// Q-GIN 6.00
--:--:-- | 12.AGO.2026
Speciali 15 GIUGNO 2023 5 MIN LETTURA

Killer Frequency: tensione e horror dal tocco radiofonico negli anni ’80

Una piccola cittadina negli anni '80, un classico scenario Horror

Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // andrew.

// NESSUN_LINK_SOCIAL
// TUTTI_GLI_ARTICOLI
Killer Frequency
// Q-GIN Killer-Frequency-1
// SCHEDA_GIOCO

Killer Frequency: tensione e horror dal tocco radiofonico negli anni ’80

Salve gioco radioristi e radioriste, come state? 

Il mondo dell’intrattenimento radiofonico ha sempre esercitato su di me un certo fascino. La capacità degli speaker di intrattenere gli ascoltatori con la loro voce, sia di giorno che di notte, e di creare un’atmosfera coinvolgente attraverso la musica, mi è sempre sembrata una cosa affascinante. Ma è durante la notte che questo lavoro diventa ancora più magico. Quello che durante il giorno può sembrare rassicurante, con l’arrivo del buio tutto si trasforma e diventa un momento in cui le inquietudini e le angosce umane possono prendere forma, trasformandosi in un vero e proprio incubo dal quale vorremmo solo risvegliarci. Ed è proprio questo che ho avuto di fronte giocando a Killer Frequency, una commedia horror (almeno così viene etichettata dagli sviluppatori), creata dallo studio di sviluppo Team 17 Digital. Questo titolo mi ha incuriosito fin dai primi trailer e non ho esitato dal metterci sopra le mie mani tremolanti.

Ma in cosa consiste esattamente la storia e il gameplay di questo gioco? Ve lo racconterò in questo mio articolo/diario, quindi cominciamo…

Una piccola cittadina negli anni ’80, un classico scenario Horror

La storia si svolge nell’ormai lontano 1987, in una piccola cittadina americana chiamata Gallows Creek. Nel gioco vestiremo i panni di Forrest Nash, un ex protagonista del mondo radiofonico che è caduto in disgrazia e ha finito per dirige il programma serale “The Scream” in questa dimenticata cittadina, dopo aver lasciato la scintillante Chicago. All’inizio ci troveremo di fronte a una serata di lavoro tipica, in cui metteremo su un po’ di musica, chiacchiereremo con gli ascoltatori e, tra una pausa e l’altra, avremo conversazioni casuali con la nostra produttrice Peggy, che diventa effettivamente la co-protagonista del gioco. Tutto cambierà quando riceveremo una chiamata dall’operatrice del 911 che ci informerà del brutale assassinio dello sceriffo della città e dell’isolamento telefonico totale di Gallows Creek dal resto del mondo. Nel frattempo, nel paese avvengono attacchi da parte di uno psicopatico che scopriremo essere legato al passato oscuro di Gallows Creek: il Fischiatore, un serial killer che si annunciava alle sue vittime con una macabra canzoncina fischiettata. Lascio a voi il piacere di scoprire come questa figura del passato sia tornata a colpire e di svelare l’intricata storia che si cela dietro questi attacchi ed al Fischiatore stesso.

La trama, sebbene a tratti possa sembrare un po’ clichéttosa tipica dei film horror di quell’epoca (ma penso che ciò sia voluto), è stata costruita con cura dagli sviluppatori per creare quella tensione palpabile che i protagonisti vivono in quei momenti. Questo è possibile grazie al fatto che l’intera vicenda si svolge nella piccola stazione radio del paese. Ciò che rende ancora più particolare questo titolo è che il giocatore si troverà sia nei panni del protagonista delle vicende che in quelli dello spettatore. Infatti, tutte le storie che vivremo durante il corso del gioco avranno dei risvolti all’interno della stazione radio e non al di fuori di essa. Come ho accennato in precedenza, essendo stati incaricati di rispondere alle chiamate di emergenza del 911, i cittadini di Gallows Creek si rivolgeranno a noi per cercare aiuto contro gli attacchi del Fischiatore e noi li aiuteremo coi mezzi a disposizione che troveremo all’interno della stazione.

Questo, secondo me, contribuisce notevolmente a creare il senso di terrore e ansia delle vicende, poiché non vediamo direttamente ciò che accade ai vari personaggi che subiscono gli attacchi e non possiamo aiutarli direttamente. Sentiremo sempre una forte e tangibile tensione, unita a un senso di impotenza. Inoltre, se non faremo le scelte giuste, i personaggi subiranno una fine cruenta e dolorosa.

Un gameplay apparentemente statico, ma in grado di generare quella giusta tensione da tenere incollati al monitor

Ora che siamo arrivati a questo punto, passiamo al gameplay del gioco in modo più concreto. Il nostro obiettivo sarà cercare di salvare più persone possibile dagli attacchi del serial killer. Per fare ciò, dovremo indagare nelle varie stanze della stazione radio alla ricerca di indizi che ci permettano di aiutarli a sopravvivere. Una volta trovati gli indizi ritenuti giusti, dovremo ragionare attentamente per guidare le vittime facendo sì che possano sfuggire a un destino fatale. Tutto ciò avverrà attraverso scelte di dialogo che dovranno essere ben ponderate.

Per trovare i vari indizi, come già accennato, dovremo esplorare la stazione radio in lungo e in largo. All’inizio saremo in grado di visitare solo alcune stanze che saranno utili per l’emergenza in corso, ma man mano che andremo avanti, sbloccheremo sempre più stanze che ci permetteranno di esplorare l’intera stazione. Proprio qui, desidero elogiare gli sviluppatori per aver caratterizzato così bene ogni singola stanza o scrivania. Ognuna di esse rifletterà la personalità di chi ci lavora, ma ciò che mi ha particolarmente affascinato è come il Team 17 Digital sia riuscito a rendere questa piccola stazione radio un luogo davvero inquietante. Ho sempre avuto la sensazione che qualcosa fosse in agguato all’interno dell’edificio, proprio come in // Dredge. Gli sviluppatori hanno saputo distribuire bene i momenti in cui ci ricorderanno che anche noi siamo un possibile bersaglio del Fischiatore, il tutto senza utilizzare jumpscare di sorta.

Una cosa interessante che ho scoperto su questo gioco è che è possibile viverlo anche tramite la realtà virtuale (tanto da essere presente nello store per il Meta Quest). Devo dire che, per come è stato concepito, mi ha dato l’impressione che il gioco fosse stato pensato con queste modalità dai suoi sviluppatori, sia per l’interazione con l’ambiente (come in Half-Life 2, per intenderci), sia per le scelte di dialogo.

In definitiva, dopo le sue circa quattro ore di gioco, Killer Frequency si è rivelato una piacevole sorpresa. Nonostante la storia non sia particolarmente innovativa (il finale mi è sembrato un po’ scontato), sono rimasto incollato al gioco dall’inizio alla fine, desideroso di scoprire tutti i misteri dell’intreccio creato dal Team 17 Digital.

Se siete amanti dei giochi investigativi e dei puzzle, qui troverete pane per i vostri denti. E con questo, il Nonno vi saluta, in attesa del prossimo articolo!

// CONDIVIDI_ARTICOLO
// UNISCITI_ALLA_COMMUNITY

Ti è piaciuto questo articolo?

Non perderti i nostri prossimi contenuti. Unisciti al nostro canale Telegram o seguici sui social per restare sempre aggiornato!