GTA 6, Rockstar accusata di premiare le “talpe” che spiavano i sindacalisti
Rockstar accusata dal sindacato IWGB di aver premiato informatori sulle attività sindacali. Le accuse, i 34 licenziamenti e la difesa dell'azienda.
Il mio pseudonimo è Giuseppe Zetta aka Zell Ho la passione per l’informatica, nata all’età di 6 anni, quando ho avuto a che fare per la prima volta…
Rockstar Games torna al centro delle polemiche mentre si avvicina il lancio di GTA 6. Secondo una nuova accusa riportata da TheGamer, l’Independent Workers’ Union of Great Britain (IWGB) sostiene che l’azienda avrebbe concesso vantaggi, tra cui permessi aggiuntivi, a informatori interni che avrebbero riferito alla dirigenza le attività sindacali dei colleghi. Si tratta di accuse contestate e non di responsabilità accertate: Rockstar nega di aver perseguitato i lavoratori per la loro appartenenza al sindacato.
Rockstar avrebbe ricompensato le “talpe”: cosa sostiene il sindacato
La nuova contestazione si inserisce nella battaglia legale avviata dopo i licenziamenti dell’ottobre 2025. Secondo la ricostruzione dei lavoratori e dei loro rappresentanti, alcuni dipendenti avrebbero passato alla direzione informazioni provenienti da un server Discord privato utilizzato per discutere di organizzazione sindacale. TheGamer riferisce ora l’accusa secondo cui gli informatori avrebbero ricevuto anche piccoli benefici, definiti “sweeteners”, come ulteriore tempo libero.
È importante distinguere i diversi livelli della vicenda: l’esistenza di informazioni arrivate ai responsabili aziendali è al centro degli atti del procedimento; l’ipotesi che tali informazioni siano state raccolte per colpire il sindacato e che siano state ricompensate è una contestazione della parte sindacale. Non risulta una sentenza definitiva che confermi questa interpretazione.
Il server Discord e le informazioni sui lavoratori

La documentazione discussa nel procedimento descrive contatti fra un dipendente e Charlie Kinloch, dirigente delle risorse umane e responsabile operativo di Rockstar Lincoln, risalenti almeno al febbraio 2024. Secondo le memorie presentate dai ricorrenti, nell’arco di circa 21 mesi ci sarebbero state almeno 26 comunicazioni o incontri relativi al server Discord, con la trasmissione di screenshot, registrazioni e notizie su riunioni, iscritti e attivisti.
Il punto più delicato riguarda la tempistica. Nell’ottobre 2025 il sindacato si stava avvicinando alla soglia del 10% dei dipendenti, rilevante per avviare la procedura di riconoscimento formale nel Regno Unito. I ricorrenti sostengono che i vertici di Rockstar siano stati informati di questi numeri prima dell’ondata di licenziamenti. Per l’azienda, invece, il problema centrale erano le possibili violazioni della riservatezza e della sicurezza delle informazioni interne.
34 licenziamenti nel 2025: le due versioni
Il caso nasce dal licenziamento di 34 dipendenti tra Regno Unito e Canada nell’ottobre 2025. Di questi, 23 ex lavoratori sono indicati dalla cronaca giudiziaria come coinvolti nell’azione davanti al tribunale del lavoro di Glasgow. Il sindacato IWGB sostiene che i provvedimenti abbiano preso di mira persone impegnate nell’organizzazione dei lavoratori, configurando un possibile tentativo di ostacolare la sindacalizzazione.
Rockstar respinge questa ricostruzione. La società sostiene che le persone coinvolte abbiano condiviso informazioni aziendali confidenziali in una chat Discord, violando le regole interne. In udienza il responsabile globale delle risorse umane Robert Spampinato ha negato che la dirigenza abbia fatto monitorare le iscrizioni sindacali o che i licenziamenti siano stati una forma di vendetta contro il sindacato.
Le accuse di union busting e di blacklisting, cioè rispettivamente di ostacolo all’attività sindacale e di raccolta di informazioni sui lavoratori per discriminarli, fanno parte del contenzioso: la loro presenza negli atti non equivale a una condanna.
Il procedimento prosegue mentre si avvicina GTA 6

Il tribunale del lavoro di Glasgow sta esaminando le versioni contrapposte. L’udienza, inizialmente prevista in conclusione a metà ottobre, è stata prolungata fino a novembre 2026 per consentire ulteriori esami e discussioni. Al momento non c’è una decisione definitiva sul merito delle accuse.
La controversia si svolge in una fase particolarmente delicata per Rockstar: Grand Theft Auto VI è atteso il 19 novembre 2026. Il caso non riguarda direttamente i contenuti o la qualità del gioco, ma le condizioni di lavoro e il rapporto tra la società e chi contribuisce a svilupparlo. Proprio per questo la vicenda merita attenzione anche da parte del pubblico videoludico, evitando però di trasformare accuse ancora da giudicare in fatti già dimostrati.
Fonti: TheGamer – nuove accuse sulle ricompense agli informatori; Game Developer – atti e posizioni delle parti; The Independent – testimonianza della dirigenza; Massively Overpowered – proroga delle udienze.
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