Ghost of Tsushima: cosa succede se si sconfigge il primo ed imbattibile boss?

Ghost of Tsushima: cosa succede se si sconfigge il primo ed imbattibile boss? 1

A cura di Nonno Boomer (a.k.a Andrea Tenuta)

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Ghost of Tsushima: la non libertà del giocatore.

Salve a tutti giocatori d’estate! Qui è il Nonno che vi scrive dalla sdraio a dondolo.

Oggi vi scrivo perché volevo segnalarvi un caso curioso dell’ultima (in tutti i sensi) esclusiva per PlayStation 4, Ghost of Tsushima.

Devo confessarvi prima di tutto, a netto dei suoi difetti che non mi fa pensare a un titolo tripla A, il titolo desta in me una certa voglia di giocarlo. Primo perché ho amato molto i precedenti titoli sviluppati da Sucker Punch, mi riferisco a Infamous, e secondo perché sono un ex fan di Assassin’s Creed (e questo titolo mi pare una buona alternativa a una saga che ormai non mi trasmette più nulla n.d.r.).

Ghost of Tsushima
Vecchie glorie personali

Proprio ripensando al piacere che mi hanno dato quei vecchi titoli, ho cominciato a guardare qualche video su internet, per gustarmi un po’ di gameplay del gioco e mentre vedevo alcune fasi stealth (davvero molto Shadow of Mordor a mio dire, il che è un bene n.d.r), il “Tubo” mi consiglia un video. Un video che, quando l’ho visto, mi lasciato un po’ di amaro in bocca e mi ha dato da riflettere.

Signori, ecco il mio parere dopo la visione del video

Quel boss, in teoria, dovrebbe essere uno di quei nemici che a inizio gioco non puoi battere in alcun modo essendo estremamente forte. Ebbene il canale Mighty Noob si è gettato nell’impresa per vedere cosa accade dopo averlo sconfitto.

Ebbene, se riuscite a sconfiggerlo, la vostra ricompensa sarà (rullo di tamburi)…. il nulla! Già, perché non può morire, dunque il combattimento prosegue finché non si “crepa”.

Ora, lungi da me voler affossare un titolo che tutto sommato trovo valido, non di certo un capolavoro come in molti lo descrivono, ma senz’altro un buon gioco. Però vedere questa determinata cosa, procura in me un certo fastidio nei confronti di sviluppatori che hanno completamente dimenticato una particolarità: ciò che stanno realizzando non è un film, bensì un videogioco, un open-wolrd in cui il comportamento del giocatore ha un certo peso sul tipo di gameplay che si vuole affrontare nel corso della partita.

Se tu, sviluppatore, metti la possibilità di battere il primo boss, ma questo non porta a nulla, ne ha una ricompensa ne ha una sequenza video speciale, fai capire che non tieni per nulla in considerazione la libertà del giocatore. Anzi, tra le righe, fai comprendere che deve andare sul binario pre-stabilito, privandolo di una qualsiasi soddisfazione pad alla mano. Oltretutto, la cosa risulta ancor più fastidiosa perché è stata data la possibilità di farlo, se tu avessi mascherato la cosa con il classico trucco del poco danno inflitto, la cosa non mi avrebbe procurato tanto fastidio.

Tutto questo mio pensiero e scaturito dal paragonare un gioco di un’azienda che, pur avendo creato titoli con vari difetti, hanno sempre tenuto conto del giocatore e della sua libertà, sto parlando del recente titolo di From Software Sekiro (legato a Ghost of Tsushima soltanto per la sua ambientazione, n.d.r.).

Come potete vedere nel video, se un abile giocatore riesce a sconfiggere il primo boss, viene “ricompensato” (con tantissime virgolette n.d.r.) con una sequenza vide che va a sottolineare la sua bravura.

Ritornando a Ghost of Tsushima, nel gameplay sembra che la libertà venga tenuta in conto visto che il giocatore può decidere se rimanere fedele al codice d’onore dei Samurai oppure abbandonarlo ed abbracciare così la disonorevole via dello Spettro agendo nell’ombra, il problema sembrerebbe risiedere nella storia che stride troppo con certe scelte di gameplay.
Mi sento ancor più rammaricato pensando che stiamo parlando dello stesso team dietro alla serie Infamous, dove si teneva conto di come il giocatore agiva nel mondo di gioco (difatti in base alle proprie azioni, sia la storia che il gameplay, mutavano).

Da vecchio videogiocatore, mi auguro sempre che negli open-world gli sviluppatori tengano conto dei vari approcci che i giocatori possono avere per i loro titoli. Essendo questo un genere molto aperto, i binari della storia possono cozzare non poco con il sistema di gioco, soprattutto se malleabile. Infatti , nonostante lo consideri il gioco della generazione, anche Red Dead Redemption 2 è afflitto dallo stesso problema.

Detto questo vi lascio e me torno sul mio gommone a dondolo a sorseggiarmi il mio grappino. Alla prossima!


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Di Nonno Boomer (a.k.a Andrea Tenuta)

Nonno Boomer videogioca fin da quando un inventore pazzo in pieno medioevo( finito poi sul rogo sotto l'inquisizione spagnola ), gli vendette la prima console meccanica ad acqua. Il buon vecchio Nonno sta su console e PC da che ne ha memoria ( il che dato la sua età è tutto dire ). Ma nonostante le pennichelle pomeridiane , il continuo lamentarsi dei giovani e dire che si stava meglio quando si stava peggio , non e mai restio alle novità . Tanto che , per non rimanere indietro con le nuove generazioni , ha deciso di adottare, come nome , Boomer quando lo ha sentito uscire dalla bocca di da una gang di neonati dopo che gli avevano fregato la dentiera offrendogli ( per finta ovvio ) delle caramelle alla bacca di ginepro.