Enlisted: un po’ Battlefield e Ghost Recon – la NON recensione

Enlisted

Un nuovo free to play, sulla carta estremamente interessante, ma con la consueta incognita

A cura di Luca Maiolini

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Il mercato degli FPS dallo stampo “militaresco” sta avendo una seconda vita grazie, per lo più, al settore indipendente. Difatti negli ultimi anni, ad affiancare i più blasonati Call of Duty e Battlefield, ci sono Verdun ambientato nella Prima Guerra Mondiale, Hell Let Loose e Post Scriptum ambientati nella Seconda Guerra Mondiale, e come non citare l’arrivo del chiacchierato Six Days in Fallujah.

Tra questi, si sta facendo spazio un altro FPS. Un free to play, che strizza l’occhio a quelli già citati — con la presenza di mappe tutto sommato ampie —, ma che si differenzia grazie ad una componente che fino ad ora era confinata ai Ghost Recon di casa Ubisoft: la possibilità di poter comandare una proprio squadra. Sto parlando di Enlisted, sviluppato da DarkFlow Software.

Semplicemente “un altro FPS sulla WWII”?

Come già detto,Enlisted è un free to play, incentrato totalmente su un’esperienza PvP, dove i giocatori si andranno a scontrare in degli scenari mediamente ampi — dipende anche dal singolo scenario, oltre che dalla modalità — assieme a dei compagni di squadra manovrati dalla IA, ai quali si potranno impartire alcuni ordini basilari che vedremo poco più avanti.

Dopo aver scaricato il client di gioco dal sito ufficialesi, avete letto bene, non è presente su Steam od altri client/store — ci si ritroverà a dover scegliere una campagna a cui prender parte tra Battle for Moscow, la classica Invasion of Normandy e, la più recente inserita nel gioco, Battle of Berlin. La scelta non è definitiva ed in qualsiasi momento, dal menù principale, la si potrà cambiare.

La scelta della campagna, oltre a determinare quale rotazione di mappe e modalità si giocheranno, comporterà anche il dover scegliere con quale fazione buttarsi nella mischia! Dunque, per fare un esempio, in Invasion of Normandy si dovrà scegliere tra l’esercito degli Alleati o quello Tedesco — si può anche optare per la scelta casuale!

Quella nostalgica sensazione da Ghost Recon

Uno degli aspetti che rende Enlisted decisamente interessante risiede nelle Squadre, che sono composte da un numero di unità variabili in base alla squadra scelta, alla sua esperienza accumulata nel corso del tempo ed alle abilità sbloccate.
Entrando nei particolari, ogni unità può avere un proprio loadout, quindi potremmo avere ai nostri comandi un soldato equipaggiato con un fucile automatico o semi-automatico, così come possiamo scegliere di equipaggiare una granata efficace contro la fanteria o contro i mezzi corazzati. Non mancano le unità specializzate in un ramo ben preciso, come: il Geniere (nel gioco Engineer), il Cecchino (nel gioco Sniper), il Carrista (Tanker), l’Operatore Radio (Radio Operator) e via dicendo.

I compagni che compongono la squadra possono seguirci durante il corso della battaglia — nel disperato tentativo di non incastrarsi in qualche punto non ben definito o di essere usati come bersagli da tiro a segno — oppure possono presidiare/raggiungere una zona che noi gli indicheremo tramite la pressione del tasto apposito. Inoltre, possono anche prestare cure utilizzando il proprio kit medico o passare munizioni.
Altro punto interessante, qualora l’unità manovrata da noi dovesse cadere in battaglia, potremmo passare ad uno dei membri che compongono la squadra — è possibile farlo anche nel corso della battaglia, altro punto che dà un valore aggiuntivo alla personalizzazione di ogni singola unità.


La gestione dietro alle Squadre mi ricorda un pochino i Ghost Recon precedenti a Future Soldier. Dove si poteva personalizzare totalmente i loadout, senza contare la vasta gamma di ordini che potevano essere dati!


“One shot, one kill” più o meno!

Se nei multiplayer siete soliti scegliere la classe, o armi, da cecchino per provare l’ebrezza del One shot, one kill (ed anche per affinare le vostre abilità), qui non rimarrete delusi! I fucili semi-automatici, o se preferite a colpo singolo, sono in grado di mettere fuori gioco gli avversari con un singolo colpo senza tanti problemi, utili dalle medie e lunghe distanze — non vi nascondo che utilizzare un M1903 Springfield od un Springfield M1903A1, mi ha fatto sentire come il cecchino Daniel Jackson, interpretato da Barry Pepper in Salvate il soldato Ryan, finché… Ma vabbè, quella è un’altra storia, no?

Passata la piccola parentesi, anche i fucili d’assalto hanno la loro da dire, soprattutto quando s’incappa in più avversari manovrati dalla IA, visto che con un singolo caricatore ed in pochi attimi si può metter fuori gioco quasi un’intera squadra!

In sostanza posso affermare che il Time to Kill di Enlisted è estremamente basso. Per farvi comprendere al meglio ciò che intendo, è come se steste giocando a Call of Duty o Battlefield nelle rispettive modalità Veterano o Realismo, col “plus” di avere contro anche le unità guidate da una IA estremamente lenta ed un po’… Scema (passatemela) o letteralmente deficitaria.

Nel complesso, altrimenti non finiamo più!

Dal momento che l’intenzione iniziale era semplicemente di darvi una sorta di “infarinatura”, su ciò che vi aspetterà giocando ad Enlisted, e dal momento che per una vera e seria recensione devo approfondirlo ancora meglio — senza contare che attualmente è in Beta! — voglio tirare le somme.

Sulla carta Enlisted si presenta come un gioco estremamente interessante, con buoni propositi e buone idee anche di game design — l’IA un po’ “scema” va a compensare la presenza di giocatori più abili, bilanciando un po’ il tutto, a parer mio.
Nonostante sia in Beta, con la mia configurazione che vede una 1060 6GB + i5-7600k, gira degnamente sopra i 60/70fps, ma mi auguro che pian piano vada migliorando (anche per portarlo su Twitch!).

Invece, uno degli aspetti che più mi preoccupa, riguarda la sua essenza da free to play. All’interno è presente un Battle Pass, grazie al quale, di livello in livello, si sbloccano dei “ticket” coi quali sbloccare nuove unità, mezzi, armi ed equipaggiamento di varia natura. Certamente è inutile sfasciarsi la testa inutilmente, ma già immagino orde di giocatori pronti a pagare per accaparrarsi i vari contenuti per annientare i propri avversari. Dunque bisogna sperare nel bilanciamento da parte di DarkFlow Software!

Se siete intenzionati a provarlo, è disponibile su PC, Xbox Series X|S e PlayStation 5!


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Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.