Final Fantasy XIV: Into the Mist il primo passo verso una nuova storia
Final Fantasy XIV torna in careggiata: ce la farà a essere costante?
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Final Fantasy XIV: Into the Mist il primo passo verso una nuova storia
Il precedente aggiornamento, // The_Promise_of_Tomorrow, ha concluso la storia di Dawntrail, sebbene non nel migliore dei modi. Non parlo degli eventi in sé, che hanno visto il Guerriero della Luce affrontare la minaccia di Calyx. Bensì dei suoi ritmi narrativi e ludici, che hanno finito per “annientare” quasi completamente la tensione. Con l’aggiornamento 7.4, denominato Into the Mist, Creative Studio III sta iniziando a tracciare la direzione narrativa per la prossima espansione: che dovrebbe arrivare nel 2027. Come di consueto, i giocatori si ritrovano una serie di missioni principali affiancati da un nuovo dungeon e una nuova trial, ma non mancano altri contenuti secondari.
Final Fantasy XIV torna in careggiata: ce la farà a essere costante?
Il sentimento che ho provato con Into the Mist, è il medesimo del aggiornamento Seekers of Eternity (il 7.2). Ritmi migliori, coerenti con gli eventi raccontati, in grado di farmi rimanere incollato al monitor senza troppa fatica. A patto di scendere al compromesso con un fatto: si tratta di un contenuto che fa da passaggio di testimone. Infatti, l’intento narrativo è quello di iniziare a fornire una base per la storia che si svilupperà con la prossima espansione. Per questa ragione Into the Mist si apre con un saluto (apparentemente) definitivo con Wuk Lamat, uno dei personaggi più divisivi Final Fantasy XIV.
Il gruppo formato dal protagonista, Krile, Y’shtola, G’raha Tia e Sphene, si addentrano nel continente devastato dalla calamità dei fulmini del Ninth Shard, attraversando Living Memory. Lo scopo è quello di raccogliere nuove informazioni sui Milalla e le origini di Krile, nella speranza di scoprire qualcosa sulla Key, per attraversare le dimensioni.

Uno degli aspetti che salta immediatamente all’occhio, è la qualità riposta nelle animazioni con le quali i personaggi interagiscono tra loro. Un aspetto che negli ultimi tempi è venuto un po’ meno. A ciò si aggiunge anche una narrativa semplice e leggera, ma non priva di qualche sorpresa.
A differenza dell’esperienza “originale” di Dawntrail, il team di sviluppo non si è soffermato troppo a proporre un approfondimento narrativo morboso sugli abitanti di Treno, la città che ha dato rifugio ai Milalla. Questo ha fatto sì che l’esperienza di gioco non finisse per tediare troppo la sequenza delle nove missioni disponibili (una in meno rispetto a The Promise of Tomorrow). Sfortunatamente, la città di Treno non svolge un ruolo importante come altre città, rivelandosi soltanto una tappa di passaggio.
Dal punto di vista prettamente ludico, l’aggiornamento introduce un dungeon che corrisponde all’attraversamento di una miniera, che conduce a Treno. All’interno del dungeon si trovano diversi nemici piuttosto semplici da affrontare, anche per chi si prende una modesta pausa da Final Fantasy XIV. I boss si dimostrano essere piuttosto bilanciati, con meccaniche di gioco abbastanza interessanti e ben leggibili, ma che sfortunatamente non mettono particolarmente in crisi il party. Discorso differente è la trial finale, che si dimostra estremamente cinematografica e impressionante, grazie a una messa in scena ben realizzata, ma che da giocare risulta tediosa e poco appagante: dà la percezione di sembrare infinita per quanto alcune meccaniche si ripetono in maniera confusionale, al punto da esclamare “Fortuna la devo fare una volta sola!“.
Insomma. Per quanto concerne la componente centrale, ovvero quella narrativa e ludica, Into the Mist sembra aver imboccato la strada giusta. Però, trattandosi della stessa considerazione a cui ero giunto con // Seekers_of_Eternity, è meglio attendere l’aggiornamento 7.5 per vedere se Creative Studio III riuscirà a mantenere questa costanza.
Si conclude la storia del Arcadion
Con questo aggiornamento si conclude anche la storia Chronicles of a New Era – The Arcadion, coi quattro nuovi raid AAC Heavyweight, nei quali si dovranno affrontare i pesi massimi del Arcardion, tra cui il campione in carica. La storia si alterna a quattro raid, nei quali si affrontano Vamp Fatale, il duo degli Xtremes e il campione Tyrant. In termini di difficoltà, i quattro raid si sono dimostrati piuttosto semplici da completare, ma non per questa ragione sono da prendere alla leggera. Ognuno di loro offre una buona selezione di meccaniche ben leggibili e comprensibili, complice il fatto che diverse siano state utilizzate in passato. Sfortunatamente li trovo dimenticabili, personalmente parlando, la loro caratterizzazione non splende e il loro design non l’ho trovato accattivante. Anche da giocare non li definirei “imperdibili”, ma il drop chiama e pertanto sono decisamente consigliati per questa ragione.



Di contro la storia narrata non è male, sebbene diversi aspetti vengono raccontati con la tecnica del “Lo dimo” [citando Boris]. Ovvero, off-screen. Infatti, mentre il Guerriero della Luce continuerà ad affrontare i suoi avversari, così da divenire campione e cambiare l’Arcadion, i precedenti avversari si sono uniti a questa specie di “ribellione” contro il Presidente e l’utilizzo delle anime selvagge, che provocano la psiconecrosi. Nel tentativo di salvare le sorelle della ex-lottatrice Yaana, tra cui Eutrope vittima proprio della psiconecrosi. A conti fatti, coi quattro raid del AAC Heavyweight, si assiste alla conclusione di due storie parallele, che finisco per convergere tra loro con un finale abbastanza inaspettato.
Verso la nuova espansione di Final Fantasy XIV
Con Into the Mist la strada è tracciata verso la nuova espansione di Final Fantasy XIV, prevista (tecnicamente) per il 2027 assieme al aggiornamento 8.0. Creative Studio III deve riuscire a mantenere salda l’attenzione dei giocatori attuali, facendo “dimenticare” la pesantezza che ha contraddistinto negativamente Dawntrail. Lo studio deve anche riscattarsi, per attirare quei videogiocatori che si sono allontanati. Non è affatto semplice, se si considerano i picchi narrativi toccati con Endwalker, ma è certamente fattibile. D’altronde lo stesso // Naoki_Yoshida,_in_un’intervista_per_Inven, ha dichiarato che lo studio sta lavorando “a una seconda iterazione“, riprogettando tutto da zero.
Tornando a questo aggiornamento, non è sinonimo soltanto della main quest e del filone narrativo The Arcadion, ma introduce anche diverse novità: si estendono dal Glamour, che ora permette di applicare vestiti e armature indistintamente dalla classe di origine, fino alla scena del PvP coi nuovi contenuti e stagione (accompagnati anche da nuovi bilanciamenti). Sono stati anche modificati i dungeon Dzemael Darkhold e Aurum Vale, oltre a essere stati introdotti nel Duty Support, così da poterli affrontare in solitaria assieme agli NPC. Come sempre, invito a // consultare_il_patch_note_completo per farsi un’idea.