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Warhammer 40,000: Space Marine 2, recensione (nel 2026) — Il TPS che non sapevamo di meritare

La rivoluzione silenziosa del combattimento

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Warhammer 40,000: Space Marine II
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Warhammer 40,000: Space Marine II

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 09/09/2024

Warhammer 40,000: Space Marine 2 è ancora oggi, nel 2026, uno dei migliori giochi d’azione usciti nel 2024 e una delle esperienze più solide per chi cerca un TPS brutale, spettacolare e fedele all’universo di Warhammer 40K. In questa recensione di Space Marine 2 voglio rispondere a una domanda molto chiara: ha senso acquistare Warhammer 40,000: Space Marine 2 nel 2026? Dopo quasi due anni di aggiornamenti, entro nel merito della cooperativa PVE a lungo termine e il PVP online, spiegando perché il suo sistema di combattimento ibrido tra sparatutto e melee continua a far sembrare antiquata gran parte della concorrenza. Quindi se ti stai chiedendo se valga la pena recuperarlo oggi, se il multiplayer è ancora vivo e che cosa ci si aspetta da un possibile Space Marine 3, leggi e trai le tue conclusioni!

La rivoluzione silenziosa del combattimento

Esiste un momento, in Space Marine 2, in cui smetti di pensare e inizi semplicemente a essere uno Space Marine. Non ti nascondi. Non aspetti dietro un muretto che il cooldown delle granate nemiche finisca. Avanzi. Meni. Spari. Esegui. Ed è in quel preciso istante che capisci che qualcosa nel panorama degli sparatutto in terza persona è cambiato per sempre.

Gears of War ha costruito un’intera filosofia di genere attorno alla copertura: aspetta, spara, ritirati, ripeti. Un sistema brillante per i suoi tempi, e che ha definito un decennio di TPS. Ma era la filosofia del soldato umano, vulnerabile, mortale. Space Marine 2 osa porsi una domanda diversa: e se il protagonista non avesse bisogno di nascondersi, perché indistruttibile, una vera macchina da guerra come in un musou?

Il risultato è un sistema di combattimento che fa sembrare Gears antiquato come un Boltgun scarico. Capitan Titus non usa le coperture — non perché il gioco le ignori, ma perché sarebbe un insulto all’ideologia degli Adeptus Astartes. Al loro posto, Saber Interactive ha costruito un ritmo ternario di parata, schivata e finisher che ricorda la brutalità di DOOM: The Dark Ages mescolata coi parry di Sekiro. È innovativo, è fisicamente soddisfacente, ed è tematicamente coerente con l’universo di Warhammer 40,000 come mai nessun gioco era riuscito a essere prima, neanche lo Space Marine precedente.

La Campagna: brutalità poesia

La campagna singola dura circa dieci ore, ma sono dieci ore dense, senza respiro, epiche. Ogni missione è una progressione serrata in cui il gioco ti insegna a padroneggiare il suo vocabolario violento: prima le schivate, poi i parry e infine le esecuzioni che ristabiliscono lo scudo mentre attorno a te ondate di Tiranidi si infrangono come marosi su una roccia. Lo Swarm Engine di Saber permette di combattere contro centinaia di nemici simultaneamente su schermo, rendendo ogni scontro una battaglia che sembra già leggenda.

La narrativa non è Shakespeare, ma è esattamente quello che deve essere: eroica, cupa, onesta al materiale di partenza. Titus è un protagonista carismatico che porta sulle spalle il peso di un Impero che cade a pezzi, e ogni dilemma morale è risolto con un pugno nel muso a chi lo ha causato. Esattamente come vuole Warhammer 40K.

Operazioni PVE: la vera anima cooperativa

Qui Space Marine 2 si rivela come qualcosa di più di un semplice TPS con campagna: è una piattaforma co-op con gambe lunghe. Le Operazioni — otto missioni cooperative a tre giocatori che raccontano eventi paralleli alla campagna — sono costruite con il multiplayer in mente, con obiettivi diversificati, ondate di elite e boss che esigono coordinazione vera. Il sistema di progressione delle classi PVE, pur nella sua lentezza iniziale, spinge a specializzarsi e a costruire sinergie tra Heavy, Bulwark, Tactical e compagni.

Con aggiornamenti post-lancio come Reclamation, che ha aggiunto una nuova Operazione ambientata a bordo di un incrociatore imperiale alla deriva infestato da Tiranidi — con obiettivi mutevoli e meccaniche stratificate —, è chiaro che Saber Interactive vuole tenere viva questa community nel lungo periodo. E la community risponde, perché il combattimento rimane fresco, brutale e divertente anche alla centesima ora, a distanza di 2 anni dal lancio il gioco è ancora vivo e vegeto online con picchi di 20.000 giocatori simultanei durante il 2026.

PVP: grezzo ma genuino

Il comparto competitivo 6vs6 è il meno sviluppato dei tre pilastri, e va detto con onestà. Non ha la profondità meccanica dei migliori hero shooter né la varietà di mappe e modalità che ci si aspetterebbe da un titolo di questo calibro. Ma ha qualcosa che pochi PVP moderni possono vantare: il feeling. Portare in campo uno Space Marine o un Campione del Caos in uno scontro ravvicinato dove ogni parata e ogni finisher trasudano peso fisico è un’esperienza rara.

Con le ultime patch, la personalizzazione modulare dei Campioni del Caos ha avvicinato il PVP a quella profondità estetica già presente lato lealista, e questo lascia sperare che Saber voglia davvero investire in questa modalità. Ha il potenziale per diventare qualcosa di molto speciale con il tempo e le risorse giuste, nel caso non voglia investire oggi, speriamo valuti di dargli più importanza in un prossimo capitolo perché le basi per divertire nel lungo termine ci sono tutte, a Marzo 2026 ho sempre trovato partite dove unirmi in modo semplice, non così scontato per un videogioco basato tutto sul PVE e sulla sua narrativa.

Perché vogliamo Space Marine 3. Adesso.

Space Marine 2 non è un gioco nostalgico che guarda al passato. È un titolo che ha preso il meglio del design moderno — dodge roll invulnerabili dai soulslike, parry alla Sekiro, glory kill alla DOOM — e li ha fusi in un sistema coerente e riconoscibilmente proprio. Ha dimostrato che un TPS può essere dinamico, verticale e adrenalinico senza appoggiarsi a un muro ogni tre secondi.

Saber ha costruito una base così solida — tecnicamente, narrativamente, meccanicamente — che sarebbe un crimine contro l’Imperatore stesso non darle seguito. Vogliamo vedere Titus affrontare le Orde del Chaos in scala ancora maggiore. Vogliamo nuove classi, nuovi teatri di guerra, una campagna ancora più ambiziosamente co-op. Vogliamo che questo studio dimostri che il successo di Space Marine 2 non era un colpo di fortuna, mi piacerebbe vedere la gente abbandonare i server di For Honor e Gears 5 per unirsi a me in battaglie PVP su Space Marine 2, speriamo che il prossimo capitolo sia il capitolo della maturità.

Per l’Imperatore. E per Space Marine 3.

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