Need for Speed: Unbound un’attesa durata 11 anni – Recensione
Storia finalmente assuefacente di scalata al successo
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Need for Speed: Unbound un’attesa durata 11 anni – Recensione
- // Storia_finalmente_assuefacente_di_scalata_al_successo
- // NPC:_si_ritorna_negli_anni_2000_era_ora
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- // La_polizia_finalmente_è_un_“dito_in_culo”_come_in_Need_for_Speed_3
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- // Solo_Trap,_ma_il_Rock_è_morto_?
- // Ok_la_street_art,_ma_decidete_realismo_o_no?
- // Conclusione
- // Pregi
- // Difetti
Sono stato un grande fan della saga di Need for Speed, adoravo rischiare gli incidenti frontali in Need for Speed 2 del 1997, la polizia che mi metteva ansia nel tentativo di completare le gare del 3 del 1998, la grande ascesa al successo nell’ambiente delle corse clandestine in Underground e Most Wanted, rispettivamente 2003 e 2005. Il brand era ormai diventato sinonimo di divertimento per i suoi stimatori e continuava a prendere le formule dei capitoli precedenti per riadattarle in contesti diversi, un po’ come Call of Duty.
Tuttavia, dopo l’arrivo di The Run, un titolo che ho acquistato a prezzo pieno e che mi ha offerto solo 3 ore di divertimento, mi sono reso conto che qualcosa fosse cambiato riguardo all’amore per questo brand. L’idea di una storia intrattenente era interessante, ma il gioco in sé era troppo breve un classico “// ludopanettone“, con una difficoltà inesistente e tarata per intrattenere, non per sfidare i veri fan della serie.
Ironia della sorte, questo capitolo ha dato vita e ispirato le serie videoludiche quali The Crew e Forza Horizon, ma rimane il capitolo più oscuro della saga per i fan della prima ora, il momento in cui Need for Speed è entrato in una fase di declino ufficiale.
Dopo The Run, ho iniziato a mettere da parte Need for Speed. Anche se Hot Pursuit del 2010 e i due Shift di Slightly Mad Studios, che si allontanavano dallo stile arcade, mi avevano già fatto storcere il naso, i titoli successivi come Rivals, che ha segnato il primo flop della serie e mi ha fatto venire i conati di vomito tanto era tremendo. Finché il brand non ha raggiunto l’apoteosi con quello che io definisco il “trio della merda”: Need for Speed 2015, tecnicamente bellissimo ma senza mordente e carisma; Need for Speed: Payback, il punto più basso della serie secondo me, // al_punto_da_farmi_aprire_un_canale_Youtube_per_spiegare_al_mondo_intero_il_mio_disgusto_per_questo_prodotto; infine Need for Speed: Heat, mi è bastato provarlo 10 minuti per chiuderlo nell’oblio della mia mente, tra quei videogiochi che non esistono di saghe che amo ed è in buona compagnia con Castlevania 64, gli Zelda e Mario per CDI, Tomb Raider: Angel of Darkness, Crash Bandicoot 4, King of Fighters XIII e Final Fantasy XIII.
Storia finalmente assuefacente di scalata al successo
Need for Speed: Unbound risolve quasi tutti i problemi che avevo evidenziato nel mio video su Payback, a partire dal concetto di scalata al successo che era assente in molti giochi di guida dove di solito s’interpreta sempre il ruolo di un vincitore (Forza horizon, The Crew, Need For Speed: Payback, etc..). In Unbound, invece, torna la formula della scalata al successo che amavo tanto nei capitoli Most Wanted e Underground.
Sia dal punto di vista della trama, dove vestirai i panni di un pilota e un meccanico che hanno perso tutto e devono ricostruire la loro reputazione, sia dal punto di vista del gameplay, dove anche arrivare in mezzo al gruppo è una vittoria, soprattutto nelle prime fasi di gioco, questo capitolo offre una sensazione di appagamento nel ricostruire tutto da zero per raggiungere gli obiettivi, invece del classico e semplice scopo di raggiungerli.
NPC: si ritorna negli anni 2000 era ora
I giochi di guida arcade degli anni 2000 come Midnight Club, Grid e Need For Speed avevano una caratteristica unica: gli NPC non erano anonimi, ma avevano una propria identità e stile di guida.
In NFS: Unbound, ad esempio, dopo aver affrontato diverse gare, si inizia a capire lo stile di guida di ogni singolo NPC, con i loro punti di forza e debolezze. Per i fan dei videogiochi arcade, vedere di nuovo un’IA nemica così sofisticata è un sollievo, poiché offre un’immersività che si era persa nei capitoli più recenti di Need For Speed e nei racing arcade in generale.
Questa caratteristica non è presente solo in NFS: Unbound, ma anche in // Grid_Legends, dimostrando che nel design dei racing arcade qualcosa si sta smuovendo e stanno iniziando a smettere di essere sviluppati in modo pigro o Sandbox.

Perdere le gare non è da Game Over, ma fa parte del gameplay
Non essere arrivati primi in una gara non significa Game Over, ma fa parte del gameplay. Anche arrivare in mezzo al gruppo è una vittoria, soprattutto nelle prime fasi di gioco. Questo capitolo offre la sensazione di dover costruire tutto da zero per raggiungere gli obiettivi, invece di avere solo il semplice scopo di raggiungerli.
Ciò che rende questo capitolo davvero divertente è la sfida che rappresenta. Non è un gioco facile e immediato, anzi la prima vittoria della tua carriera dovrai conquistarla con tanto sacrificio, cercando di guadagnare denaro nelle corse clandestine. In questo capitolo, infatti, non solo puoi guadagnarne, ma anche perderlo (ed in quantità), che serve per potenziare l’auto e vincere ancora più competizioni.
Ogni gara è un vero e proprio “gioco d’azzardo”, come avviene nelle corse clandestine reali: paghi una quota di partecipazione e solo arrivando nelle prime posizioni hai la possibilità di recuperare quella quota o di guadagnare del denaro, mentre finendo nelle ultime posizioni perderai solo denaro.
La progressione del divertimento gira tutta intorno a ciò ed è ottimamente calibrata: finché non impari a padroneggiare la tua auto non potrai potenziarla, appena la potenzierai dovrai ritrovare un tuo feeling per riprendere a vincere, puro divertimento.
Se fai un errore la paghi cara
Un’altra caratteristica che ho adorato in Need For Speed: Unbound è il ritorno delle punizioni per chi guida in modo scorretto o commette errori: come nella vita reale, ogni errore ha delle conseguenze serie.
Se si è nelle prime tre posizioni, un impatto contro un muro, essere sbattuti fuori strada da un NPC o un frontale con un’auto cittadina, escluderà dalla possibilità di tornare tra le prime posizioni per la fine della gara. Anche se si ha un’auto di pari potenza rispetto agli avversari, non c’è certezza di poter superare nuovamente gli avversari, ogni sorpasso va eseguito con strategie e non risulta mai banale.
Quindi meno errori si fanno, meglio è, ma se si commette un errore la si paga cara. Questa caratteristica rende il gioco più stimolante e immersivo e sfida gli utenti a essere più attenti e strategici nella loro guida.
La tua auto da sogno te la devi costruire o comprare, con tanti sacrifici
Se come me sei un appassionato di quel senso di progressione in altri videogiochi di corse come Gran Turismo 2, Need for Speed: Underground e Most Wanted, o di titoli come Juiced e Test Drive Unlimited 2, allora ti emozionerai come il sottoscritto giocando a Need for Speed: Unbound. In questo gioco, la vittoria non ti verrà regalata, ma dovrai sudartela gara dopo gara.

Non sarà come un Grid Legends o Forza Horizon 5, dove inizi già come un pilota di successo, pronto per la vittoria, ma partirai come un pilota che ha perso tutto e deve ricostruirsi una fama. All’inizio, correrai con un’auto per nulla competitiva, ma col denaro guadagnato in gara potrai potenziare l’auto con tanti sacrifici, fino a farla diventare così competitiva da poter vincere facilmente le gare nella tua categoria, per poi ricominciare da zero in quella successiva. Però ricorda, perdere le gare ti farà perdere denaro, rendendo impossibile potenziare l’auto, generando quella tensione in grado di non farti annoiare.
La tensione è generata dal timore di distruggere l’auto o di essere arrestato, fattori che ti faranno tornare in officina e che di conseguenza ti faranno perdere denaro, immagina ad esempio di perdere 10.000$ a causa sia delle scommesse che della tassa di iscrizione.
In breve: se vinci progredisci e se perdi regredisci.
Una vera boccata d’aria fresca per il genere ed un ritorno alle origini per i giocatori che adorano la sfida e non il relax della guida, oltre al fatto che Need for Speed Unbound rappresenta un’esperienza emozionante e coinvolgente, e come in passato, l’auto dei tue sogni non ti cadrà mai dal cielo o non sarà fin da subito acquistabile.
Finalmente un sistema di guida non realistico!
Finalmente, dopo anni, ho tra le mani un sistema di guida arcade puro, ovvero non realistico. Negli ultimi anni, i videogiochi che vengono considerati “Arcade” come Forza Horizon e alcuni recenti Need For Speed, hanno un sistema di guida simil-realistico, ovvero le auto imitano le loro controparti reali e gli escamotage fantastici come il NOS funzionano abbastanza in modo realistico, fatta eccezione per la loro ricarica. In pratica, da anni se giochi un gioco arcade, pad alla mano, l’auto avrà il feeling che ti aspetti da un veicolo e non uno stile di guida “senza senso”. Per esempio, da giocatore arcade, ero orfano di stili di guida unici come le derapate di Daytona USA per andare più forte in curva, lo sbattere sui muri nei Ridge Racer per eseguire sorpassi, la ricerca delle scorciatoie che andavano contro le leggi della fisica in San Francisco Rush o il Rally sul sapone di Sega Rally. Questo concetto di videogiochi di guida non realistici, ma unici per i videogiochi arcade si era perso per strada, con Need for Speed: Unbound ritorna prepotente.
Il gioco fa uno step evolutivo con un sistema di guida arcade molto più stratificato dei grandi giochi che ho citato, riprende molto il concetto di Gran Turismo 2, dove tutte le auto avranno i loro limiti di velocità, guidabilità e potenza erogata che dipenderanno da come e quanto l’auto verrà modificata in gara.
L’auto avrà il suo limite di velocità e guidabilità in curva, per poter vincere dovrai imparare a conoscere la pista a menadito con tutte le sue scorciatoie come in un San Francisco Rush o Burnout e sopratutto saper sfruttare al meglio le meccaniche di guida arcade, come la derapata in curva e non solo, che si attiverà con il doppio click sul freno o doppio click sull’acceleratore (modalità che si può decidere nelle opzioni). L’attivazione della derapata non sarà realistica, ma totalmente e concettualmente arcade, questo ti permetterà di usarla strategicamente al meglio. Per quanto riguarda il NOS avrai un sistema molto più complesso del solito al quale sei abituato, grazie ad un sistema di NOS a più livelli: quello base che serve a darti solo velocità; quello oro, di difficile caricamento e a tempo limitato (se non lo usi entro un determinato momento lo perdi), ti dà un’accelerazione istantanea pazzesca utile per fare singoli sorpassi e, se caricato al massimo, permette di avere un’accelerazione così potente da non vedere più nulla una volta attivato.
Esplicativo del sistema di guida del titolo, lascio qui sotto una mia clip, dove sfruttando il NOS Oro + scorciatoie negli ultimi 100 metri, sono riuscito a passare da ultimo a primo.
Facendoti capire a pieno la follia e la bellezza!
La polizia finalmente è un “dito in culo” come in Need for Speed 3
Sono tornate le dinamiche alla Hot Pursuit che tanto mi mancavano dal lontano capitolo di Need for Speed del 1998. Certamente, le dinamiche di fuga dalla polizia sono sempre esistite nei giochi di corse, ma nel capitolo 3 la IA della polizia è sempre stata il punto più alto e curato della saga.
In Need for Speed: Unbound, l’obiettivo della polizia sarà quello di buttarti fuori strada, farti male, distruggere la tua auto e farti arrivare ultimo durante le gare. La polizia farà di tutto per danneggiarti e l’IA creerà anche delle azioni coordinate per accerchiarti. Più salirà il livello di ricercato, più la polizia sfrutterà mezzi sempre più pesanti, per non parlare del sistema stealth: se sei ricercato nella modalità free-roaming dovrai prestare attenzione a non incrociarla per evitare di essere arrestato, col classico stile a cono visivo.

Questo gameplay ti porterà ad evitare la polizia in molte occasioni per non avere una rottura di scatole inutile, costringendoti ad ingegnarti per la ricerca di strade alternative, soprattutto nelle missioni di consegna auto.
In sintesi, il ritorno delle dinamiche alla hot pursuit rende il gioco più divertente e coinvolgente, creando una sfida in più per i giocatori e dando loro la possibilità di ingegnarsi per evitare la polizia e completare le missioni.
L’auto si danneggia!
In Need for Speed: Unbound, la distruttibilità dell’auto è tornata in grande stile. I danni all’auto non sono solo estetici, ma hanno un impatto diretto sul gameplay attraverso la barra della vita dell’auto. Ogni volta che l’auto viene coinvolta in un incidente, la barra della vita si riduce fino a quando l’auto non si rompe completamente, causando un game over per danni. Durante le corse o le fughe, è importante tenere sempre d’occhio la barra della vita e ricaricarla presso le stazioni di servizio sparse per la città, che fungono da medikit, come accadeva nella saga di Burnout. In questo modo potrai continuare a gareggiare senza interruzioni e perdere i progressi.
Non ci sono delle piste, ma percorsi da affrontare
Need for Speed: Unbound riporta in auge il concetto di titolo arcade che molti di noi fan hanno sempre adorato. Non ci sono piste fisse, ma percorsi composti da checkpoint sparsi per la città. Il bello di questo gioco è che, a differenza degli ultimi capitoli in cui eri obbligato a seguire un percorso prestabilito per raggiungere il checkpoint, qui ritorna preponderante lo stile alla Midnight Club 3: non importa quale strada fai in città, l’importante è che raggiungi il checkpoint successivo.

Ciò significa che se conosci a menadito la città, puoi anche trovare scorciatoie da sfruttare per avvantaggiarti tra un checkpoint e l’altro, rendendo ogni gara sempre unica e dinamica e non dipenderà solo dalla potenza del tuo mezzo rispetto agli avversari. In questo modo il gioco diventa molto più impegnativo e appagante, in quanto oltre alla velocità bisogna tenere conto della conoscenza della città e della capacità di trovare le scorciatoie migliori.
Need for Speed: Unbound riporta l’azione delle corse arcade su strada, con una dose di strategia e intelligenza, che rendono il gioco divertente e appagante.
Finalmente un open world con mappa piccola, era ora
Uno dei miei crucci più grandi riguardo ai videogiochi di auto open world recenti è che le mappe sono dannatamente grandi. Così grandi che non puoi familiarizzare con esse. Certo, se sei un giocatore che vuole solo rilassarsi e godersi i paesaggi, allora questi giochi possono essere divertenti, ma per me che odio perdere tempo, trovo che questi giochi open world siano una perdita di tempo.
Il fatto di dover raggiungere il punto della gara può richiedere troppo tempo e, anche quando finalmente arrivi, difficilmente imparerai il percorso di guida. Spesso, il circuito verrà affrontato solo per quell’evento e mai più, rendendo ogni gara noiosamente nuova.
Invece, con una mappa più piccola come lo erano Underground 2 e Most Wanted, si ha sempre i luoghi a portata di mano raggiungibili in poco tempo. Le dimensioni così ridotte fanno in modo che giocando e familiarizzando con la città, tu possa finire per conoscerla un po’ come se ci abitassi, come se fosse la città dove vivi. Ciò fa in modo che tu possa imparare a conoscere le migliori scorciatoie, oltre ad avere una maggior capacità nel liberarti della polizia o degli avversari.
Solo Trap, ma il Rock è morto ?
La domanda è lecita vista la presenza di solo Trap in Need for Speed: Unbound: il Rock è morto?
Sono un grande fan delle soundtrack di tutti i Need for Speed, a partire da quella del 2 curata dal grande Jeff Van Dyck e delle successive, perché spesso e volentieri includevano artisti Industrial, Techno, Hip-hop e Metal, generi che amo. Quindi mi sentivo sempre a casa.
È vero che l’immaginario delle corse clandestine è prettamente Hip-hop, con writers, breakers, decalcomanie e impianti per pompare i bassi, ma d’altro canto persone spregiudicate come i piloti delle corse clandestine possono essere anche molto Rock o Raver.
Pertanto, l’eliminazione della Techno e del Metal dalla soundtrack mi è sembrata un punto a sfavore in un titolo che ha ben pochi difetti.
Ok la street art, ma decidete realismo o no?
Il vero problema che sta impedendo a molti videogiocatori di avvicinarsi a questo capitolo, che per me è il migliore della saga se si ama il genere Arcade e non Sim-cade (che ormai è sinonimo di Arcade), è proprio la grafica di Need for Speed: Unbound. Non parlo del livello tecnico, ma dell’estetica.
A livello tecnico, infatti, il gioco è davvero di alto livello, tanto che è stato progettato per girare solo sulla current gen.

Il problema è che l’estetica è ultra-realistica, con effetti speciali e personaggi ispirati alla street art dei writers, che dal punto di vista del design è molto bello e permette di evitare di guardare gli hud di gioco, ma che esteticamente è un pugno in un occhio e non rende giustizia alla qualità tecnica del prodotto.
Per Need For Speed: Unbound c’è proprio da dirlo: l’abito non fa il monaco.
Conclusione
ll sistema di guida del titolo è estremamente divertente e appagante allo stesso tempo, ti mette alla prova come pilota, costringendoti a prendere decisioni strategiche in corsa e a gestire al meglio le risorse a tua disposizione. Non solo dovrai sfruttare al meglio le derapate e il NOS, ma anche saper sfruttare al meglio le scorciatoie e conoscere a menadito la pista per poter avere la meglio sugli avversari.
Inoltre, il sistema di progressione del gioco è molto ben strutturato, con diverse categorie di gara e livelli di difficoltà che ti permetteranno di progredire gradualmente nel gioco, sbloccando nuove auto e potenziando quelle che già possiedi. È un vero e proprio viaggio per diventare un pilota di successo, dove ogni gara è un passo verso il traguardo.
Need for Speed: Unbound rappresenta un ritorno alle origini del genere arcade, con un sistema di guida divertente e stratificato, una progressione ben strutturata e una competizione emozionante. È un gioco che consiglio a tutti gli appassionati del genere arcade che cercano una sfida e un’esperienza emozionante.
// Un_Must_Play_per_gli_amanti_dei_giochi_di_corse_Arcade
Pregi
- Mappa open World piccola
- Sistema di guida non realistico, ma arcade
- Finalmente abbiamo la sfida in un videogioco di auto arcade
- Intelligenza artificiale degli NPC rivali
- Sistema di scalata al successo e progressione
Difetti
- Grafica ne carne ne pesce
- Colonna sonora
- Personalizzazione Personaggio semplice