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Recensioni 21 FEBBRAIO 2023 9 MIN LETTURA

Pokémon Scarlatto e Violetto, non c’è fine al peggio – Recensione

Più narrazioni, meno coinvolgimento

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

Pokémon Scarlatto Violetto
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Pokémon Scarlatto e Violetto, non c’è fine al peggio – Recensione

Con l’ottava generazione, // Pokémon_Spada_e_Scudo avevano il compito di mostrare ai fan della serie come si sarebbe evoluta da lì in poi, con alcuni spunti positivi ed altri che invece hanno lasciato nella più totale indifferenza. Game Freak ci riprova, puntando su ben due produzioni per il 2022, la prima con Leggende Pokémon: Arceus, che funge un poco da “anteprima” per ciò che verrà proposto coi titoli principali oltre che da finestra sul passato di Sinnoh, e la seconda col duo composto da Pokémon Scarlatto e Violetto, da apripista per la nona generazione trascinando la serie nel open world!

Ebbene sì, Game Freak ce l’ha fatta sul serio. Con risultati ai limiti del disastro e della pura mediocrità, ma sì, Pokémon ha finalmente adottato la formula del open world. Lo ha fatto sacrificando l’interazione con gli NPC, l’esplorazione all’interno delle abitazioni e di conseguenza rimuovendo anche quelle chicche particolari come “missioni secondarie” fini a sé stesse, ma che giocandole regalavano delle sorprese. Non è tutto, ovviamente, a pagarne il prezzo c’è anche lo stato del videogioco, composto da bug, glitch, prestazioni ridicolmente pessime ed un comparto grafico di incredibile e pessima fattura. Però, forse dovrei andare per gradi invece di svuotare i “box di critiche”. 

Più narrazioni, meno coinvolgimento

Se nella stragrande maggioranza dei videogiochi a tema pokémon, l’espediente narrativo era il classico protagonista che dopo essersi trasferito con la propria madre prende il suo primo pokémon e parte all’avventura, nel caso di Scarlatto e Violetto, alla base del trasloco, si trova il fatto che il protagonista è stato ammesso della prestigiosa Accademia di Paldea. 

Nessun particolare cattivo pronto a sconvolgere lo status quo, nessun personaggio che vuole sovvertire la natura portando la distruzione del pianeta, nessun gruppo con l’intento di rubare pokémon o combinare qualche nefandezza. In Scarlatto e Violetto ci sono tre “linee narrative”: la classica, dove di palestra in palestra si giunge alla Lega; completare la ricerca di particolari spezie segrete che han portato alcuni pokémon ad assumere dimensioni fuori dal comune; sgominare il bizzarro Team Star, composto da alcuni studenti dell’accademia, suddiviso in cinque distinte bande che tendono ad importunare gli altri studenti. 

Tutte e tre raccontano vicende narrativamente assestanti, ma va fatto presente che le due alternative al classico “battere i capipalestra” risultano abbastanza interessanti, però la loro scrittura le rende abbastanza di sfondo, risultando alla fin fine estremamente dimenticabili, per quanto buoni siano i concetti espressi. 

Durante le sessioni di gioco si viene spinti dai docenti e dalla rivale nel comprendere la propria via da percorrere, quasi come se ci fosse la concreta possibilità di decidere quale percorso intraprendere tra i tre sopramenzionati, cosa che in realtà è impossibile. Proprio con la campagna narrativa e la sua messa in scena iniziano ad emergere i primi fattori che non rispettano gli attuali standard: l’ancora mancanza di doppiaggio, nonostante gli intenti di proporre sequenze che vanno ben oltre il passato, che portano quasi all’indifferenza totale per la messa in scena; la pessima scrittura generale, tra l’inutilità sempre più assoluta delle risposte da dare nonostante la maggior varietà e l’infantilità generale dei personaggi, fa emergere la più totale mancanza di ambizione dello studio nel rivaleggiare coi canoni del passato.

Potrei chiudere qui la parte relativa la narrazione, ma una volta portate a termine le tre linee narrative, si potrebbe dire che due di esse convergano e si uniscano, portando ad un risvolto relativamente inaspettato. Non tanto per gli avvenimenti in sé, ma più per la formula con la quale viene narrato questo arco narrativo. Si potrebbe affermare che Pokémon Scarlatto e Violetto si trasformino in un videogioco “quasi differente”: per la prima volta nella nella serie, ci si avventura in una lunga sessione accompagnati da ben tre compagni, con dialoghi (scritti, perché guai ad inserire un doppiaggio) che avvengono in tempo reale, mentre si cammina, senza alcuna pausa. Questo arco mira a fornire alcune risposte importanti a domande decisamente “spoilerose”, per tanto non vado oltre.

Prendiamoli tutti esplorando questa Paldea “morta” 

Se dal punto di visto narrativo si sta riscontrando un forte impoverimento, non è esattamente lo stesso per la controparte del gameplay, che riprende molto da Leggende Arceus e lo ripropone a suo modo per renderlo omogeneo con l’idea base dei titoli principali della serie, come la rimozione dello stealth e la cattura diretta bypassando le fasi di lotta, che porta un poco alla mente Pokémon Let’s GO Pikachu/Eeevee.
Se in Leggende Arceus si potevano catturare direttamente i pokémon senza la necessità di avviare una lotta, nel caso di Scarlatto e Violetto è inevitabile. Tra gli impoverimenti lato gameplay, troviamo l’assenza anche della possibilità di potenziare gli attacchi o renderli più deboli in favore di un doppio attacco in un singolo turno. Però, tra le nuove meccaniche presentate in Arceus, è rimasta quella della gestione delle mosse apprese, da dimenticare o da ricordare, che consentono una maggior personalizzazione dei propri pokémon, donando una versatilità ed una adattabilità niente male. A questo si aggiunge la possibilità di poter “craftare” le MT (Macchine Tecniche), grazie ai materiali raccolti con la cattura o gli scontri coi pokémon selvatici.

Con Scarlatto e Violetto è stata introdotta la nuova meccanica della Teracristallizzazione, che permette di potenziare i pokémon mediante il loro Teratipo, che si aggiunge ai tipi “classici”. 
Mediante questa nuova caratteristica, ad esempio, un pokémon generalmente riconosciuto come “Acqua – Volante” può teracristallizzarsi nel tipo Terra divenendo totalmente immune agli attacchi di tipo Elettro. Si può affermare che la Teracristallizzazione abbia ben due scopi: potenziare il pokémon sia in termini offensivi che difensivi.
Tornano i Raid di Spada e Scudo, ma sotto una nuova veste per adattarsi allo “stile” di Scarlatto e Violetto. Di base la funzione è estremamente simile al passato, interagendo coi cristalli luminescenti si possono avviare delle lotte con un pokémon teracristallizzato, queste possono essere giocate sia da soli – accompagnati da tre bot manovrati dalla IA – che in compagnia di altri tre giocatori online. La novità è che non dovrebbero essere presenti dei veri e propri turni e si dovrebbe poter attaccare quando e come si preferisce, sovrapponendo i propri attacchi a quelli dei compagni, ma ciò non avviene online per via della qualità – apparentemente scadente – dei server e, a tal proposito, delle volte può capitare che il pokémon teracristallizzato, quando i suoi PS scendono a 0 o giù di lì, recuperi inspiegabilmente vita oppure una volta senza PS è possibile continuare la lotta subendo e lanciando attacchi – problemi attribuibili al lag.

Con questa nuova generazione è arrivato il “vero” open world. Per la prima volta nella serie, il mondo di gioco è completamente esplorabile ed aperto, senza nessuna schermata di caricamento a separare le città od i percorsi, anzi, i percorsi hanno lasciato il posto a delle Aree dove poter trovare i pokémon selvatici ed è qui che, personalmente parlando, sono stato “catturato”. 
Da diversi anni attendo un videogioco di Pokémon dove poter vedere queste creature vivere in tutta libertà, difatti si possono trovare Bounsweet, Applin, Tarountula e molti altri appesi ai rami degli alberi oppure è possibile vedere gruppi di Tauros o di Pawmi con un Pawmo al comando. Insomma, l’idea portata avanti (ad esempio) dall’anime c’è, il problema sta tutto nella realizzazione finale. Tutto questo ha portato Game Freak a sacrificare totalmente l’interazione con gli NPC, difatti non si viene più premiati con oggetti speciali, anche perché hanno letteralmente bombardato la mappa con oggetti ed MT di vario genere, o con missioni particolari che ti portano a visitare case stregate; è stata eliminata anche la possibilità di visitare gli edifici, perfino i negozi non sono realmente visitabili lasciando il posto a delle anonime schermate dove selezionare gli oggetti da acquistare. 

Un totale disastro 

In questa costante di “idea buona, ma realizzata malamente”, il comparto tecnico piazza una vera e propria lapide sull’intera produzione. Si parte con una telecamera che durante i combattimenti dà letteralmente di matto quando sono presenti dislivelli, compenetrandosi cl terreno e mostrando cosa si cela al di sotto di esso; glitch grafici a profusione con tanto di pop-in di ogni genere, che riguarda la vegetazione, i pokémon, la conformazione del terreno; a questo si aggiungono delle prestazioni incredibilmente instabili, con sezioni dove si scende attorno ai 10fps, rendendo il giocare un vero e proprio supplizio per la vista; inutile dire che graficamente si presenta come uno dei peggiori titoli ad alto budget per Nintendo Switch, che sfigura (ancora una volta) con tutto il resto del parco titoli Nintendo, ma anche con alcune produzioni di terze parti.

L’amare verità è che Pokémon Scarlatto e Violetto danno la percezione di essere un prodotto a basso budget, di uno studio indipendente alla sua prima produzione. Peccato che dietro vi sia The Pokémon Company a dirigerne i fili, mentre Game Freak e Nintendo ne posseggono soltanto una quota azionara. 
Quindi di chi è la reale colpa? Di una The Pokémon Company che mette pressione ad uno studio che sembra non riuscire a tener testa alle produzioni delle altre aziende oppure di una Game Freak ormai rassegnata a svolgere il proprio compitino?

In diretta conseguenza a tutto questo ed ai precedenti capitoli, trovo sciocco continuare a sperare in un nuovo prodotto. Trovo altresì sciocco continuare a chiudere un occhio solo perché “combattere” e catturare pokémon è divertente, per tanto la valutazione è…

// Bocciato

Pregi

  • Gameplay, come di consueto, interessante e funzionale

Difetti

  • Narrativamente scialbo, con scelte registiche incomprensibili
  • Il comparto grafico e tecnico è tra i peggiori visti su Nintendo Switch
  • Open World completamente morto e rotto
  • Interazione portata al minimo sindacale, quasi a 0
  • Gameplay funzionale sì, finché non si affrontano i Raid online

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