Naoki Yoshida chiarisce l’uso delle mod in Final Fantasy XIV
Le mod "tollerate" che non danneggiano l'esperienza altrui
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Naoki Yoshida chiarisce l’uso delle mod in Final Fantasy XIV
Qui su Q-Gin ho menzionato spesso l’esistenza delle mod in Final Fantasy XIV. Uno degli ultimi casi riguarda // la_chiusura_di_Mare_Synchronos, che ha destato scalpore nell’ambiente del modding. Probabilmente, proprio in seguito al caos generatosi, lo stesso Naoki Yoshida ha deciso di mettere in chiaro la situazione con esempi che lasciano poco spazio all’immaginazione o interpretazione. Ma prima di entrare nel merito, chiarisco fin da subito un punto fondamentale espresso da Yoshida: “se i giocatori continuano a sostenere la premessa di cui sopra [tra poco entro nel dettaglio], secondo cui le mod migliorano il divertimento personale del gioco e riconoscono di assumersi la responsabilità di ciò che scaricano, personalmente non vedo alcun motivo per rintracciare o indagare i giocatori per l’uso generico delle mod.”
Le mod “tollerate” che non danneggiano l’esperienza altrui
Partiamo dalle mod più utilizzate: quelle prettamente estetiche. In Final Fantasy XIV, mediante la combo Dalamud e Penumbra, è possibile personalizzare il proprio personaggio in maniera approfondita, mutando fattori come la forma del corpo e la muscolatura. Esistono anche mod dedicate ai tatuaggi, capelli, dettagli come i denti e molto altro ancora, passando anche per i vestiti, coi quali vengono creati degli improbabili cross-over, come con Stellar Blade.
In maniera esplicita, Yoshida ha menzionato anche le mod di nudo. Anche qui, finché la mod rimane visibile solo ed esclusivamente sul monitor del giocatore che la sta utilizzando, può rientrare nella categoria delle mod tollerate. Il problema si viene a creare nell’istante in cui, nei social network, iniziano a girare screenshot associabili direttamente a Final Fantasy XIV, il videogioco potrebbe essere soggetto a misure legali da parte delle autorità dei vari paesi.
In seguito al costante irrigidimento delle leggi in tal senso, per proteggere i minori, Creative Studio III e Square Enix hanno il dovere di agire.
Tutto cambia quando si ledono i diritti degli altri giocatori
Ecco. Queste mod, se utilizzate tramite i metodi “convenzionali”, si attivano esclusivamente sul proprio client (PC), di conseguenza non possono alterare l’esperienza di gioco altrui. Non a caso viene preso come esempio una casistica potenzialmente comune: cosa accade se [giocatore X] decidesse di attivare una mod per equipaggiarsi degli elementi ottenibili in gioco, mediante il completamento di determinati contenuti? Tutto dipende dalle mod utilizzate. Se ci si limita a farlo per provare sul proprio personaggio quegli elementi o per farsi uno screenshot, diciamo che non è ben visto ma è comunque tollerato. Anche se [giocatore X] decidesse di continuare a giocare con la mod attiva.
Il problema si viene a creare nell’istante in cui il [giocatore X] applica una mod che rende visibile il suo equipaggiamento moddato ad altri utenti. Yoshida, nel post, pone come esempio un caso nel quale il [giocatore Z] si ritrova a interagire o vedere il [giocatore X] con le sue mod attive. In quell’istante il [giocatore Z] vedrebbe vanificare il suo impegno e dedizione, ciò lede l’esperienza di gioco. Questo è uno scenario in cui le mod non sono tollerate.
Altra casistica menzionata nel post, è: una mod che permette di vedere altri giocatori con mod attive. Per quanto Yoshida non abbia fatto nomi, qui è chiaro che si entra nel merito di Mare Synchronos e quanto accaduto con la sua chiusura. Ebbene, si legge “qualsiasi mod che renda visibili le modifiche agli altri richiede la manipolazione o la riscrittura dei file di gioco, il che è fondamentalmente ancora più problematico e distruttivo.”
Ultima casistica, ma non meno importante, le mod che permettono di sfruttare contenuti opzionali disponibili all’interno del Final Fantasy XIV Store, ovvero gli elementi a pagamento con valuta reale. Anche in questo caso Yoshida è stato piuttosto chiaro e trasparente. Final Fantasy XIV è un prodotto che richiede una gestione 24 ore su 24, 7 giorni su 7. A ciò si devono aggiungere anche i costi di mantenimento, che stanno subendo degli importanti rincari (come quelli per l’elettricità). Per tanto, considerando che non vogliono ricorrere a un incremento del costo degli abbonamenti, quindi lo Store fa in modo che il reddito per Square Enix rimanga positivo. Qualora questo meccanismo venisse meno, le mod assumerebbero un ruolo per nulla tollerabile, spingendo lo studio a intervenire.
Considerazioni da giocatore PC
Oramai gioco in pianta stabile su PC da diversi anni. Su Final Fantasy XIV conto oltre 2.000 ore di gioco e di mod ne ho viste di tutti i colori. Ci sono mod prettamente estetiche interessanti, ma anche mod che incrementano il fattore di accessibilità mediante la traduzione, motivo per cui ho citato Tataru Helper in diverse occasioni.
Le parole di Naoki Yoshida risuonano come un faro di speranza, per tutta la community dei giocatori PC. Però non bisogna approfittarne. Le mod vanno utilizzate con un certo criterio. Usarle per provare un abito a pagamento prima dell’acquisto o un cambiamento totale del proprio personaggio, ha perfettamente senso – dal mio punto di vista -, ma non si può scavalcare lo Store. Motivo per il quale mi sono ritrovato a spendere diversi Euro in Fantasia (prego Yoshi-p).
Non spingetevi oltre, anche perché ledere l’esperienza altrui non porta alcun giovamento. Anzi, potrebbe spingere Creative Studio III a bloccare tutto. Causando un rallentamento sulla tabella di marcia in merito ai futuri aggiornamenti ed espansioni. Insomma, non conviene a nessuno.
Fonte | // Lodestone