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Editoriali 09 MARZO 2025 11 MIN LETTURA

Final Fantasy XIV: ha senso recuperarlo oggi?

Final Fantasy XIV ha una storia?

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

Final Fantasy XIV: ha senso recuperarlo oggi?
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Final Fantasy XIV: ha senso recuperarlo oggi?

Final Fantasy XIV sta per compiere il suo 15° anniversario, mentre sono trascorsi 12 anni dall’incredibile rilancio avvenuto con A Realm Reborn. In questi 15 anni, Final Fantasy XIV si è trasformato ed evoluto. Il passaggio dalla sua problematica versione vanilla ad A Realm Reborn ne ha decretato un costante successo, di espansione in espansione, fino ai giorni nostri, dove con Dawntrail ha subito un rallentamento. 

Negli anni, il team di Naoki Yoshida, si è letteralmente contraddistinto per il suo approccio con la community e col videogioco stesso, imbastendo delle live streaming su Twitch e YouTube, nelle quali gli sviluppatori (e lo stesso Naoki Yoshida) giocano con la community, annunciano le novità che verranno introdotte nel tempo con aggiornamenti gratuiti, contenuti e/o espansioni a pagamento, annunciano eventi e iniziative che hanno al centro la community, come il Fan Festival o dei veri e propri contest nei quali i lavori dei giocatori vengono introdotti nel videogioco. 

Eppure, tutto questo va avanti da circa 12 anni. Un tempo incredibilmente lungo se si pensa a quanto il mondo corre veloce. E quindi ha ancora senso investire il proprio tempo, e soprattutto denaro, in un videogioco come Final Fantasy XIV? Il supporto al gioco stesso, l’assistenza, i server, i contenuti, sono ancora di qualità? 
Con questo articolo, che a tratti pare anche una recensione, il mio scopo è quello di fornire un quadro generale sul gioco, nel tentativo di essere il più sintetico possibile.

Final Fantasy XIV ha una storia?

Non si chiamerebbe Final Fantasy se fosse privo di una storia e quella di Final Fantasy XIV non ha assolutamente nulla da invidiare agli altri capitoli del franchise. 

Infatti, se c’è un aspetto nel quale Yoshida e il suo team sono riusciti pienamente, è quello di dare una percezione di progressione del tempo che trascorre (narrativamente) di missione in missione, di espansione in espansione.  
Infatti, appena avviato A Realm Reborn e creato il proprio avventuriero, si scopre che la situazione in Eorzea non è esattamente delle migliori. La guerra bussa alla porta, con l’impero di Garlean pronto a conquistare terreno soggiogando le tre nazioni, che inizialmente non sono proprio unite. E se può sembrare banalotto e classico, mi permetto di buttare alla rinfusa un paio di pillole narrative: mentre l’impero si fa strada, si fanno largo altri pericoli, come il culto degli Ascian che spinge delle creature a sacrificarsi per evocare i Primal (Ifrit, Titano e tutti gli altri) e un folle di Garlean pronto a evocare una Luna da scaraventare contro il pianeta. 

E se in A Realm Reborn si combatte tra impero e Primal, nelle espansioni successive le cose prenderanno una piega sempre più differente e intricata, passando dal diventare il Guerriero della Luce fino ai complotti politici, viaggi tra dimensioni parallele e viaggi verso… le stelle. Insomma, nel tempo Final Fantasy XIV ha saputo proporre una narrazione in costante evoluzione e sempre perfettamente coerente con sé stessa. 

Tutto questo ha un prezzo: fare i conti con uno stile che, a tratti, dà l’idea di star giocando una visual novel o un titolo della serie Yakuza (Like a Dragoon). Sì, perché in Final Fantasy c’è tanta, ma tanta, narrazione. Si parla costantemente e, tra un’espansione e l’altra, in alcune occasioni la situazione peggiora un po’ (tra Stormblood e Shadowbringer, così come tra Endwalker e Dawntrail).

E quando non si parla, si combatte… a volontà!

Nonostante la narrazione sia un perno centrale dell’esperienza di Final Fantasy XIV, il gameplay non è da meno. Il gioco offre svariati contenuti. Una quantità incredibile e in costante aumento di contenuti dedicati al combattimento in multiplayer e, nell’ultimo periodo, anche in “singleplayer” per coloro che vogliono immergersi ancora di più nella narrazione o che desiderano stare in solitaria solitudine giocando nella più completa e totale calma, aiutati dai bot autonomi. 

Apro una parentesi utile proprio ai giocatori che si approcciano a Final Fantasy XIV mediante la Free Trial. È stato introdotto da diverso tempo il Duty Support, una feature che consente ai giocatori di affrontare i contenuti della Main Scenario (i contenuti della storia principale) in totale autonomia, senza dover prendere contatto con altri giocatori o fare lunghe file d’attesa, trattandosi di contenuti vecchi.

Tra i contenuti proposti e in ampliamento, figurano anche i Job (le classi). Durante la creazione del proprio personaggio, il giocatore ha la possibilità di scegliere una classe tra le diverse proposte, che si dividono in tre macro-categorie:

  • tank con il Gladiator (Paladin) e il Marauder (Warrior);
  • dps con Pugilist (Monk), Lancer (Dragoon), Archer (Bard), Thaumaturge (Black Mage) e Arcanist (Summoner e Scholar).  
  • healer col Counjer (White Mage).

Ognuna di queste citate, si “evolve” nel suo corrispettivo menzionato nelle parentesi, progredendo con le rispettive missioni ad esse dedicate e, come è possibile notare, l’Arcanist è l’unica classe che si dirama in due evoluzioni: il Summoner, che rimane nella macro-categoria dei dps, e lo Scholar che invece è un healer. 
A queste, si aggiungono le classi incluse nelle diverse espansioni arrivate nel corso degli anni, che possono essere sbloccate solo arrivando ad un determinato livello e ad una specifica missione della Main Scenario: 

  • A Realm Reborn, da sbloccare in gioco: Rogue (dps) che si evolve in Ninja (dps);
  • Heavensward: Dark Knight (tank), Astrologian (healer) e Machinist (dps);
  • Stormblood: Samurai (dps) e Red Mage (dps);
  • Shadowbringer: Gunbreaker (tank) e Dancer (dps);
  • Endwalker: Reaper (dps) e Sage (healer);
  • Dawntrail: Viper (dps) e Pictomancer (dps). 

Un aspetto che contraddistingue Final Fantasy XIV dagli altri MMO, è la possibilità data al giocatore di poter cambiare classe in qualsiasi momento

Tornando ai “combattimenti”, il gioco offre un’importante mole di contenuti PvE (giocatori contro il mondo di gioco) spaziando da:  

  • Dungeon, con una piccola squadra formata da quattro giocatori (un tank, due dps e un healer);
  • Trial, offrono dei combattimenti con dei nemici specifici con un gruppo di otto giocatori (due tank, quattro dps e due healer) ad eccezione di alcune di A Realm Reborn che attualmente vanno affrontate in squadre da quattro;
  • Raid si dividono in due gruppi:
    • Alliance Raid sono contenuti dove tre party (gruppi) da otto giocatori (un tank, cinque dps e due healer) affrontano una serie di nemici e boss, in un certo senso possono essere visti come dei dungeon più massicci;
    • Normal Raid vedono il classico party da otto giocatori, in modo simile ad un dugeon normale. 

Uno degli aspetti affascinanti di Final Fantasy XIV, sono certamente i Raid cross-over con altre produzioni. Infatti, ci sono state collaborazioni con NieR: Automata, Final Fantasy VI, Final Fantasy XI e Final Fantasy XII. 

Come se non bastasse, è presente anche il PvP in diverse salse, con tanto di “pass battaglia” incluso (ovviamente) nell’abbonamento, ci sono svariate modalità di gioco che arrivano a contare anche 72 giocatori. Il PvP, così come il Gold Saucer, permette di acquistare dell’oggettistica esclusiva mediante una valuta dedicata. 

Relax a suon di mini-giochi, gathering e crafting

Dopo la Main Scenario, le “millemila” missioni secondarie (chi più e chi meno valida) e dungeon & co., una pausa ci sta tutta e anche in questo caso Final Fantasy XIV dispone di un’importante mole di contenuti atti proprio a “staccare la spina” senza però effettuare il logout. Si spazia dai Job coi quali occuparsi del gathering (dal pescatore al minatore), raccogliendo risorse in lungo e in largo, e del crafting (dal panettiere al sarto e fabbro), costruendo e creando oggetti estetici per il proprio avatar e abitazioni oppure da rivendere ad altri giocatori mediante la Market Board, dove è possibile acquistare oggetti di ogni tipo con la sola valuta di gioco. 

Poi c’è lui, il classico Gold Saucer, dove giocare a diversi mini-giochi anche contro NPC, guadagnando una valuta esclusiva per acquistare oggettistica di vario genere.

Pagare un abbonamento per un solo videogioco? Non proprio 

Final Fantasy XIV è un MMORPG vecchio stampo e di un certo peso. Infatti, Square Enix richiede il pagamento di un abbonamento mensile per poter entrare nel mondo di Eorzea. O almeno era così fino a qualche tempo fa. 

In questi ultimi anni, Square Enix ha cambiato le carte in tavola, introducendo un nuovo modello di Free Trial, grazie al quale i giocatori possono accedere ai server di Final Fantasy XIV senza acquistare la copia del gioco base e senza abbonarsi al servizio. Tramite la prova gratuita è possibile giocare a centinaia di ore di gioco senza dover versare un centesimo, infatti si ha accesso a tutti i contenuti pubblicati fino a Stormblood. Ovviamente ci sono dei chiari limiti, che riguardano (principalmente) le interazioni social: non è possibile inviare richieste di amicizie, ma si può essere aggiunti dagli altri; non si possono creare i party, ma si può essere invitati; non si può entrare nelle Free Company (Gilde) e non è possibile accedere al PvP; non si ha accesso alla Market Board (né per acquistare, né per vendere); si ha un limite di Guil ben definito, oltre il quale non è possibile racimolarne.  

Nonostante le limitazioni, questo modello di Free Trial, rimane un ottimo modo per farsi un’idea sul MMORPG di casa Square Enix, giacché la Main Scenario è completamente accessibile da soli, altrimenti basta accedere ad una delle tante community online e farsi invitare da chi possiede un abbonamento. 

Quindi, attualmente si può giocare Final Fantasy XIV in due modi: il primo prevede di acquistare il gioco base, assieme all’espansioni e sottoscrivere un abbonamento; il secondo è quello di registrarsi gratuitamente al sito ufficiale [// Free_Trial_Final_Fantasy_XIV] e scaricare il client dedicato alla Free Trial. 

Piccolo appunto sulla Free Trial. Se si acquista il videogioco e si sottoscrive l’abbonamento con l’account utilizzato per la Free Trial, non sarà possibile accedere a Final Fantasy XIV quando l’abbonamento scade, in quanto l’account non viene più riconosciuto come “Free Trial”.

Come e dove giocare Final Fantasy XIV: PC o Console? Col controller o con mouse e tastiera?

Di base gli MMORPG vengono considerati come “videogiochi da PC”, eppure Final Fantasy XIV è uno di quei videogiochi dove l’ottimizzazione del controller è eccellente grazie alla modularità delle Hot Bar, che possono essere personalizzate per ogni singolo Job, presentando anche delle “scorciatoie” per accedere a più tasti nel più breve tempo possibile. 

Ora, considerando che i porting PC dei recenti Final Fantasy VII Remake Intergrade e Rebirth e Final Fantasy XVI non sono proprio eccellenti sotto tutti gli aspetti, non supportando (ad esempio) il formato Ultra Wide, Final Fantasy XIV si dimostra essere un porting eccellente. 
Oltre ad avere un buon numero di impostazioni grafiche, che lo rende scalabile per i più differenti hardware (spoiler: gira perfettamente su Steam Deck), supporta il formato Ultra Wide, ma dispone anche del DLSS 3.5 e del FSR. 

Quindi la scelta ricade completamente su di voi e sulle vostre preferenze. Oppure, acquistando il gioco + espansioni su PlayStation/Xbox e poi su PC, potrete cambiare piattaforma all’occorrenza senza perdere alcun progresso.

Ma insomma, oggi vale la pena giocare Final Fantasy XIV? 

La risposta è certamente sì. Oggi Final Fantasy XIV è un videogioco incredibilmente vasto e di qualità. Certamente non è esente da difetti, come per l’appunto lo stile Visual Novel che di tanto intanto assume la narrazione, ma il gameplay è capace di risucchiare completamente grazie ad un sistema di combattimento semplice da apprendere sulle prime, ma che merita un po’ di attenzione per i contenuti più avanzati. 

Considerando la mole di dialoghi da leggere e seguire, si fa sentire la mancanza della localizzazione italiana. Infatti, dal 2010 ad oggi, Square Enix non ha mai tradotto Final Fantasy XIV (cosa che Blizzard fece a suo tempo con World of Warcraft). Però, gli utenti PC, potrebbero arrangiarsi un poco col software Tataru Helper [// se_n’è_parlato_qui]. 

Final Fantasy XIV è disponibile su PlayStation 4 e PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC e Mac, la Free Trial è disponibile su ogni piattaforma.

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