Kingdom Come Deliverance 2 migliora la formula del GDR secondo Warhorse Studios – Prime considerazioni
Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // andrew.
Kingdom Come Deliverance 2 migliora la formula del GDR secondo Warhorse Studios – Prime considerazioni
Salve Giocomedioevisti e Giocomedioeviste.
Orsù, o gentili Signori e Signore, ché finalmente è uscito, dopo lunga attesa, lo titolo che più bramai ne lo anno del Signore 2025! E dopo avervi giocato per molte hore, qual migliore occasione di narrarvi la mia ventura su le pagine di Q-Gin, sì che possiate conoscerne tutta la magnificenza e la beatitudine?
Dunque, senza più indugi, lanciamoci al galoppo per le terre di Boemia ne lo anno di grazia 1400! E ricordate: DEUS VULT!
Kingdom Come Deliverance 2 se dovessi riassumerlo in poche parole, è praticamente un’evoluzione del primo gioco, migliorato in tutte le caratteristiche che lo rendevano unico, con l’aggiunta di nuove meccaniche che aiutano a molto di più a immergersi ancora meglio nella Boemia del secondo Quattrocento e che vi posso dire, ha saputo andare oltre le mie più rosee aspettative, ma andiamo con ordine.

Uno degli aspetti che ho trovato migliorato è il sistema di combattimento con la spada. Se prima lo trovavo un po’ macchinoso e difficile da leggere, ora risulta più fluido e intuitivo rispetto al primo capitolo. Ad esempio, ho trovato più leggibile la parata degli attacchi nemici, così come la possibilità di concatenare combo con le armi bianche, tuttavia, non posso dire lo stesso per il combattimento corpo a corpo, che continuo a trovare poco convincente e scomodo. Potrebbe essere una mia difficoltà personale, non mi vergogno ad ammetterlo, tuttavia avrei preferito un sistema differente e più intuitivo piuttosto che una semplice trasposizione delle combo con spada nel corpo a corpo che si sposa secondo me molto male, rendendo anche il movimento dei personaggi assai goffo, il che fa più sembrare che stanno facendo un balletto più che una scazzottata.
Anche il sistema stealth è stato raffinato e questa è un’ottima notizia per chi preferisce un approccio furtivo o da ladro. Adesso è più chiaro quando stordire o uccidere un nemico senza farsi individuare. Tuttavia, il sistema di scassinamento è rimasto invariato e continuo a trovarlo scomodo. Giocando su PC rispetto alla mia esperienza su Xbox, l’ho trovato leggermente più gestibile, ma resta comunque poco intuitivo.
Per quanto riguarda invece la componente “survival” — se così vogliamo chiamarla — non ci sono stati grandi cambiamenti: bisogna ancora nutrirsi e dormire per evitare cali nelle statistiche o la morte per fame. Come nel primo capitolo, però, non è particolarmente difficile trovare cibo o un posto dove riposare cosi come è rimasto invariato il sistema di creare pozioni tramite il minigioco al tavolo dell’alchimia e il sistema di salvataggio, o tramite la Grappa del salvatore (una pozione creabile sempre al tavolo dell’alchimia o in vendita presso i mercanti), andando a dormire o uscendo dal gioco.
La vera innovazione di Kingdom Come Deliverance 2, secondo me, sta nel suo sistema sociale. Nel primo gioco, l’abbigliamento e l’igiene personale influenzavano il modo in cui gli NPC reagivano al protagonista. In questo capitolo, l’aspetto sociale è stato ulteriormente approfondito: non sarà solo il livello del personaggio o i punti abilità a incidere su statistiche come carisma, erudizione, minacciosità o capacità di mentire, ma anche il modo in cui ci vestiamo. Questo elemento aumenta incredibilmente il senso di immersione e dimostra quanto Warhorse Studios abbia fatto un grande lavoro di ricerca storica per ricreare il contesto sociale del Basso Medioevo.

Parlando degli NPC, ho trovato il lavoro svolto da Warhorse encomiabile. Sono molto più reattivi e “consapevoli”, sia rispetto alle nostre azioni in gioco, sia nei rapporti interpersonali. Proprio come in Gothic (che sta per ricevere un remake), gli NPC possono sviluppare simpatia o antipatia nei nostri confronti in base a come li trattiamo. Ad esempio, un mercante che ci detesta ci farà pagare prezzi esorbitanti. Inoltre, un dettaglio che sembra ispirato a Red Dead Redemption 2 è la possibilità di rispondere agli NPC in modo educato o scortese quando ci rivolgono la parola mentre camminiamo.
Un’altra cosa che mi ha colpito è il fatto che le azioni svolte nelle missioni secondarie e principali vengano ricordate dal gioco. Ad esempio, dopo aver completato una missione che sblocca i tornei nella splendida città di Kuttenberg, mi è capitato di incontrare un gruppo di banditi. Uno di loro, riconoscendomi come campione del torneo, mi ha lasciato andare dichiarandosi mio fan. Un evento simile mi è successo anche in una missione della storia principale. Questi dettagli mi mandano letteralmente in visibilio, e sono certo di essermi perso ancora molte chicche lungo la mia esperienza di gioco.
Ovviamente, non è tutto oro quel che luccica. Ho riscontrato qualche bug qua e là e il motore grafico, il CryEngine, presenta alcune imperfezioni che mi hanno infastidito. Tuttavia, nel complesso, questo secondo capitolo ha pienamente soddisfatto le mie aspettative.
Per quanto riguarda la trama, l’ho trovata molto più coinvolgente, anche grazie al budget maggiore che ha permesso di creare sequenze che non sfigurerebbero nemmeno al cinema. Anche se la storia resta piuttosto lineare—giustamente, per il tipo di esperienza offerta—questa volta le scelte del giocatore hanno un impatto maggiore. Senza fare spoiler, alcune decisioni possono influenzare chi ci accompagna nel gameplay e persino il finale, anche se non in modo eccessivo.
Beh, credo di avervi scritto abbastanza la mia opinione da fan girl su questo titolo! Con questo vi saluto e alla prossima!