto letteralmente da cassa di risonanza amplificando tutti quei luoghi comuni che spesso si leggono in rete. 
La parte relativa i voti e del conflitto di interessi, buttata palesemente in caciare da un considerevole numero di utenti che non ha ben chiaro cosa ci sia dietro e in questo caso mi auguro, almeno in parte, di esser riuscito a fornire un quadro generale da chi è nell’ambiente in ambito professionale; la questione riguardante i PR e gli accordi che vengono stretti tra editori (publisher) e gli influencer, aspetto che è stato portato avanti [dalla community] come se Jyamma non avesse contato sul supporto pubblicitario di figure come IlForla per sponsorizzare il proprio videogioco; ultimo ma non per importanza, il ruolo di Michele Poggi che, a detta del credo popolare, sembrava stesse svolgendo chissà che cosa, quando a conti fatti ha avuto la sfortuna di non poter vedere la crescita di un progetto ambizioso, riuscito o meno che sia. 
Tutto ciò rimanendo esclusivamente ancorati al caos generato nella sfera italiana, senza far riferimento alla comunicazione tra Microsoft Gaming e Jyamma inerente alla versione Xbox Series X|S di Enotria: The Las Song. 

Questo articolo ha avuto un importante contributo di Andrea Maiellano e Michele Poggi, senza i quali non avrei potuto mettere in chiaro i loro ruoli e pensieri riguardo i rispettivi temi trattati.

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