Marvel’s Spider-Man 2 il capitolo che non innova- Recensione
Sa un po' di già visto anche la trama
Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // Damiano_Sturgis.
Marvel’s Spider-Man 2 il capitolo che non innova- Recensione
More of the same sì. More of the same no. Il dibattito più acceso degli ultimi tempi ora vede al centro il nuovo Marvel’s Spider-Man 2 di Insomniac Games che stando a quanto ho potuto provare non è riuscito a discostarsi troppo da i suoi predecessori: saranno dunque sufficienti una Manhattan più ampia e il sistema di combattimento aggiornato appositamente per il Simbionte per promuoverlo? Ovviamente no.
Sa un po’ di già visto anche la trama
Svolgendosi dopo ben 9 mesi gli eventi dello spin-off Marvel’s Spider-Man: Miles Morales, Peter Parker entra in contatto col Simbionte e, di conseguenza, Venom: uno dei villain più iconici del intero mondo Marvel. Questo porterà il rapporto tra Peter e il suo compagno di ragnatele, Miles Morales, verso la rottura, a causa degli effetti negativi del Simbionte.
Oltre a Venom, proprio come in precedenza, lo studio ha deciso di inserire altri villain del calibro di Kraven il Cacciatore assieme a Lizard, aka Dottor Curtis Connors. Non mancheranno altri personaggi famosi dello spider-verse inseriti anche tramite le varie missioni secondarie mentre si volteggia tra i palazzi della città. Io e lo staff abbiamo deciso per questa volta, di lasciarvi al desiderio della scoperta in virtù del fatto che la storia ha un ruolo centrale per l’intera produzione.
Però voglio comunque dedicare un piccola parentesi alla narrazione. Chi ha giocato e apprezzato i precedenti, certamente non rimarrà dispiaciuto per i ritmi piuttosto analoghi, ma le sequenze video mostrano il fianco ad una produzione che non si è spinta oltre per quanto concerne la regia e l’impatto visivo. Facendo storcere il naso a più riprese.
Il solito action, che ci portiamo dietro da Batman Arkham: Asylum
Di tanto intanto vien da chiedersi cosa abbiano in mente gli sviluppatori quando si trovano dietro a produzioni così colossali. Qui c’è in ballo la licenza di Spider-Man e uno dei migliori studi (ora) di casa Sony. Eppure ciò che hanno finito di proporre non è altro che lo stesso gioco ad un costo maggiorato e con dei costumi (ben 10, di cui 5 dedicati a Peter e 5 per Miles) che sono disponibili esclusivamente per gli acquirenti della Deluxe Edition oltre ai 60 da sbloccare.
Insomma, anche se avete giocato gli Spider-Man attorno al periodo di lancio di PlayStation 5, non avrete alcun problema nel approcciarvi a questo nuovo capitolo, in quanto (ad eccezione di alcune nuove abilità) il sistema di combattimento sarà pressoché identico, sebbene si possa passare da Parker a Morales in qualsiasi momento. Stessa questione per il sistema di progressione e lo sblocco di abilità e gadget.
Il punto di svolta è rappresentato senza alcun dubbio dal sistema di combattimento dedicato a Peter Parker quando infetto dal Simbionte, in questo specifico caso si ha tra le mani un qualcosa di veramente inedito che riesce a mettere in scena tutta la brutalità derivata da esso, enfatizzata dalla modalità nella quale si può scatenare tutto il suo potere premendo L3+R3.
Le parti “interessanti” terminano qui. Manhattan avrà i suoi consueti punti di interesse proprio come nel primo capitolo, con obiettivi da completare quali i nidi di simbionti al posto dei vari covi dei criminali, le cache tecnologiche al posto delle stazioni metereologiche di Harry Osborn e via discorrendo. Nel ennesimo tripudio di monotonia che questa volta si amplia anche nelle zone nuove: Queens e Brooklyn.
Questa generazione ancora non si vede
Sul versante grafico, Marvel’s Spider-Man 2 offre solo due modalità visive: Grafica, che pone maggior attenzione alla qualità visiva puntando maggiormente sul colpo d’occhio, e Prestazioni, nella quale si genera un compromesso per garantire un framerate “elevato” e costante.
Nel complesso si può affermare che il videogioco sia soddisfacente, ma che tutto sommato non riesce a garantire quel effetto wow che tanto ci si aspetta da una produzione first party di casa Sony. Ancora una volta, si ha tra le mani un videogioco che non riesce minimamente a valorizzare appieno PlayStation 5.
Inoltre bisogna anche fare i conti col restyling dei personaggi, primo fra tutti Peter Parker, in seguito alla sostituzione dell’attore avvenuta in corrispondenza della produzione di Marvel’s Spider-Man Remastered. Il cambio, infatti, finisce anche qui per non sposarsi bene con l’aspetto di Mary Jane.
Marvel’s Spider-Man 2 non convince
Il tanto atteso secondo capitolo di Spider-Man alla fin fine non convince, dimostrandosi falsamente interessante. È una produzione che pone le proprie basi su quanto realizzato in precedenza, dando la percezione che Insomniac Games si sia limitato a svolgere il minimo indispensabile, forse a causa di Marvel’s Wolverine (altro videogioco in sviluppo presso lo studio).
La storia sa di già visto, risultando un imperfetto mix tra Spider-Man 3 di Sam Raimi e Spider-Man Web of Shadow di Treyarch.
Non convince pienamente anche lato videludico, nel quale non è altro che un minestrone di meccaniche e animazioni proposte nei capitoli precedenti, con l’unica concreta novità che vede come protagonista il Simbionte.
Questa recensione è stata veramente complicata da redigere, in quanto Spider-Man ha rappresentato un’ottima alternativa al insegna del puro divertimento nella precedente generazione PlayStation 4.

Pregi
- Storia centrale che riesce a tenere incollati allo schermo
- Buon numero di gadget e costumi
Difetti
- Il solito Spider-Man, anzi, il solito Action ispiratosi a Batman Arkham
- Visivamente sotto le aspettative
- Poco coraggioso